La “memoria dell’acqua”: l’esperimento di Emoto

E’ davvero stupefacente comprendere come il nostro intento, attraverso pensieri, parole e simboli, possa modificare la materia. In questo articolo ti racconto il mio esperimento del riso tratto dagli studi sulla memoria dell’acqua di Masaru Emoto.

Ho voluto fare anche io il famoso esperimento del riso di Masaru Emoto per verificare l’effetto dei pensieri sulla materia. Sono già consapevole che è la coscienza a creare la realtà, ma ho voluto fare questo esperimento per portare una prova tangibile di come effettivamente il nostro intento (espresso con parole, forme, simboli) influenza la materia. Oggi la fisica quantistica, che studia la materia a livelli subatomici, è arrivata a spiegarci come l’osservatore condiziona la realtà e possiamo capire meglio il rapporto tra la coscienza e la realtà.

La memoria dell’acqua

Masaru Emoto è stato un ricercatore che ha dedicato la sua vita alla memoria dell’acqua riuscendo a dimostrare come l’acqua può registrare informazioni e come queste informazioni influenzino l’acqua stessa.

Ha utilizzato l’acqua per lasciare un messaggio prezioso per ognuno di noi, facendoci capire quanto siamo responsabili e quanto poco ne siamo consapevoli!
L’acqua è vita, l’acqua trasporta informazioni, noi siamo fatti di acqua, il mondo è fatto d’acqua, senza l’acqua non potremmo vivere.  Lo sanno bene coloro che cercano di manipolare e controllare questo bene così prezioso. Su questo tema (politico e sociale) si potrebbe parlare a lungo, ma non è questa la sede.

Tornando all’eredità di Masaru Emoto, voglio condividere con te l’immagine dei risultati dei suoi esperimenti sull’acqua, con i quali ha potuto constatare come variavano le forme dei cristalli in base alle diverse parole applicate all’acqua.

Cristalli acqua - Masaru Emoto
Forme dei Cristalli d’acqua – Esperimento Masaru Emoto

Ecco che così riusciamo a comprendere come l’acqua viene influenzata dall’intento, dal pensiero, dalla vibrazione di un suono o di una parola e ne memorizza l’informazione.

Le parole, come i pensieri, come i simboli (come tutto in realtà) sono energia che ha una vibrazione e una frequenza. Nell’esperimento infatti è chiaro come informazioni diverse influenzino l’acqua in maniera differente.

Il messaggio di Emoto ha stimolato la mia consapevolezza ed è arrivato a toccare aspetti spirituali molto profondi, con un semplice esperimento dove sentimenti di amore e gratitudine si trasformano in cristalli d’acqua dalle forme armoniose.

L’esperimento del riso

Così anche io ho provato fare il “famoso” esperimento del riso dove ho constatato come l’acqua del barattolo esposto a frequenze positive previene la muffa che invece si sviluppa e prolifera nell’altro barattolo.

Ho cotto del riso, l’ho scolato e l’ho messo in due piccoli barattoli aggiungendovi un pò di acqua.
Sul primo barattolo ho applicato un adesivo con la scritta “Ti amo” e per donare maggiori vibrazioni positive ho posto il barattolo sopra una piastra con il Fiore della Vita (puoi anche applicare un adesivo con il simbolo sul barattolo).
Nell’altro barattolo, invece, ho solo applicato un adesivo con la scritta “Ti odio”.
Oltre alle parole scritte nell’adesivo, è importante anche l’intento e l’emozione interiore, quindi ho cercato di proiettare consapevolmente queste emozioni di amore e di odio verso i due barattoli e infine li ho deposti in un ripostiglio buio.

Ho documentato il progresso in poco più di un mese, fotografando i vari stati di avanzamento. Ed ecco il risultato: nel barattolo con la scritta “ti amo” non si è sviluppata la muffa, mentre nell’altro è iniziato il processo di decomposizione.

Prova a riflettere sul fatto che il nostro corpo è fatto circa per il 70% di acqua.

Pensi che la qualità dei nostri pensieri possa influenzare il nostro stato emotivo e fisico? Pensieri positivi e armoniosi possono condizionare positivamente la tua realtà?

L’impiego preventivo e costante degli energizzatori VITASTIK e VITASHELL, permetterà all’acqua di cui siamo costituiti, di risintonizzarsi con la matrice di purezza originale, permettendo il raggiungimento di un equilibrio energetico più duraturo.

Dimostrazione clinica sulla “Memoria Informazione dell’Acqua”

La dimostrazione clinica dei domini di coerenza dell’acqua: la prova che l’acqua informata agisce sul nostro organismo in maniera positiva

La Semeiotica Biofisica Quantistica(SBQ,www.sisbq.org), con un semplice fonendoscopio, permette al Medico di valutare quantitativamente il livello di Energia Libera Endocellulare, mediante la semplice valutazione del Riflesso gastrico-aspecifico (1, 2).
In questa sede non riferisco altri numerosi metodi semeiotico-biofisico-quantistici – più precisi ma anche assai tecnici che richiedono una sicura conoscenza della SBQ – affidabili nella valutazione dell’attività della catena respiratoria mitocondriale di qualsiasi tessuto, tra i quali recita un ruolo centrale lo studio del modo di essere e di funzionare dei glicocalici delle cellule dei sistemi biologici (3-8).

Nel 2011, a seguito delle mie ricerche cliniche sui molteplici benefici biologici dell’acqua termale sulfurea di Porretta Terme, in diversi articoli ho consegnato alla Letteratura scientifica originali dati in cui è dimostrato clinicamente, usando un comune fonendoscopio, l’esistenza e la quantificazione della Memoria-Informazione dell’Acqua (9-13).

È inconcepibile parlare di Memoria-Informazione dell’Acqua senza fare riferimento ai suoi Domini di Coerenza, affrontati in modo affascinate e magistrale, tra altri Autori eccellenti, da Del Giudice e Tedeschi, che li hanno descritti con insuperabile ermeneutica.

Leggiamo attentamente:
“Le ricerche degli ultimi anni hanno messo in evidenza che l’acqua liquida è una mescolanza di due fasi; una fase non coerente formata da molecole indipendenti legate da forze elettrostatiche di corto raggio d’azione e una fase coerente articolata in Domini di Coerenza in cui le molecole oscillano all’unisono tra due specifiche configurazioni della loro nuvola elettronica in fase con un campo elettromagnetico intrappolato al loro interno, il quale, con la sua lunghezza d’onda, fissa la dimensione dei Domini ” (14, 15).

La descrizione di questi Domini di Coerenza, fatta in modo specialistico da ottimi Autori (14-21), la cui conoscenza è indispensabile ai fini della comprensione delle proprietà terapeutica dell’acqua opportunamente e variamente energizzata, fondamento della Terapia Quantistica, a mio parere, è troppo tecnica per avvicinare al suo studio ed apprendimento i Medici del Nuovo Rinascimento della Medicina.

Al contrario, il seguente esperimento clinico, facilmente riproducibile, potrà stimolare allo studio delle notevoli proprietà terapeutiche dell’acqua opportunamente “informata”, anche i Medici che oggi, generalmente parlando, non hanno profonde conoscenze della fisica quantistica.

Nell’esaminando sano, si valuta di base il livello di Energia Libera Endocellulare, per esempio, nel Cardio-Miocita, mediante il Riflesso di Gentile (22): a riposo, il Tempo di Latenza è 8 sec.

Si ripete la valutazione dopo aver collocato a meno di 1 metro dall’esaminando un bicchiere d’acqua termale sulfurea (Es. Fonte Puzzola di Porretta Terme), oppure acqua energizzata con 8 gocce di Cell-Food, un potente istangioprotettore, componente della Terapia Quantistica, come l’acqua energizzata con il Bicarbonato di Sodio.
Il Tempo di Latenza risulta aumentato di tre volte, salendo a 24 sec. esatti.
A questo punto, l’acqua del bicchiere è rimescolata ripetutamente con un cucchiaino per circa mezzo minuto per aumentarne il numero e la dimensione dei Domini di Coerenza.
Alla terza valutazione, il Tempo di Latenza risulta aumentato di 6 volte, raggiungendo i 48 sec. precisi.
Si lascia “riposare” l’acqua per 15 minuti circa, e poi si ripete l’esperimento, sopra descritto, ottenendo gli stessi risultati, cioè gli identici valori parametrici del Tempo di Latenza del Riflesso Gastrico aspecifico

La mia attuale casistica comprende 16 individui sani di entrambi i sessi, in età compresa tra 20 e 83 aa. E’ interessante sottolineare l’ennesima dimostrazione della coerenza interna ed esterna delle teorie semeiotico-biofisico-quantistica: l’aumento del Tempo di Latenza del Riflesso Gastrico aspecifico, correlato notoriamente con l’Energia Libera Endocellulare (ATP), aumenta di TRE e poi di SEI volte nei confronti del valore basale.

Bibliografia
1) Stagnaro-Neri M., Stagnaro S. Introduzione alla Semeiotica Biofisica. Il Terreno Oncologico. Travel Factory, Roma, 2004. http://www.travelfactory.it/semeiotica_biofisica.htm
2) Caramel Simone. Auscultatory Percussion of the Stomach, according to Sergio Stagnaro. www.sisbq.org, e-book, http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/_cardiogarap_handbook.pdf
3) Sergio Stagnaro. Il Glicocalice nella Diagnosi Semeiotico-Biofisico-Quantistica di Terreno Oncologico di Di Bella. 15 febbraio 2011, www.melatonina.it, http://www.melatonina.it/farma/approfondimenti.php ; http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/glicocaliceoncologico.pdf; http://www.fcenews.it, http://www.fceonline.it/images/docs/glicocalice oncologico valutazione.pdf
4) Sergio Stagnaro. Semeiotica Biofisica Quantistica del Reale Rischio Congenito Oncologico di Mielopatia. Ruolo Diagnostico del Glicocalice. www.sisbq.org, 22, febbraio 2011, http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/rrmielopatiaglicocalice.pdf Versione inglese: http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/qbs_myelopathy_glycocalyx_english.pdf
5) Sergio Stagnaro. Ruolo del Glicocalice nella Valutazione Semeiotica Biofisica Quantistica della Sindrome del Fegato Iperfunzionante. 3 marzo 2011. http://www.piazzettamedici.it/professione/professione.htm
6) Simone Caramel and Sergio Stagnaro The role of glycocalyx in QBS diagnosis of Di Bella’s Oncological Terrain – http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/oncological_glycocalyx2011.pdf
7) Sergio Stagnaro. Glycocalix Quantum-Biophysical-Semeiotic Evaluation plays a Central Role in Demonstration of Water Memory-Information. www.sisbq.org. 19 July, 2011. http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/wmi_glycocalyx.pdf
8) Sergio Stagnaro and Simone Caramel (2011). Skeletal Muscle Cell Glycocalix Evaluation during CFS Treatment corroborates Andras Pellionisz’s Recursive Fractal Genome Function Principle. http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/cfsglycocalyx.pdf
9) Sergio Stagnaro (2011) First Water Memory-Information Demonstration through Quantum Biophysical Semeiotics – 2011
Sergio Stagnaro (2011) Water Memory-Information containing Muscle Extremely High Energy Frequency: Is the Therapeutic Problem of Chronic Fatigue Syndrome solved?
10) Sergio Stagnaro (2011) Water Memory-Information based Therapy: quick Recovery from Arthrosis-Dependent Backache
11) Sergio Stagnaro (2011) Glycocalix Quantum-Biophysical-Semeiotic Evaluation plays a Central Role in Demonstration of Water Memory-Information.
12) Sergio Stagnaro (2011) The Principle, rather than the Theory, of Water Memory-Information.
13) Sergio Stagnaro (2011) Quantum Biophysical Semeiotics evidences of Water-Memory-Information by means of Music Energizing Action: Caramel’s experiment .
14) Del Giudice E., Tedeschi A. Water and the autocatalysis in living matter. Electromagn. Biol. Med. 2009, 28, 46-54.
15) Del Giudice E., Tedeschi A. Struttura frattale dei segnali elettromagnetici presenti nelle strutture acquose della materia vivente. La Med. Biol., 2014/3; 39-43.
16) Vitiello G. – Coherent states, fractals and brain waves. New Mathematics and Natural Computing 5, 245-264; 2009.
17) Vitiello G. – Coherent states and self-similarity induced noncommutative geometry.
Fractals, Phys. Lett.A 376, 2527-2532; 2012.
18) Vitiello G. – Structure and function. In Toward a Science of Consciousness. Hameroff S.H.et Al. eds. MIT Press, Boston, 191-196; 1998.
19) Tedeschi A. – Is the living dynamics able to change the properties of water? International Journal of Design & Nature and Ecodynamics, 5(1), 60-67 (2010).
20) Del Giudice E., Stefanini P., Tedeschi A., Vitiello G. – The interplay of biomolecules and water at the origin of the active behavior of living organisms. Journal of Physics: Conference Series, 329,012001; 2011.
21) Del Giudice E., Tedeschi A. – La dinamica dell’essere vivente come riflesso della dinamica dell’acqua. La Med. Biol., 4; 21-27; 2010.
22) Sergio Stagnaro. Gentile’s Sign*: Bedside Diagnosing Acute Myocardial Infarction, even initial or silent.5 July, 2011. www.sciphu.com, http://wwwshiphusemeioticscom-stagnaro.blogspot.com/2011/07/gentiles-sign-bedside-diagnosing-acute.html and http://stagnaro.wordpress.com/2011/07/05/gentile%E2%80%99s-sign-bedside-diagnosing-acute-myocardial-infarction-even-initial-or-silent/

