Bevi L’Acqua, Bevila Bene

Per un’idratazione adeguata, non basta solo ingerire due litri d’acqua al giorno. L’esperto spiega come bere acqua nel modo corretto

Aiuta a sentirsi più leggere, a sgonfiarsi, a ritrovare l’energia, a depurarsi dalle tossine: e questi sono solo alcuni dei benefici indotti dall’acqua, dal punto di vista salutare.

In fatto di bellezza, poi, regala pelle e capelli luminosi, attenua le rotondità dovute alla ritenzione idrica, combatte la cellulite. Ce n’è abbastanza per bere acqua a sufficienza? Dai medici ai dietologi, dai nutrizionisti ai consulenti beauty, tutti consigliano di bere acqua, e se esistono trucchi per berne di più, pochi sanno come si deve bere.

«È sbagliato ingurgitare mezzo litro d’acqua tutto in un fiato – chiarisce il Professore Dino Vaira, specialista in Gaestroenterologia all’Ospedale Sant’Orsola Malpighi di Bologna – perchè anzichè idratare il corpo (e trarne così beneficio), la grossa quantità d’acqua arriva velocemente alla vescica, inducendo l’organismo a sentire impellente il bisogno di urinare: in questo modo si elimina in breve tempo