MEMORIA DELL’ACQUA SECONDO LA SEMEIOTICA BIOFISICA QUANTISTICA

Le scoperte di Jaques Benveniste sulla memoria dell’acqua (lavoro [1] notoriamente apparso su Nature) sono tornate recentemente in auge con i lavori [2] di Luc  Montagnier, Nobel della Medicina 2008, che confermano le intuizioni dello scienziato francese, in conseguenza di uno studio sul sequenziamento  del DNA in una soluzione idrica.

In seguito, nel 2011, sono stati intrapresi degli esperimenti clinici che non solo confermano l’impianto teorico-pratico di Benveniste, ma vanno oltreL’acqua non è solo in grado di memorizzare, ma può addirittura ricevere e trasmettere radiazioni, ossia onde-frequenze intrise di informazione.

Oggetto di grandi discussioni, la memoria dell’acqua è spesso considerata solo una congettura. Infatti, nessuno è stato mai in grado di dimostrare che l’acqua possa mantenere una ‘memoria – informazione’ di sostanze disciolte e diluite in modo arbitrario. Il concetto è stato notoriamente proposto da Beneviste [1]  (Davenas et al. 1988) per spiegare il presunto potere terapeutico dei rimedi omeopatici, che sono preparati di soluzioni diluite in grado così elevato che nemmeno una singola molecola della sostanza originale rimane nelle preparazioni finali. Questo argomento ha affascinato gli scienziati per decenni (Boulanger et al. 1998, Zhadin et al. 1998). I ricercatori informatici cercano ancora di capire in che modo l’acqua possa agire analogamente ai chip per computer.

Tutte le cellule viventi sono composte per il 70%  circa  di acqua (particolarmente ricco di H2O è il cervello)  ed emettono bio-fotoni non visibili ad occhio nudo, ma misurabili con apparecchiature speciali, o passibili di valutazione nelle modifiche apportate sulle funzioni dei sistemi biologici. Le cellule comunicano attraverso esplosioni di energia nella banda elettromagnetica ultravioletta sopra lo spettro della luce visibile, così come via neuro-peptidi, presenti in ogni parte del corpo. Queste emissioni di energia controllano i processi vitali del corpo. Per esempio, le cellule sane e cancerose emettono fotoni di energia abbastanza diversi tra loro, in parallelo con il loro differente comportamento micro circolatorio.   

Per far chiarezza su un tema così controverso, la Semeiotica Biofisica Quantistica consente una raffinata ed affidabile investigazione clinica, facilmente riproducibile.  

Secondo precedenti ricerche cliniche, DNA mitocondriale e DNA nucleare si comportano come antenne: nei sistemi biologici, molecole, come i neuro-peptidi, compresi quelli funzionanti come neurotrasmettitori, e gli ormoni, agiscono mediante Energia-Informazione, ossia veicolano radiazioni energetiche intrise di informazione qualitativamente importante [3] . Questi lavori sono perfettamente coerenti ed in sintonia con gli studi dello scienziato russo Petar Gariaev [4] sulla genomica ondulatoria o ‘waves genomics’.

Al fine di comprendere il significato di ‘Memoria-Informazione’ dell’acqua è utile esaminare ognuno di questi 2 concetti e poi fonderli insieme:

1) Memoria (l’acqua agisce come un recettore, è in grado di ricevere le frequenze d’onda e di memorizzarli);

2) Informazione (l’acqua agisce come trasmettitore, trasmettendo le frequenze delle onde memorizzate’).

Queste caratteristiche biofisiche, chimiche ed elettro-magnetiche dell’acqua sono evidenziate da alcuni esperimenti, contemporanei, paralleli, ma indipendenti l’uno dall’altro, che confermano il contributo di Beneviste.

Un recente lavoro sul DNA, onde e acqua [2] del Nobel per la Medicina del 2008, Luc Montagnier, (Montagnier et al., 2011) descrive esperimenti che mostrano una nuova struttura del DNA e l’induzione di onde elettromagnetiche – EMS – in diluizioni di acqua. Gli autori osservano che avviene una trasmissione di sequenze di DNA e di informazioni genetiche nell’acqua attraverso onde elettromagnetiche. E’ stato chiaramente dimostrato che le nano-strutture dell’acqua e la loro risonanza elettromagnetica sono in grado di riprodurre fedelmente le informazioni del DNA.

Questa è un’altra conferma delle proprietà dell’acqua di ricevere, immagazzinare (memorizzare informazioni) e trasmettere onde a bassa frequenza. Recenti esperimenti (Germanov et al, 2011, comunicazioni personali coi ricercatori SBQ) mostrano risultati molto interessanti: sostanze chimiche di natura organica e non organica, nonché oggetti biologici, emettono onde le cui frequenze sono individuali per ogni oggetto sostanza ed oggetto biologico, e composti organici complessi emettono uno spettro di frequenze che corrisponde con le frequenze delle sostanze che contengono.  

Inoltre, i fluidi biologici umani (sangue, urine, ecc), emettono segnali che caratterizzano lo stato del corpo. La frequenza delle onde combinano con la frequenza di oscillazione elettromagnetica, e si può creare una risonanza, emissione di radiazioni, contenente le frequenze caratteristiche di un oggetto, le quali  possono essere trasferite a distanza insieme  con un segnale elettromagnetico.

Negli esperimenti del team russo di Eugeny Germanov, sono state evidenziate le grandi proprietà dell’acqua termale. Questo fatto è confermato da recenti esperimenti fatti da noi con l’acqua sulfidrilica delle Terme di Porretta (Bologna), che mostrano che l’acqua termale [5] è efficace in termini di ‘blue therapy’. Secondo le evidenze sperimentali, forniti dalle ricerche di alcuni scienziati che collaborano con noi, l’acqua è in grado di ricevere, conservare e trasmettere ‘le frequenze ondulatorie’ (‘memoria-informazione’) delle sostanze disciolte in diluizione arbitrarie, od assorbite, ad esempio, mediante trasmissione di frequenze da un apparecchio quantistico, o attraverso le onde musicali provenienti da una radio.  

La SBQ ha dimostrato per la prima volta clinicamente e sperimentalmente [6]  l’esistenza della memoria-informazione dell’acqua.

Questa evidenza clinica ha suggerito ulteriori esperimenti [7] che hanno confermato la possibilità di trattare anche la Sindrome da Stanchezza Cronica.  Grazie alla memoria-informazione dell’acqua è possibile una terapia realmente efficace della CFS (Chronic Fatigue Syndrome), se ciò sarà confermato su scala sperimentale più ampia.

La memoria-informazione dell’acqua è stata sfruttata utilizzando acqua energizzata da un dispositivo quantistico in grado di catturare le frequenze di farmaci per poi ritrasmetterle nell’acqua, aprendo nuove prospettive nell’uso di farmaci [8], limitando i loro dosaggi con gli stessi risultati terapeutici.

Inoltre, la valutazione SBQ dei glicocalici svolge un ruolo centrale al fine di dimostrare la memoria-informazione dell’acqua [9].

La SBQ introduce così un nuovo principio: il principio di memoria-informazione dell’acqua, che è il fondamento scientifico per nuovi e successivi esperimenti ed applicazioni su questo argomento, come quelli effettuati dal giapponese Masaru Emoto.  

Emoto sosteneva che la coscienza umana ha un effetto sulla struttura molecolare dell’acqua. Le ipotesi del ricercatore nipponico si sono evolute nel corso degli anni della sua ricerca. Inizialmente egli affermava che l’acqua di alta qualità forma cristalli belli ed intricati, mentre l’acqua di scarsa qualità ha difficoltà nel formare cristalli. Secondo Emoto, un cristallo di ghiaccio di acqua distillata presenta una struttura di base esagonale senza ramificazioni intricate, ed attraverso la preghiera,   la musica od attaccando parole scritte ad un recipiente d’acqua si possono ottenere cambiamenti positivi nei cristalli. Dal 1999 Emoto [11] ha pubblicato diversi volumi di un lavoro dal titolo ‘I messaggi dall’acqua’, che contiene fotografie di cristalli d’acqua accanto a saggi e a “parole d’intenti.” Dal 1990, Masaru Emoto ha eseguito una serie di esperimenti osservando l’effetto fisico della parole, preghiere, musica e ambiente sulla struttura cristallina dell’acqua. Emoto disse ai suoi fotografi di scattare foto all’acqua dopo essere stata esposta a variabili diverse e successivamente congelata, in modo da formare strutture cristalline.  

Seguendo le ipotesi del ricercatore giapponese riguardanti i mutamenti alla struttura dei cristalli d’acqua in seguito alla sua esposizione a musica e canzoni, la SBQ ha creato un interessante test per verificare l’ipotesi di feedback di memoria-informazione tra acqua e musica.

In seguito alle valutazioni e misure SBQ, l’esperimento mostra che la musica energizza effettivamente l’acqua, e che la memoria-informazione dell’acqua è realmente esistente [12].

Inoltre questa evidenza sperimentale apre nuove prospettive sulla musicoterapia, e le sue applicazione per l’autismo infantile, il ritardo mentale, le disabilità, la sindrome di Alzheimer e  altri disordini cerebrali, la psicosi, i disturbi dell’umore, i disordini somatoformi (in particolare la sindrome di dolore cronico), la sindrome da stanchezza cronica (CFS), i disturbi alimentari (anoressia nervosa). Si dà in questo modo nuova luce anche per l’interpretazione del risveglio da coma grazie all’ascolto di musica e canzoni.

 

 

Fonti:

[1] Davenas, Benveniste, et al. Human basophil degranulation triggered by very dilute antiserum against IgE. Nature 333, 816 – 818 – 30 June 1988

http://www.nature.com/nature/journal/v333/n6176/abs/333816a0.html

[2] Montagnier L et al.  Electromagnetic Signals Are Produced by Aqueous Nanostructures Derived from Bacterial DNA Sequences

http://www.homeopathyeurope.org/media/news/MontagnierElectromadneticSignals.pdf

[3] Stagnaro S, et al. Meccanica Quantistica e Meccanismi d’Azione Ormonali

http://www.fcenews.it/index.php?option=com_content&task=view&id=816&Itemid=45&showall=1

[4] Gariaev P. et al. The DNA-wave Biocomputer

http://max1.hosteur.com/~laserp/anglais/gariaev.pdf

[5] Stagnaro S. Caramel S. A New Way of Therapy based on Water Memory-Information: the Quantum Biophysical Approach, JOQBS, www.sisbq.org

http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/qbtherapy.pdf

[6] Stagnaro S. First Water Memory-Information Demonstration through Quantum Biophysical Semeiotics, JOQBS, www.sisbq.org

http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/watermemoryinformation.pdf

[7] Stagnaro S. Water Memory-Information containing Muscle Extremely High Energy Frequency: Is the Therapeutic Problem of Chronic Fatigue Syndrome solved? JOQBS, www.sisbq.org

http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/watermemoryinformation_cfs.pdf

[8] Stagnaro S. Water Memory-Information based Therapy: quick Recovery from Arthrosis-Dependent Backache, JOQBS, www.sisbq.org

http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/watermemory_adb.pdf

[9] Stagnaro S. Glycocalix Quantum-Biophysical-Semeiotic Evaluation plays a Central Role in Demonstration of Water Memory-Information, JOQBS, www.sisbq.org

http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/wmi_glycocalyx.pdf

[10] Stagnaro S. The Principle, rather than the Theory, of Water Memory-Information, JOQBS, www.sisbq.org

http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/wmi_theprinciple.pdf

[11] Emoto M. The message from water, hado kyokushin . tokyo 1999

[12] Stagnaro S. Quantum Biophysical Semeiotics evidences of Water-Memory-Information by means of Music Energizing Action: Caramel’s experiment, JOQBS, www.sisbq.org

http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/wmi_music_2011.pdf

 

Il seguente articolo è tratto da ScienzaeConoscenza.it

Scopri In Cosa Consiste La Memoria dell’Acqua

L’acqua, una molecola che regola tutte le funzioni dell’organismo e che, grazie alla ricerca di scienziati italiani e internazionali, si è scoperto essere dotata di memoria e coerenza. È veramente possibile? E cosa comporterebbe questa rivelazione?.

Jacques Benveniste e la memoria dell’acqua
Per memoria dell’acqua si intende la possibilità dell’acqua, in forma liquida, di mantenere una “impronta” delle sostanze con cui è venuta in contatto.
Fu l’immunologo francese Jacques Benveniste a pubblicare nel 1988, sulla prestigiosa rivista internazionale “Nature”, i risultati di rivoluzionari esperimenti che dimostravano come l’acqua fosse capace di mantenere unamemoria/informazione di sostanze in essa disciolte o diluite; tali risultati non solo avrebbero potuto fornire una base scientifica ai principi della medicina omeopatica ma, soprattutto, avrebbero scardinato consolidate conoscenze di fisica, chimica e medicina, costringendo ad una revisione e riscrittura di più nozioni.
Nonostante la bocciatura della comunità scientifica, le ricerche iniziate da Benveniste e dai gruppi da lui capitanati proseguirono, incoraggiate dalla curiosità e la voglia di approfondire sia di scienziati italiani che di personalità illustri del mondo della scienza (quali il premio Nobel Luc Montagnier).

Le basi fisico-chimiche della memoria dell’acqua
Tutti gli organismi viventi irradiano un debole ma permanente flusso di radiazione elettromagnetica la cui intensità spazia dalla luce visibile all’ultravioletto. Queste emissioni di energia avvengono a livello cellulare e, essendo portatrici di informazioni, secondo il biofisico di fama mondiale Fritz Albert Popp, non solo regolano la crescita e la rigenerazione delle cellule e ma ne controllano anche tutti i processi biochimici.
Una prima evidenza scientifica a questa teoria fu data da un medico italiano, il dottor Sergio Stagnaro, intorno al 2007. Egli combinò un raffinato e preciso metodo di investigazione clinica, studiato e messo a punto da lui stesso, la semeiotica biofisica quantistica (SBQ), con i più innovativi strumenti della nanotecnologia, in grado di captare e ritrasmettere i biofotoni emessi a livello cellulare. Il dottor Stagnaro dimostrò che, nei sistemi biologici, molecole come ormoni e neurotrasmettitori, considerati dei messaggeri chimici, agiscono mediante un principio di Energia-Informazione (EI), ossia veicolano radiazioni elettromagnetiche intrise di informazione qualitativamente importante. Questi lavori erano perfettamente coerenti e in sintonia con gli studi dello scienziato russo Petar Gariaev sulla genomica ondulatoria, che trovarono un riscontro sperimentale sia dallo stesso scienziato russo, sia dai ricercatori della SBQ.
Gariaev ipotizzò e confermò che il genoma umano è una struttura tridimensionale in continua rotazione in grado di ricevere e trasmettere radiazioni elettromagnetiche. Esso cioè si comporterebbe come una rice-trasmittente.
Tutte le radiazioni elettromagnetiche viaggiano da strutture trasmittenti (come i neurotrasmettitori e gli ormoni) verso delle strutture riceventi (come il DNA). Questo significa che nei sistemi biologici la trasmissione della EI avviene, oltre che attraverso canali usuali come il sistema linfatico, il sistema sanguigno, quello nervoso ed altri, anche per bio-risonanza, sfruttando sia le proprietà del DNA di comportarsi come antenna che dell’ampia gamma di trasmettitori e ricettori di cui sono dotati i sistemi biologici. E l’acqua in tutto questo cosa c’entra?

Cos’è la memoria dell’acqua?
Ebbene, per l’acqua non si parla di EI piuttosto di Memoria-Informazione (MI) ossia:
1) l’acqua agisce come un recettore, essendo in grado di ricevere le frequenze d’onda e di memorizzarle (memoria);
2) l’acqua agisce come trasmettitore, trasmettendo le frequenze delle onde memorizzate (informazione).
Queste caratteristiche biofisiche, chimiche ed elettro-magnetiche dell’acqua sono state messe in evidenza da esperimenti indipendenti l’uno dall’altro, che confermano il contributo di Beneviste.
Fu Luc Montagnier, Premio Nobel per la medicina, a confermare l’emissione di onde a bassa frequenza (EMS) in alcune diluizioni di filtrati provenienti da colture di microorganismi (virus, batteri) o dal plasma umano infettato dagli stessi agenti patogeni.
Essendo la dimensione delle strutture che generano le EMS molo piccole, ciò ha giustificato la loro denominazione di “nanostrutture”.
Gli studi seguenti fecero presupporre a Montagnier e ai suoi collaboratori come potesse essere l’organizzazione dell’acqua a spiegare tutto. L’acqua non solo è in grado di interagire con le molecole disciolte in essa, stabilizzandole, ma le stesse molecole di acqua possono formare aggregati o polimeri (strutture comunque piuttosto labili).
Fu poi Emilio del Giudice, scienziato di fama internazionale, e il suo gruppo di lavoro, a proporre e mostrare come l’acqua potesse organizzarsi in domini di coerenza, con la dimensione di nanostrutture ed in grado di autorigenerarsi e mantenersi con l’emissione di onde elettromagnetiche.
I Domini di Coerenza sono il risultato della capacità di aggregazione e cooperazione per una finalità che i campi elettromagnetici informati hanno di organizzarsi in strutture complesse. Emilio del Giudice capì come l’acqua, che è il miglior solvente universale, fosse in grado di memorizzare le informazioni ricevute dai soluti con i quali entrava a contatto, aggregandoli in gruppi di molecole chiamate ”bioclusters” (domini di acqua corrente dotate di un proprio Campo Elettro Magnetico, CEM) attraverso il quale avviene un continuo scambio di informazione.
Emilio dal Giudice condusse, assieme a Giuliano Preparata, le ricerche sul fenomeno della memoria dell’acqua nell’ambito della CQED (elettrodinamica quantistica coerente). Secondo questa teoria esistono domini di coerenza nell’Universo, in grado di allineare i campi elettromagnetici. Questo potrebbe rappresentare un fondamento scientifico alla dinamizzazione omeopatica (lo scuotimento del prodotto omeopatico diluito per almeno 100 volte in senso verticale, con movimenti netti, veloci e di breve distanza) poiché le molecole di acqua conserverebbero una geometria molecolare correlata agli elementi chimici con cui entrano in contatto. 
Questi domini di coerenza hanno una dimensione di decine di micron, in cui milioni di molecole oscillano all’interno di un campo elettromagnetico di tipo coerente,.

I messaggi dell’acqua
Recenti esperimenti condotti da Germanov e altri ricercatori SBQ nel 2011 mostrano risultati molto interessanti: sostanze chimiche di natura organica e non organica, nonché molecole biologiche e composti organici complessi emettono, rispettivamente, singole frequenze elettromagnetiche o uno spettro di frequenze che corrisponde a quelle delle sostanze contenute.
La memoria-informazione dell’acqua può inoltre essere sfruttata per energizzare l’acqua con un dispositivo in grado di catturare le frequenze di farmaci per poi ritrasmetterle nell’acqua. Questo può aprire nuove prospettive nell’uso di farmaci con gli stessi risultati terapeutici ma limitando i loro dosaggi.
Inoltre, gli stessi fluidi biologici umani (sangue, urine, ecc), emettono segnali che caratterizzano lo stato del corpo e riflettono l’attività della coscienza umana. È stato il giapponese Masaru Emoto a sostenere come la coscienza umana avesse un effetto sulla struttura molecolare dell’acqua.
Dal 1999 Emoto ha pubblicato diversi volumi di un lavoro dal titolo “I messaggi dall’acqua”, contenenti fotografie di cristalli di acqua esposti a variabili diverse e successivamente congelata, in modo da formare strutture cristalline. Dall’osservazione delle fotografie si evince come parole, preghiere, musica e ambiente esercitino un vero e proprio effetto fisico sulla struttura cristallina dell’acqua, modificando la semplice struttura di base esagonale dei cristalli di ghiaccio di acqua non condizionata (tra l’altro dispersi in modo caotico), nelle strutture belle e raffinate, disposte in modo armonico e simmetrico, dei cristalli di ghiaccio di acqua “informata”.
Seguendo le ipotesi del ricercatore giapponese la SBQ ha creato un interessante test per verificare l’ipotesi di interazione tra la MI dell’acqua e la musica con il risultato che la musica energizza effettivamente l’acqua. Questa evidenza sperimentale apre nuove prospettive sulla musicoterapia e le sue applicazioni per l’autismo infantile, il ritardo mentale, le disabilità, la sindrome di Alzheimer e altri disordini cerebrali, come psicosi, i disturbi dell’umore e i disordini somatoformi (in particolare la sindrome di dolore cronico), la sindrome da stanchezza cronica (CFS) e i disturbi alimentari (anoressia nervosa). Si può attribuire, in questo modo, anche un nuovo risalto all’interpretazione del risveglio da coma grazie all’ascolto di musica e canzoni.

Dal momento che siamo costituiti dal 70% di acqua, è immediato rapportare queste strutture armoniose al nostro stato di benessere. Può accadere che un brutto episodio accaduto nel passato, venga ripreso dalla mente subconscia e letteralmente “proiettato” sulla mente e sul corpo, causando problemi o malattie. Questo accade quando una persona, in condizione di debolezza, si viene a trovare in una condizione fisica e ambientale che assomiglia a quella vissuta in precedenza. Allora il subconscio ravvisa il pericolo ed estrae dalla memoria tutto ciò che riguarda l’episodio passato (emozioni, dolore, ecc.) in quanto ritiene che, se agendo in quel modo si è riusciti a sopravvivere allora, con le stesse azioni riuscirà a superare anche la situazione attuale. L’individuo sarà così riagganciato al passato senza averne consapevolezza e recupererà il vissuto di dolore emotivo o fisico associato all’episodio passato.

L’impiego preventivo e costante degli energizzatori VITASTIK e VITASHELL, permetterà all’acqua di cui siamo costituiti, di risintonizzarsi con la matrice di purezza originale, permettendo il raggiungimento di un equilibrio energetico più duraturo.

Caso Memoria dell’Acqua – BENVENISTE

Mi sono scontrato e mi scontro tuttora con le istituzioni poste come guardiani e custodi di una Scienza ufficiale al di là della quale c’è il nulla. Le mie ricerche e i loro sviluppi in campi affini sono vittime di un sistema che non posso accettare.

Il seguente articolo è tratto da libro La mia verità sulla memoria dell’acqua di Jacques Benveniste.

È il 28 giugno 1988 e la rivista britannica Nature, tra le più influenti riveste scientifiche al mondo (insieme alla concorrente americana Science) pubblica un articolo dal titolo: «Degranulazione dei basofili umani, indotta da alte diluizioni di un anti-siero anti-IgE».

Malgrado il titolo risulti assolutamente oscuro al grande pubblico, la redazione di Nature si premura di diffondere il testo ai principali mezzi di informazione del pianeta, esattamente come accade ogni qual volta un articolo importante viene pubblicato sulla rivista.

In tutti i Paesi, la stampa dà un risalto senza precedenti all’articolo e traduce il suo contenuto in questi termini: «L’acqua potrebbe conservare un ricordo, ovvero una traccia delle sostanze che vi hanno transitato». Una vera e propria rivoluzione scientifica in nome della quale mi ritrovo subito sotto inchiesta. Alcune settimane dopo, in seguito a una “controinchiesta” condotta nel mio laboratorio da una équipe di Nature, in condizioni particolarmente sconcertanti, la rivista decide che i risultati dei miei esperimenti sono privi di fondamento. Da quel momento, ha inizio un processo di emarginazione che mi porterà dalla direzione di una delle unità di ricerche dell’Inserm1, in cui lavorano diverse decine di persone a quella di un laboratorio indipendente per il quale non sono previsti fondi di ricerca e per il cui funzionamento sono costretto io stesso a cercare finanziamenti. Il laboratorio era un vecchio prefabbricato situato nel parcheggio del centro che dirigevo.

Circa nove anni dopo, esattamente il 21, 22 e 23 gennaio 1997 il quotidiano Le Monde ritorna sulla questione. Per tre giorni consecutivi e in sei fitte pagine, il giornalista Éric Fottorino descrive quello che è ormai divenuto tra gli scienziati un “feuilleton”. L’inchiesta, accurata e onesta, è eccellente. Tuttavia la lettura mi provoca un insieme contrastante di impressioni e sensazioni: in parte positive, ma per lo più negative e dolorose. Impressioni e sensazioni di cui ho profondamente risentito negli ultimi otto anni e che mi hanno procurato un certo malessere e una certa oppressione. Un malessere provocato non tanto dalle parole di Éric Fattorino bensì dalle insulsaggini proferite dalla gran parte degli “scienziati” che il giornalista ha intervistato nel corso della sua inchiesta e dei quali si è limitato a trascriverne le dichiarazioni.

Presunti scienziati, nonché pseudoricercatori, che hanno espresso il loro giudizio sui miei lavori di ricerca sulle alte diluizioni (memoria dell’acqua) senza avere assistito agli esperimenti e senza averne confutato i risultati; alcuni sono arrivati ad accusarmi di frode scientifica senza lo stralcio di una prova. Ho ritenuto pertanto che fosse arrivato il momento di parlare in dettaglio della mia verità sulla “memoria dell’acqua”, di raccontare delle manovre, dei colpi bassi, delle vigliaccate e degli insulti di cui sono stato bersaglio, da dieci anni a questa parte. Non ho alcuna intenzione di fare del vittimismo, né tanto meno il mio intento è quello di pareggiare i conti.

Per quindici anni ho vissuto un’avventura appassionante: se non soffrissi di mal di mare, la paragonerei a un giro del mondo in solitario per l’eccitamento costante e i sussulti improvvisi! Soprattutto perché nella ricerca (volendo essere onesto con me stesso), devo ammetterlo, io ho sempre amato la competizione, il confronto e lo scontro scientifico e intellettuale, nel rispetto delle regole deontologiche. «A morte gli imbecilli!», mi ha scritto
uno scienziato a me amico abbandonando con disgusto una posizione ufficiale (senza che la cosa gli abbia impedito di continuare a occupare, e non sto scherzando, il suo posto all’Académie des sciences). Condivido questo monito e mi trovo d’accordo con il principio di fondo. Ma questa parola d’ordine, presa alla lettera, comporterebbe un genocidio scientifico. Una simile affermazione è forse indice della mia arroganza, della mia paranoia?

La paralisi dei progressi nella fisica teorica a partire dagli anni ’30, nonché la stasi della scienza in generale e in particolare della biologia, se si escludono rari exploit tecnologici, sono in grado di offrire, da soli, una parziale giustificazione a questo massacro intellettuale programmato.
Ma quali le ragioni di questo letargo?

Secondo il mio modo di vedere, il fenomeno ha almeno tre possibili spiegazioni:

1) Il predominio di Big Science/ Big Business / Big Organization.
La subordinazione in ultima istanza, della ricerca al potere economico risale al Progetto Manhattan (produzione della bomba A) che ha portato all’ingerenza e all’intromissione del governo americano nella ricerca, all’immissione di immensi capitali e alla creazione
di strutture economico-scientifiche mastodontiche. Il predominio del business può spiegare l’accoglienza tributata ai lavori sulle alte diluizioni, in grado di far traballare i grandi equilibri dell’industria farmaceutica. La libertà di pensiero è peraltro compromessa dalla politica attuata dalle grandi riviste scientifiche che si spingono oltre la loro principale e necessaria funzione di diffusione delle conoscenze, operando una censura delle idee scomode o un’azione di destabilizzazione dei loro autori. D’altra parte, se potessimo contare sulla stampa per fare le rivoluzioni (scientifiche e non), tutto questo sarebbe noto.

2) La psicologia della sudditanza ai maestri e alle verità intangibili di una Scienza trionfante.
Ne deriva una selezione operata mediante la sottomissione: per garantirsi una carriera nei grandi organismi è necessario essere allineati, giurare fedeltà al vassallo. I maestri della Scienza (professori “apparatchik”, vincitori del premio Nobel) vivono solo per le proprie idee. E queste idee, e non le loro ricerche o ciò che essi realizzano concretamente, costituiscono la loro stessa essenza.
Poco importa se i lavori che avrebbero dovuto portare a termine non saranno mai conclusi.

3) La reificazione e strumentalizzazione della Scienza, dea secolarizzata, unica speranza di un’umanità inquieta dinanzi agli enormi problemi e alle grandi sfide in materia di ambiente e di salute.
Come conseguenza si ha che in un sistema in cui tutto ciò che è propagandato dai mezzi di comunicazione e ha grande risalto mediatico ha un peso di gran lunga superiore rispetto alla nascosta azione quotidiana, un vincitore di premio Nobel può arrogarsi il diritto di affermare, impunemente e impudentemente, qualsiasi cosa in qualsiasi campo, anche se agli antipodi della propria specializzazione e delle proprie competenze.

A prescindere dalla mia vicenda personale, i fattori appena citati spiegano il Grande Freddo che è calato sulla scienza francese negli anni che precedono la Seconda Guerra Mondiale. Per questo motivo, anche se in questa sede intendo parlare della mia vicenda (la mia carriera di ricercatore
è stata paralizzata e bloccata dalla questione della memoria dell’acqua), il mio intento si fa obbligatoriamente più ampio.

Mi sono scontrato e mi scontro tuttora con le istituzioni poste come guardiani e custodi di una Scienza ufficiale al di là della quale c’è il nulla.

Le mie ricerche e i loro sviluppi in campi affini sono vittime di un sistema di valutazione concepito per difendere i dogmi e i paradigmi imposti dallo stato attuale delle conoscenze scientifiche. Il mio scopo è quindi descrivere e denunciare le procedure di inibizione, di censura e di imbavagliamento perché è in gioco il futuro stesso di tutta la ricerca biologica (e di conseguenza della biomedicina, e questo coinvolge direttamente ciascuno di noi). Ed è proprio la ricerca biologica a conoscere un momento di crisi che è evidente a livello mondiale, ma che è ancor più marcato nel nostro Paese, per il vecchiume delle istituzioni e il modo di pensare francese.
Sono convinto che saremo in grado di uscire da questa situazione soltanto se saremo capaci di liberare il pensiero scientifico omologato e uniformato (e dunque iniquo) che attualmente ci governa, dalla gogna che lo attanaglia.

Il seguente articolo è tratto da libro La mia verità sulla memoria dell’acqua di Jacques Benveniste 

BASI SCIENTIFICHE DELLA MEMORIA DELL’ACQUA

Da Galileo a Benveniste, dal cannocchiale alla memoria dell’acqua 

La storia si ripete: la prima volta è una tragedia, la seconda una farsa.
Sembra proprio questa l’essenza delle vicende che dal Cinquecento al Novecento hanno caratterizzato lo sviluppo della scienza moderna con le vicende di Galileo e Benveniste: due numeri uno della scienza del loro tempo richiesti di abiurare quanto osservavano nel cannocchiale e nel laboratorio, da poteri religiosi il primo [1] e “scientifici” il secondo, che avevano denunciato la non congruità di quanto da loro osservato, con quanto prescritto e scritto nelle cosiddette “scritture”. Che poi si tratti di Scritture Sacre o di quelle “scientifiche” di Nature poco importa: nella editorial reservation all’articolo di Benveniste e colleghi [2-2B] pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica americana, l’editore scrisse che i dati pubblicati erano fuori dalle leggi della fisica (“There is no physical basis for such an activity”) e mandò il mago James Randi a controllare che l’esperimento fosse privo di trucchi.

La natura di questi conflitti scientifici trova le sue radici nei problemi di metodo che già uno dei grandi Padri del Rinascimento – Bernardino Telesio – aveva affrontato nel suo lavoro, riassunto da Diego Fusaro, il quale scrive [3]:
«Il titolo dell’opera fondamentale di Telesio (La natura secondo i propri principi, ndr) è programmatico: la natura deve essere studiata e interpretata secondo i principi ad essa propri, senza fare ricorso a modelli precostituiti ed estrinseci.
Tale nuova considerazione della natura venne anticipata nell’opera di Telesio la quale, staccandosi dalla visione magica, affermò che l’uomo non deve imporre i suoi schemi a priori alla natura, ma deve scoprirne umilmente le leggi interne che ne regolano la vita e che sono sconosciute ai più. L’accusa rivolta alla scienza del passato fu, dunque, di essere stata boriosa e superba, incurante della vera realtà del mondo fisico: essa ingabbiò nei dogmi della teologia i fenomeni naturali, precludendosi una loro vera comprensione».
In epoca moderna lo stesso Albert Einstein e ancora prima di lui Claude Bernard avevano messo in guardia la comunità scientifica contemporanea sul rischio di creare nuove chiese intorno ai grandi leader scientifici e alle loro teorie e scoperte. Claude Bernard soleva dire che «ciò che sappiamo è il principale ostacolo all’acquisizione di ciò che non sappiamo ancora».

È facile comprendere come anche grandi leader scientifici – tra cui Galileo prima e Benveniste poi – siano incorsi in un grande disagio personale, divisi tra la fedeltà alla scienza e alla verità osservata e la richiesta dei guardiani dell’ortodossia di turno di non disturbare il conducente, o meglio, di non andare fuori dalle leggi della scienza del tempo.

Per quel che riguarda le Sacre Scritture si sa come è andata a finire: di recente un Papa, dopo circa tre secoli, ha chiesto scusa a Galileo. La questione Benveniste [4], rimane invece ancora aperta (sono passati solo 20 anni). Può, allora, essere utile fare il punto su una serie di risultati sperimentali che – vista la velocità di produzione della conoscenza nei tempi moderni – potrebbero essere riesaminati e accolti senza troppo disagio anche dai moderni inquisitori scientifici (tenendo anche conto del fatto che, trovandoci nel campo delle applicazioni tecniche e sanitarie in particolare, l’attesa per nuove soluzioni diagnostiche e terapeutiche, capaci di realizzare la terapia personalizzata e migliorare il rapporto rischi/benefici, è grande, nel mentre gli effetti avversi dei farmaci compromettono i grandi trionfi della farmacologia moderna [5]).

Chi era Benveniste
Nella prefazione al libro postumo di Benveniste La Mia Verità sulla Memoria dell’Acqua [6], Brian Josephson, premio Nobel per la fisica nel 1973 per i suoi lavori sui superconduttori accoppiati (definiti anche “effetto Josephson) scrive:
«Ho incontrato Jacques Benveniste per la prima volta in occasione di una conferenza che si tenne alle Bermuda, nei mesi che precedettero la pubblicazione del suo controverso articolo apparso su Nature nel 1988, quando ero ben lontano dall’immaginare la piega che avrebbero preso gli eventi. In seguito, siamo rimasti sempre in contatto e Jacques mi ha tenuto costantemente informato sui progressi delle sue ricerche. Nel marzo del 1999, su mio espresso invito, ha tenuto una conferenza a Cambridge nell’ambito di un convegno di interesse generale organizzato dal dipartimento di fisica [7]. Lo avevamo convinto a parlare delle sue ricerche, consapevoli del loro interesse scientifico e delle potenziali conseguenze legate ai risultati ottenuti. Le sue ultime scoperte non erano meno sorprendenti. Ma non per il Laboratorio Cavendish di Cambridge che è stato palcoscenico di numerose e stupefacenti scoperte, nel corso degli ultimi centoventicinque anni. E per questo – benché i suoi lavori facessero discutere, suscitando controversie – avevamo deciso di non allinearci alle opinioni dominanti nella comunità scientifica e pertanto di non ignorare né censurare tali ricerche.

Durante il suo intervento, Jacques Benveniste presentò alcuni esperimenti nel corso dei quali, un segnale biologico registrato sul disco rigido di un computer veniva trasmesso, via internet, a un altro laboratorio sperimentale dove gli effetti specifici della molecola d’origine venivano trasferiti a un sistema biologico. Con la strumentazione che aveva portato con sé, Benveniste riprodusse, davanti ai nostri occhi, gli esperimenti più recenti che aveva compiuto, che si rivelarono assolutamente convincenti, tenuto conto del limitato tempo a nostra disposizione. La conferenza è documentata da un filmato realizzato nel nostro laboratorio che ci proponevamo di rendere noto nel futuro, non appena fosse stato consegnato il premio Nobel a Jacques Benveniste “per aver chiarito i meccanismi biologici relativi alla struttura dell’acqua”. Ed è veramente un peccato che tale onorificenza sia riservata soltanto agli scienziati ancora viventi. Sono convinto che il contributo scientifico del dottor Benveniste sarà un giorno riconosciuto come giustamente merita».

Dagli Ig Nobel ai Benveniste Award
In occasione della presentazione del libro di Benvenste all’Accademia dei Lincei [8], nell’autunno del 2006, avvenne un fatto molto grave: un personaggio importante del Dipartimento di Fisica della Sapienza di Roma – spalleggiato da altre personalità accademiche – riuscì a boicottare la presentazione, mettendo in difficoltà l’allora presidente dell’Accademia e gli accademici che avevano patrocinato l’evento, al quale aveva assicurato la sua partecipazione anche il dottor Mario Tiengo (scomparso in questi giorni, il 3 settembre 2010) [9]. Lo sconcerto prevalse, ma in pochi giorni fu organizzata una presentazione del libro all’Aula della Ginestra del Dipartimento di Chimica di Roma1 – a quel tempo ancora agibile [10]. Ci si può interrogare sulla natura dell’attività di questi esponenti di primo piano della comunità dei Fisici della Sapienza, i quali superarono palesemente molti dei limiti imposti dalla natura dialettica della ricerca scientifica.

In ogni caso dopo alcuni successi ottenuti da questo gruppo di “attivisti”, alcune attività relative alla divulgazione della figura e dell’opera di Benveniste furono trasferite, grazie ai buoni uffici di Mario Tiengo, presso l’Università Ludes di Lugano, diretta a quel tempo da Paolo Sotgiu, rettore poliedrico e illuminato che, nell’agosto del 2007 accolse gli archivi di Benveniste a Lugano. E così il 27 ottobre del 2007 – alla presenza del premio Nobel Luc Montagnier, di Ubaldo Mastromatteo e con il contributo scritto di Mario Tiengo [11] – fu inaugurato l’Archivio Benveniste presso l’Università Ludes di Lugano come si evince dallo splendido lavoro documentale in formato video di Francesco Bordino [12].

A fine settembre del 2007, nel frattempo, un altro evento scientifico internazionale aveva segnato la vicenda. Nel corso della VII Conferenza internazionale in Crimea “Cosmos and Biosphere” erano stati consegnati i primi Award Benveniste a dieci scienziati dell’ex Unione Sovietica [13]. L’evento è stato replicato nel 2009 con la partecipazione delle leadership scientifiche dell’Est europeo [14], come documentato dai colloqui con Larissa Brizhik, dell’Istituto di Fisica Teorica di Kiev [15], Vladimir Voeikov Chimico Organico dell’Università Lomonosov di Mosca [16], e Settimio Grimaldi del CNR di Roma [17].
Come si può constatare, le previsioni di Josephson sembrano realizzarsi e una rigorosa riflessione credo si imponga alla Comunità Scientifica che troppo goliardicamente aveva gestito le scoperte di Benveniste sugli effetti elettroquantistici a livello immunologico. Effetti quantistici già segnalati da Sir John Eccles, Premio Nobel per la Scoperta delle Sinapsi [18], il quale aveva introdotto i campi quantistici nel dinamismo sinaptico già negli anni Sessanta.

La pretesa di risolvere un caso sperimentale innovativo con un mago (si veda il sopracitato caso Nature), e liquidare le sue implicazioni con due Ig Nobel [19], indica come le peggiori previsioni di Claude Bernard e di Albert Einstein si siano pericolosamente realizzate: è tempo di risvegliarsi da una sorta di sonno glorioso per ritornare attivamente alla ricerca di base e applicata, la sola in grado di fornire le risposte operative ai non pochi quesiti posti dal nostro tempo – dai disastri climatici e ambientali, alle sfide poste dalle malattie degenerative e dal cancro.

L’evoluzione della biofisica quantistica in medicina e biologia
Una risposta può venire da una seria rivalutazione, da parte della Comunità Scientifica occidentale, dei grandi progressi della biologia e della chimica che poco si sono integrati con l’analogo sviluppo della fisica e della fisica quantistica.
Negli ultimi decenni, soprattutto sulla base del contributo teorico di Giuliano Preparata (1942-2000) e di Emilio Del Giudice [20-21], si è sviluppato un nuovo punto di vista sulla materia condensata fondato sull’uso sistematico dell’elettrodinamica quantistica coerente. La presenza di meccanismi coerenti alla base di molti fenomeni biologici appare evidente malgrado entri spesso in contraddizione con i principi della termodinamica classica. Infatti sembra difficile ipotizzare un mondo biologico che origini tutto dal caso, senza la presenza di meccanismi di autorganizzazione che operino a vari livelli (come messo in luce tra gli altri da Prigogine ).
Dopo Schodringer (autore del fondamentale volumetto What’s the life), la ricerca su un ruolo della fisica quantistica nei sistemi biologici ha proceduto con qualche difficoltà sia concettuale che sperimentale e i grandi protagonisti della ricerca sono stati spesso poco compresi, se non marginalizzati.

Lo studio dei SEP (Skin Electric Parameters) [22-23-24-25-26] – rilevabili sulla superficie cutanea tramite un ohmetro, a livello dei meridiani cinesi studiati come circuiti a resistenza variabile in risposta a segnali fisici misurabili (campo elettrico, magnetico) e non misurabili (potenziale vettore, ecc.) – potrebbe contribuire a meglio focalizzare le sottili interazioni biofisiche e biochimiche che sono state studiate a livello cellulare e a livello inorganico negli ultimi sessant’anni (Piccardi, Eccles, Trukan, Zhadin, Benveniste, [27-28-29-30]).
Recenti sviluppi tecnologici che sfruttano matematiche avanzate, una più ampia conoscenza del signalling cellulare e d’organo e i vertiginosi progressi dell’elettronica nelle tecnologie bioquanitstiche (Qx Scio, Metatron, [31]), impongono una rigorosa rivisitazione della materia, insieme alle Memorie Biochimiche [32] che si affiancano alla Memoria dell’Acqua, il cui studio ha fatto progressi impensabili sul piano teorico con Widom e coll. [33], e sperimentale con Montagnier e coll.[34] – dopo l’ultimo lavoro di Benveniste [35] presentato al Rettorato della Sapienza di Roma nel febbraio del 2002 alla conferenza in onore di Giuliano Preparata.

Qualcosa è, dunque, cambiato. Anche i brillanti lavori di Masaru Emoto [36], ai confini tra arte e scienza (le belle foto dell’acqua che cambia la sua struttura in risposta alle emozioni vissute nell’ambiente circostante), ci dicono che è tempo di unire gli sforzi della Comunità scientifica per affrontare con tutte le forze presenti sul campo le grandi sfide che ci attendono. Dall’energia alla meteorologia, dal cancro alle malattie immuni sono ancora troppo numerosi i soggetti di indagine che mettono in crisi i grandi trionfi scientifici del Novecento. Trionfi che dobbiamo continuare a difendere e a sviluppare, anche per onorare tutti quei pionieri della scienza e della tecnica che ci hanno regalato la grande fortuna dell’alta tecnologia, la quale ha dato all’Umanità possibilità di armonia, potere e felicità, che possono e devono essere ancora pienamente realizzate.  

 Gli scienziati e la memoria dell’acqua
Che cosa ci dice la scienza sulla possibilità dell’esistenza di una “memoria dell’acqua”? Gli scienziati hanno poche conoscenze sull’argomento “acqua” e ne possiedono una visione tendenzialmente ingenua: un liquido composto da molecole di H20 più o meno isolate, in movimento. In realtà l’acqua è un fenomeno di gran lunga più complesso, con molecole singole che si raggruppano temporaneamente a formare una struttura reticolare; che tali molecole possano interagire dando luogo a un meccanismo che consenta all’acqua di avere una “memoria” non ha nulla di sorprendente. Ma questo vale per scienziati ben informati sull’argomento che non sottovalutano la possibilità della sua esistenza. Anche in campo biologico l’importanza di tale struttura è riconosciuta soltanto da scienziati aggiornati.


Note
1. Galileo Galilei, Dialogo Sopra i due massimi sistemi del mondo, 1632.
2. E. Davenas, F. Beauvais, J. Arnara, M. Oberbaum, B. Robinzon, A. Miadonna, A. Tedeschi, B. Pomeranz§, P. Fortner§, P. Belon, J. Sainte-Laudy, B. Poitevin & J. Benveniste: “Human basophil degranulation triggered by very dilute antiserum against IgE”, Nature, Vol. 333, No. 6176, pp. 816-818, 30th June, 1988 C.
3. Diego Fusaro, Bernardino Telesio http://www.filosofico.net/telesio.htm.
4. Memoria dell’Acqua report su http://fr.wikipedia.org/wiki/M%C3%A9moire_de_l’eau
5. Vincenzo Valenzi Rischi/benefici e Costi/benefici nella diagnostica e nella terapia Villaggio Globale http://www.vglobale.it/index.php?option=com_content&view=article&id=11886:rischibenefici-e-costibenefici-nella-diagnostica-e-nella-terapia&catid=1060:piazzagrande&lang=it
6. Jacques Benveniste, La mia verità sulla memoria dell’acqua, Macro Edizioni, 2006.
7. Jacques Benveniste, Cavendish’s Departmental Colloquium Electromagnetically Activated Water and the Puzzle of the Biological Signal http://sms.cam.ac.uk/media/871684

8. “Rinvio” Conferenza Accademia dei Lincei http://66.71.135.49/articolo.php?id_articolo=6663
9. In memoria di Mario Tiengo http://www.uniludes.ch/portale/images/stories/altro/Ricordo_di_Mario_Tiengo_Prof_Radaelli.pdf
10. Conferenza Aula della Ginestra sul contributo di Benveniste e Preparata 14 dicembre 2006 http://www.vglobale.it/index.php?option=com_content&view=article&id=457&catid=305:complementari&lang=it
11. Mario Tiengo, Relazione archivi Benveniste a Lugano
[DOC]messo a disposizione il suo intervento – Home | Villaggio Globale.
12. Colloquio V. Valenzi con Luc Montagner www.colombre.it/montagnier .
13. Award Benveniste to Cosmos and Biosphere VII International Crimean conference http://www.vglobale.it/index.php?option=com_content&view=article&id=10771:i-vincitori-dellaward-benveniste&catid=5:ultime&Itemid=121&lang=it .

14. Award Benveniste to Cosmos and Biosphere VIII International Crimean conference Villaggio Globale http://www.vglobale.it/index.php?option=com_content&view=article&id=10771:i-vincitori-dellaward-benveniste&catid=5:ultime&Itemid=121&lang=it
15. Colloquio Vincenzo Valenzi con LARISSA BRIZHIK Istituto di Fisica teorica di Kiev http://www.vimeo.com/10883097 .
16. Colloquio Vincenzo Valenzi con Vladimir Voeikov Chimico Organico Lomonosov University Mosca

17. Colloquio Vincenzo Valenzi con Settimio Grimaldi – CNR http://vimeo.com/11108801
18. Mario Tiengo: Il dolore da Eccles alla teoria della coerenza di Preparata, web seminar “Nature and Coherence in Nature” http://www.novaglobal.it/index.php?page=vaccum-and-coherence-in-nature-the-legacy-of-giuliano-preparata&hl=en_US
19. Ig Nobel a Benveniste http://www.purplehell.com/riddletools/ignobel.htm
20. Giuliano Preparata: QED and medicine, Rivista di Biologia/Biology Forum 93 (2000) pp. 267-312.
21. Giuliano Preparata & Emilio Del Giudice Il potenziale Vettore in biofisica (Scienza e Conoscenza, 17/2006).
22. Vincenzo I. Valenzi, Maria Luisa Roseghini, From Drug intolerance to a SEP (Skin electric Parameters) driven therapy. Some preliminar observation, Rivista di Biologia/Biology Forum 93 (2000) pp. 306-312.
23. Vincenzo I. Valenzi, Maria Luisa Roseghini, Skin Electric Parameters osteoarticular diseases with 8 fans tested and molecular signaling of drug, http://web.tiscali.it/numedi/arc2002/0902/12.html

24. V.I.Valenzi, G.Monaco, S. Spada, P. Cimaglia, L.Petraccia, S.Palmieri, B. Messina M.Grassi, Ruolo dei SEP (Skin electric Parameters) nello studio delle meteoropatie, Annali di Medicina Interna, 2003: 18, 164S – Proceedings Congresso SIMI Vincitore Premio CECIL .
25. V.I.Valenzi, S. Grimaldi, G. Quartieri, G. E. Gigante; G. Mileto, G. Monaco, Osservazioni sulle variazioni bioelettriche nell’uomo indotte da campi elettromagnetici in camera amagnetica, Ricerca Aerospaziale Pag. 33-38, Anno XXI- N. 1. 2005.
26. Pisani V. I. Valenzi, M.C. Lucchetta, M. Grassi, A. Serio P. Avino, M. Russo, A. Fraioli, SEP variations on subjects with chronic constipation in idropinic treatment, VII Intern. Conference “Cosmos and biosphere”:1-6/X 2007Sudak Crimea.
27.  Franz Halberg et altri, L’eredità di Giorgio Piccardi http://www.cifa-icef.org/news_32_ita.html
28.
Y Imry and R. A. Webb, Quantum interference and the Ahranov-Bohm effect, Scientific American 260 (April 1989).

29. Pokidysheva L.N., Trukhan E.M., Titova I.V., Miller G.G., Influence of a vector potential on a hiv reproduction in t-lymphocytes in vitro, Proceedings Conference Yalta-Gourzuf 6 june 2008 Open education.
30. Zhadin M.N., Novikov V.V., Barnesf S. Pergola N.F. (1998), Combined action of static and alternating magnetic fields on ionic current in aqueous glutamic acid solutions, Bioelectromagnetics 19: 41-45.
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32. Vincenzo Valenzi, Dall’EAV all’Oberon, Conferenza Fiera Milano Giugno 2006 http://www.biometeorologia.com/PDF/ALLERGIE%20E%20INTOLLERANZE%20%20ALIMENTARI.pdf
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36. Tatiana Battini, Memoria dell’acqua: studi e sperimentazioni http://www.nannimagazine.it/print/Memoria+dell’acqua:+studi+e+sperimentazioni

DOTT. MASARU EMOTO E LA MEMORIA DELL’ACQUA

L’acqua è il miglior solvente universale; essa memorizza le informazioni (ricevute da soluti con i quali viene in contatto) aggregando in forme particolari gruppi di molecole chiamate “cluster” (che hanno un proprio CEM -Campo ElettroMagnetico) e le rilascia (scambia) SOLO quando i liquidi con i quali viene in contatto fisico, ne hanno bisogno – si chiama compensazione per “differenza di potenziale informatico”, ed il mezzo, ovvero l’interfaccia per ottenere questo scambio è il CEM dei due liquidi (acqua e cluster informati) – che vengono ad “incontrarsi” per contatto.
Anche ogni scambio di informazioni fra vali livelli spirituali di persone o fra varie culture, popoli ecc., avviene in quel modo. Questo “scambio” è dovuto alla differenza di potenziale informazionale fra le parti, perchè non dovrebbe avvenire anche fra dei liquidi con CEM diverso e non solo fra di essi….?
la Vita stessa è uno scambio informazionale continuo….
Quindi all’acqua (solvente universale in natura) è possibile fare assimilare codici, strutture ed informazioni, attraverso la “somministrazione” di uno o più campi elettromagnetici contenuti per esempio in soluti, come avviene per una compact cassette dove il supporto molecolare rimane lo stesso (CRO2, Fe o FeCr), ma ne cambia il contenuto fisico-elettromagnetico informativo polarizzandone ed aggregando cluster (grappoli) di molecole (questo avviene normalmente per tutti i materiali in genere, anche se per alcuni in modo molto esiguo).
Si rammenta anche che il primo registratore (inventato) aveva come supporto di registrazione un filo metallico, non un nastro magnetico. Lo stesso fenomeno nell’acqua avviene anche attraverso la pressione sonora, quindi con i suoni e le parole, ma anche il pensiero essendo campo elettromagnetico emesso dal corpo umano (cervello) cambia i risultati della cristallizzazione.
Interessantissimi sono gli studi di Masaru Emoto nei quali, attraverso molti esperimenti effettuati su campioni di acqua distillata raffreddata e resa cristallo di ghiaccio, ha scoperto come questa cambia in modo radicale la sua cristallizzazione in funzione delle parole pronunciate davanti ad essa. Il campo elettromagnetico trasportato dalla pressione sonora e/o irradiato dal cervello, è in funzione anche della QUALITA’ delle PAROLE.

Dunque pare esistere questa discussa “memoria”, a giudicare dagli ultimi esperimenti del chimico svizzero Louis Rey, che ha indagato la memoria dell’acqua sul ghiaccio. Come riferito su Physica A, la questione non è puramente teorica. Infatti molti seguaci della medicina omeopatica basano le loro cure su soluzioni acquose diluitissime di un composto, il principio attivo della cura. Senza memoria la presenza effettiva del principio attivo è così ininfluente che la cura stessa non potrebbe che essere inefficace.
Per riuscire a districarsi in questa annosa diatriba tra oppositori e sostenitori della memoria dell’acqua, Roy ha studiato il ghiaccio con la termoluminescenza. La tecnica consiste nell’inviare radiazioni al campione e in seguito misurare il tipo di luce emessa da esso. Questa viene rivelata su un grafico, tecnicamente noto come spettro. La forma dello spettro dipende dal tipo di legami chimici di cui è composto il solido esaminato.
Roy ha studiato lo spettro del ghiaccio puro e lo ha poi confrontato con quello di ghiaccio ottenuto raffreddando soluzioni diluitissime di due sali, il comune sale da cucina, cloruro di sodio, e il cloruro di litio.
Poiché l’effetto dei sali è quello di stravolgere il normale reticolo di legami chimici dell’acqua, la tesi di Roy è che se l’acqua ha memoria allora gli spettri del ghiaccio puro e di quello ricavato dalle soluzioni saline anche iper-diluite devono essere diversi. Ed effettivamente lo scienziato trova che è così.
Allora l’acqua ha memoria anche di una minima quantità di soluti sciolti in essa ?
I suoi esperimenti non chiudono la questione. C’è chi obietta che le proprietà chimiche del ghiaccio sono diverse da quelle dell’acqua, chi sostiene di valutare la ripetibilità dei suoi risultati sperimentali. Analizzando due fiocchi di neve al microscopio, risultano diversi uno dall’altro, e c’è anche di più: sciogliendo separatamente i due fiocchi e facendoli gelare nuovamente, si ri-ottengono gli stessi identici fiocchi.
Questa è memoria, memoria dell’acqua. Infatti ogni molecola dell’acqua possiede un’identità-geometrica originale ed inconfondibile, che la rende unica fra miliardi di miliardi di altre simili.

Hado, la più piccola unità di misura dell’energia, e la nascita del cristallo. Hado è una parola giapponese che significa “cresta dell’onda”. Questo termine indica la vibrazione energetica estremamente sottile che è all’origine della creazione. Grazie all’incontro con il dottor Lorenzen e all’utilizzo della M.R.A. (Magnetic Resonance Analyzer), una macchina in grado di misurare l’intensità di Hado, ho potuto dimostrare che l’acqua può migliorare le condizioni fisiche delle persone. Successivamente la ricerca si è focalizzata sulle immagini dei cristalli di acqua ghiacciata. Il cristallo d’acqua è il segno che rende visibile l’influsso di questa sottile vibrazione, non visibile all’occhio umano, ma in grado di influenzare la materia.

L’acqua ci ascolta, memorizza sul suo nastro magnetico le vibrazioni dei nostri pensieri e delle nostre emozioni e ci risponde nel linguaggio figurativo dei suoi cristalli. Questo dialogo con l’acqua consapevolizza e porta a galla l’immagine di ciò che siamo. E’ difficile accettare che l’uomo comune possa credere al concetto di dialogo con l’acqua, in realtà questo dialogo esiste. La Terra, chiamata anche il Pianeta d’Acqua, è coperta per il 70% della sua superficie di acqua, la stessa proporzione presente in un corpo umano. La neve, che cade sulla Terra da milioni di anni, contiene cristalli simili tra loro ma diversi uno dall’altro. Ogni cristallo porta in sé un’informazione. Più precisamente, la geometria del cristallo è l’informazione stessa che si cristallizza. L’acqua, attraverso la creazione e la contemplazione dei suoi cristalli, rende possibile un dialogo con l’uomo elevando la sua consapevolizzazione.

Dott. MASARU EMOTO

Masaru Emoto è nato in Giappone nel 1943. Laureatosi all’università di Yokohama, sua città natale, ha fondato l’IHM Co nel 1986 e ha conseguito il dottorato in medicina alternativa presso l’Open International University nel 1992.

I suoi studi sui misteri dell’acqua sono iniziati dopo la scoperta negli Stati Uniti del MRA, l’analizzatore di risonanza magnetica dell’acqua a micro cluster, in seguito, si è dedicato alla ricerca sui differenti tipi d’acqua – come quelli d’uso quotidiano, quelli presenti sulla Terra o all’interno del corpo umano – da un punto di vista più personale che scientifico, convinto che i cristalli d’acqua ne riflettano l’essenza.
Attualmente Masaru Emoto è presidente dell’IHM General Research Institute, dell’IHM e dell’IHM International Hado Membership.

Ha scritto numerosi libri su quest’originale argomento, in cui Emoto mostra proprio come i cristalli d’acqua assumano forme e colori diversi in relazione ai messaggi che ricevono.
E poiché tutto nell’universo è formato da vibrazioni, tali messaggi non saranno costituiti soltanto da parole, musica e altre forme percepibili dai comuni cinque sensi, ma anche da pensieri. Proprio così: l’acqua non solo ci ascolta, ma ci legge anche nel pensiero !
Masaru Emoto ha cominciato nel 1984 le sue ricerche approfondite sull’acqua, dopo aver incontrato il bio-chimico Lee H. Lorenzen, studioso dei “microcluster water”, che ha brevettato un’acqua energetizzata avente effetti terapeutici. Dopo aver messo a punto la sua tecnica di refrigerazione, cominciò ad esaminare e fotografare diversi tipi di acqua, come l’acqua di rubinetto di diverse città del mondo, e quella proveniente da sorgenti, laghi, paludi, ghiacciai. Quindi, gli venne l’idea di esporre l’acqua alle vibrazioni della musica, delle parole (pronunciate o anche soltanto scritte sulle bottigliette dei campioni d’acqua), e persino dei pensieri.
I risultati dei suoi esperimenti mostrano che i cristalli dell’acqua così trattata cambiano struttura a seconda dei messaggi che ricevono.
L’acqua trattata con parole “positive” forma dei cristalli bellissimi, simili a quelli della neve; l’acqua trattata con parole “negative”, invece, reagisce creando forme amorfe e brutte.

Analisi Energetica-Biolettrica dell’Acqua

Analisi Energetica-Bioelettronica dell’Acqua (fonte: A. Fellin, Quale acqua per la nostra salute? TecnicheNuove, Milano, 2003 pag. 19-26;)

L’analisi Energetica-bioelettronica secondo Vincent (idrologo francese) è la più importante per la salute umana; infatti, anche se tutte le altre analisi danno esiti favorevoli, ma questa dà esito negativo, possono insorgere gravi problemi per la salute a medio lungo termine.

Con l’analisi bioelettronica si quantifica l’energia globale dell’acqua, che viene espressa in micro watt; questa misura dipende da tre parametri:

a) il pH che  determina l’acidità (parametro magnetico);

b) l’rh2 che determina l’ossidoriduzione parametro elettrico);

c) la resistività ro (parametro elettrico).

a) il pH ci dà un valore magnetico e sta a indicare la concentrazione di ioni di idrogeno e la quantità di protoni. Se il pH è acido, inferiore a 7,07 (e cioè quando i protoni sono in maggioranza numerica), il campo magnetico è positivo; se il pH è alcalino (superiore a 7,07), vuol dire che i protoni sono in inferiorità numerica e il campo magnetico è negativo. In parole più semplici, il pH serve a determinare l’acidità e l’alcalinità di un liquido.

b) Il valore rh2 indica la quantità di elettroni in una sostanza liquida. Con la perdita di elettroni si ha l’ossidazione; con l’aumento si ha la riduzione. Il valore Rh2 è anche la misura per la pressione di idrogeno e ossigeno; il valore assoluto del fattore Rh2 varia da 0 (massima pressione di idrogeno) a 42 (massima pressione di ossigeno). Il valore 28 rappresenta il valore neutro, cioè quando la pressione dell’ossigeno è uguale a quella dell’idrogeno. Con questo valore si possono controllare  ottimamente l’inquinamento chimico e i sistemi di sterilizzazione.

c) Il valore ro rappresenta la resistività di un liquido, cioè viene misurata la quantità dell’elettrolita. Se la quantità è alta, il valore ro risulta basso e viceversa; con questa misura elettrica si riesce quindi a determinare la mineralizzazione di un liquido. I minerali nell’acqua vengono in parte dissociati nei loro ioni, cioè nella forma elettricamente carica di elettroliti. Quanti più minerali sotto forma ionizzata sono contenuti nell’acqua, tanto maggiore è la conducibilità elettrica e quindi minore la resistenza del valore in Ohm (unità di misura della resistività).

Viceversa, quanti meno minerali sono contenuti nell’acqua tanto minore è la conducibilità e maggiore è la resistenza e il valore in Ohm. La formula che determina la, quantificazione energetica è la seguente:

Con questa formula si può determinare il terreno biologico di tutti i liquidi, gli alimenti e anche dell’organismo umano.

Il terreno biologico può essere descritto con un esempio: un fungo per una crescita sana ha bisogno di un certo terreno, di una certa quantità di luce ecc..; una rosa necessita certamente dl condizioni molto diverse. Tutto questo viene inteso come terreno. I virus e i batteri possono solo riprodursi dove trovano il terreno adatto.

Anche l’organismo umano ha un terreno biologico che può favorire o meno una malattia; tutte le malattie hanno un loro terreno biologico più o meno noto e solo se è presente quel determinato terreno si può sviluppare la corrispondente malattia.

Compito e obiettivo della bioelettronica, secondo Vincent, è la determinazione del terreno biologico così da eliminare, attraverso un’adeguata terapia, il terreno di coltura della malattia.

Il terreno sano dell’organismo umano pub essere mantenuto tale con l’introduzione di alimenti e di liquidi con adeguate caratteristiche.

Ricordando che certe malattie possono nascere o persistere solamente se esiste un determinato terreno si può tracciare il bioelettrogramma riportato sotto.

Questo diagramma è diviso in quattro quadranti. Nei mezzo è collocata la condizione di “salute perfetta” con i seguenti valori del sangue: pH da 7,1 a 7,3; rh2 da 22 a 23; ro uguale a 210 ohm.

La linea orizzontale ci mostra la variabilità del pH. Nella parte sinistra ci troviamo nel campo dell’acidità, nella parte destra nel campo dell’alcalinità. La linea verticale ci mostra la variabilità dell’ rh2.

Nella parte alta è rappresentato il campo dell’ossidazione nella parte bassa quello della riduzione. Abbiamo così quattro diversi terreni: acido-ridotto, acido-ossidato, alcalino-ridotto, alcalino-ossidato.

In ogni terreno si possono insediare diverse patologie e a questo punto vale la pena ricordare che con la sola misurazione del pH non è possibile determinare un terreno. Per determinare un punto su un piano ci vogliono due valori, nel nostro caso il secondo valore è rh2, cioè l’ossidoriduzione.

Dal punto di vista della diagnosi è di particolare interesse la zona 3, in alto a destra che è la zona delle malattie circolatorie e vitali, nonché dei tumori. Questo è il terreno che rappresenta 85% di tutte le malattie che causano la morte nel mondo occidentale, nella zona quattro invece troviamo tutte le malattie causate da infezioni batteriche.

Come già detto, la zona tre è quella del cancro e delle malattie circolatorie e virali; esattamente nella stessa zona troviamo quasi tutte le acque di rubinetto; nei paesi civilizzati infatti l’acqua a disposizione deve essere clorata quindi ossidata, per eliminare i germi patogeni in essa contenuti.

Oggigiorno per rendere potabili le nostre acque non si può più rinunciare a queste operazioni. Non dobbiamo però credere che un’acqua dei genere, priva di protoni ed elettroni, sia vantaggiosa per la nostra salute: gli studi effettuati al riguardo dimostrano chiaramente che l’utilizzo di queste acque porta a un aumento dell’incidenza delle malattie.

Vincent aveva elaborato statistiche i cui dati provenivano da tutte le parti dei mondo e tutte davano i medesimi risultati: l’acqua della zona tre è alcalino-ossidata, ha carenza di protoni ed elettroni e quindi, non è né sana né consigliabile per l’uomo e per gli animali.

Tutte le acque inquinate da germi patogeni si trovano nella zona quattro: queste sono le acque superficiali, torrenti, laghi ecc. e chiaramente anch’esse sono sconsigliabili  per uso umano.

L’acqua buona ha valori che si trovano sempre ed esclusivamente nella zona due e ha una resistività ro sempre maggiore di 6.000 Ohm.

Le statistiche ci dimostrano che quando la resistività dell’acqua è bassa, la frequenza delle malattie aumenta. L’ acqua veramente pura ha una resistività ancora più alta, di 20.000 Ohm e oltre.

Il bioelettrogramma di figura 4.2 si adatta benissimo anche per la determinazione del terreno biologico dell’acqua (figura 4:3).

 

Come si vede nel terreno alcalino-ossidato si trovano tutte le acque trattate, clorate, sterilizzate; nel terreno alcalino-ridotto si trovano tutte le acque inquinate batteriologicamente, mentre nel terreno acido-ridotto abbiamo le acque con troppi minerali. Le acque considerate accettabili dalla Società internazionale di bioelettronica (BEV) si trovano a cavallo fra il terreno acido-ridotto e acido-ossidato con rh2 fra 25 e 28, pH fra 6,0 e 6,8 e ro> di 6000 Ohm.

Le migliori acque sono però le acque naturali minimamente mineralizzate con residuo fisso sotto 30 mg per litro (resistività superiore a 20.000) e pH fra 6,4 e 6,8 (range di pH intracellulare).

Le acque minerali gassate si trovano, grazie alla presenza di anidride carbonica aggiunta, nel primo quadrante cioè nella zona uno; ma la classificazione è dettata solo dall’apparenza: l’anidride carbonica infatti fa apparire un terreno acido-ridotto e i valori misurati lo confermano. Se si toglie l’anidride carbonica il terreno si sposta verso le zone originarie che solo molto raramente coincidono con la zona due.

Il più grande deposito di immondizie nel nostro corpo è il mesenchima, ed è da qui che bisogna eliminare i depositi. Chiaramente un’acqua con molti minerali non può caricarsi ulteriormente di scorie, sostanze tossiche e altri minerali. Solo un’acqua pura può assolvere a questo importantissimo compito.

La maggioranza di sali minerali contenuti nell’acqua sono inorganici e quindi non possono essere assimilati dall’organismo umano, perché non sono in grado di riflettere la luce polarizzata (caratteristica scientificamente provata a livello di laboratorio) come quelli organici. I sali minerali che aggirano la luce polarizzata attraversano senza problemi la membrana cellulare, mentre gli altri, che non hanno questa proprietà, rimangono quasi esclusivamente al di fuori delle cellule.

Per la determinazione della qualità dell’acqua da bere si devono considerare tutte queste caratteristiche per arrivare infine a una valutazione globale; purtroppo però anche gli esperti in medicina e i ricercatori scientifici spesso non danno il giusto peso alla qualità dell’acqua. Le analisi utilizzate più frequentemente sono quelle batteriologiche e quelle fisico-chimiche che però sono insufficienti per dare un giudizio completo dal punto di vista salutare.

È ancora poco diffuso il concetto che una dieta specifica e personalizzata per ottenere un migliore stato di salute non ha senso se nello stesso momento non si introduce nell’organismo un’acqua salutare e pura.

Tutti i liquidi ingeriti raggiungono il fegato e vengono filtrati, da tutto ciò che contengono, ad eccezione dell’idrogeno e dell’ossigeno di cui è composta l’acqua pura; solo questo tipo di acqua può essere utilizzata dal sangue e dalla linfa per esercitare agevolmente le loro funzioni.

In particolare, non importa quali minerali ed elementi chimici siano presenti nell’acqua tutti vengono selezionati attraverso il processo di decomposizione del fegato e inviati al sangue per la circolazione o tenuti come riserva. Le cellule umane hanno bisogno di essere nutrite con sostanze che non causino costipazione e depositi: in particolare esse hanno bisogno di minerali per adempiere i loro compiti, ma i minerali che sono più grandi dì una particella di colloide le occludono. Proprio a questo genere appartengono i minerali che si trovano nell’acqua, inorganici e senza forza vitale (quindi non utili), essi vengono infatti respinti dalle cellule e con il tempo causano un cospicuo e dannoso deposito di rifiuti.

Le sostanze minerali utili alle cellule umane per scopi strutturali derivano da un nutrimento naturale non trattato chimicamente. Sono i minerali organici che si trovano nella verdura fresca, nei cereali, nei legumi, nella frutta, nelle erbe e nei semi che hanno tratto l’energia solare all’aria aperta e che contengono tutti gli enzimi e le altre sostanze vitali utili per la nutrizione dell’uomo. L’acqua invece contiene minerali inorganici che non hanno forza vitale e neppure contengono enzimi.

Energia dell’acqua

Come è noto, l’acqua è formata da molecole H2O (2 atomi di idrogeno, 1 di ossigeno). In natura, nell’acqua che scorre o comunque si muove (correnti, moto ondoso), il flusso ondulatorio, salti, vortici costituiscono un “lavoro” (di attrito, pressione, ecc.) che produce energia e polarizza le molecole, cioè dà loro una carica elettrica, formando due poli (come nelle calamite): gli atomi di idrogeno prendono carica positiva, l’ossigeno negativa. Quindi le molecole si attraggono collegando i due atomi di idrogeno di una a quello di ossigeno di altre due (ponti idrogeno) e, data la disposizione spaziale a V con angolo di circa 107° dei tre atomi, formano strutture tridimensionali a base tetraedrica. A tutti gli effetti sono strutture cristalline liquide (a 0° si solidificano e le vediamo facilmente al microscopio in neve e ghiaccio: ma se illuminate con luce ultravioletta, in campo scuro, le vediamo anche allo stato liquido).

I cristalli d’acqua si comportano come tutti i cristalli: possono entrare in risonanza con onde elettromagnetiche che li colpiscono e conservarne la configurazione di energia con tutte le relative informazioni, e trasmetterle ad altre strutture cristalline con cui entrano in contatto. E’ la cosiddetta “memoria dell’acqua“.

La memoria dei computer è proprio basata sulle strutture microcristalline dei chips, ed è nota la cristallo-terapia, basata sulla interazione energetica, cioè scambi di onde elettromagnetiche, fra organismi viventi e cristalli.

Quindi l’acqua, a parte i soluti (sostanze disciolte dal suo potere solvente), è in grado di trattenere le informazioni provenienti anche da sostanze insolubili. Ma le emanazioni energetiche di queste SONO le sostanze stesse.

Infatti, in omeopatia, possiamo constatare che l’acqua, purché dinamizzata in modo da avere struttura cristallina, trattiene l’energia uscita dalla sostanza in diluizione anche quando questa non è più presente materialmente (dopo 20-30 diluizioni).

In effetti ci curiamo con l’energia, le onde elettromagnetiche con la esatta lunghezza d’onda – frequenza – che è caratteristica di quella sostanza.

Se cambia la frequenza si è di fronte ad un’altra sostanza, e teoricamente si può fare applicando un determinato campo di energia: il che ricorda la trasmutazione degli alchemisti. Ma la cosa avviene in natura: ad esempio, sotto un forte campo magnetico il carbonato di calcio cristallizza come aragonite invece che come calcite, e lo si vede nelle grotte con acque sotterranee. Per contro, possiamo essere danneggiati, patologie più o meno gravi, da un’acqua che trasporti energia per noi negativa (es.: emanazioni del piombo, radianze di forti crampi elettromagnetici, ecc.).

Perché l’acqua possa trasportare energia, occorre dunque che mantenga la struttura cristallina. Ma se non si può muovere in modo naturale o sta ferma, la carica si esaurisce, le molecole si depolarizzano, le catene, e quindi i cristalli, si disfano: così l’acqua sotto pressione negli acquedotti, nei tubi (flusso laminare) o ferma a lungo ed esposta a calore, in bottiglia o comunque stagnante, “muore“.

Se noi beviamo acqua morta riceviamo un danno, perché si abbassa il livello di energia dell’acqua organica che E’ IL NOSTRO CORPO per oltre il 70%.

Si può ridare energia a un’acqua che l’abbia persa?

Si, si può. Questa è l’opera svolta dal calcio di corallo fossile Coral-Mine

 

Continua a seguirmi nei prossimi articoli.

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Pensi di conoscere tutte le caratteristiche ed anomalie dell’Acqua?

L’acqua è una sostanza formata dall’unione di due atomi di idrogeno ed uno di ossigeno (H20).

La disposizione spaziale degli atomi di idrogeno rispetto all’ossigeno forma un angolo di 104,5° nello stato liquido e di 109,5° nello stato solido.

 

La forza di attrazione di questi atomi non è paritetica e stabile per cui essa, a temperatura ambiente, si presenta in forma liquida con la tendenza ad evaporare. L’evaporazione delle molecole superficiali delle masse d’acqua aumenta con l’innalzamento della temperatura ma si arresta quando l’atmosfera si satura di vapore acqueo. Il vapore, poi, si condensa formando nubi le quali riportano l’acqua sulla terra in forma di pioggia, neve o ghiaccio.

Il ciclo dell’acqua è semplicemente fantastico perché l’acqua tramite la sua trasformazione dalla forma liquida a quella aeriforme non si distrugge mai. Essa potrà inquinarsi quando si trova allo stato liquido, ma fortunatamente, si purifica quando evapora.

Inoltre, l’acqua delle pioggie purifica gli strati atmosferici più vicini alla terra i quali vengono sempre più inquinati dalle attività umane.

L’acqua adatta per i fabbisogni umani è circa l’1% di tutta l’acqua presente sul pianeta, ma la maggior parte di essa viene utilizzata per le attività industriali, per l’agricoltura e per gli allevamenti di bestiame.

La carenza di acqua potabile potrebbe scatenare nel prossimo futuro addirittura delle guerre. Ricordati che l’acqua è il macro nutriente più importante per tutti gli esseri viventi.

Il potere solvente dell’acqua è determinato dalla piccola dimensione e dalla polarità della sua molecola. Quando un composto solubile (ionico o polare) viene immesso in acqua, essa circonda (grazie alla sua piccola dimensione molecolare) ogni ione o molecola polare del soluto orientadovisi con il suo lato di carica opposta. Ciò permette di rompere la struttura cristallina del composto rendendolo disciolto (idratato). Pensa al duro granello di sale che in un niente si sciogli in acqua!

Un’importante caratteristica dell’acqua ai fini biologici è l’elevata tensione superficiale. Questa caratteristica, infatti, permette a tanti insetti e microrganismi di sopravvivere galleggiando sulla sua superficie. Sempre l’elevata tensione superficiale permette, assieme a forze adesive, la risalita dell’acqua in fessure e tubi sottilissimi come gli xilemi degli steli delle piante.

Un importantissimo fenomeno per la vita è il processo dell’auto protolisi (auto ionizzazione, auto dissociazione) della molecola d’acqua rappresentato dalla seguente formula 2H20 <==> H3O+ + OH- .

Questo processo avviene essenzialmente in tutte le cellule viventi ed ha lo scopo di produrre energia. Questo stesso fenomeno è alla base della natura anfotera dell’acqua cioè essa è capace di comportarsi sia come un acido liberando protoni (H+) sia come base liberando ossigeno (OH-).

Un’altra caratteristica importantissima, finalmente riconosciuta anche dalla scienza ufficiale, è la memoria dell’acqua. Ci sono voluti 300 anni per capire il principio d’azione dell’Omeopatia. Infatti, l’arrogante medicina accademica più conservatrice, ancora oggi, discredita la teoria omeopatica e non vede di buon occhio tutti quei medici che la utilizzano nella prassi professionale. Da quando si è scoperta la capacità dell’acqua di inglobare (memorizzare) nel suo reticolo cristallino le frequenze di tutto ciò con cui essa viene a contatto, anche la ricerca medica più critica ha cominciato a ridimensionare la sua posizione ostile nei confronti dell’omeopatia.

Pare che la nostra memoria sia basata sulla capacità dell’acqua contenuta nelle cellule del nostro cervello di memorizzare le frequenze relative ai pensieri e alle emozioni e alle sensazioni suscitate dagli organi di senso. Se ciò dovesse essere vero, allora sarebbe ovvia la necessità della qualità dell’acqua che dovremmo bere. Pensa, per esempio, alla funzione detergente dell’acqua. Se lavi un indumento con acqua sporca, magari usata per un altro lavaggio, verrebbe pulito allo stesso modo che se venisse lavato con acqua pulita? Se già per un’azione così banale è importante la qualità dell’acqua, immagina quanto più importante sarà la sua qualità per le nostre complicate ed innumerevoli funzioni metaboliche!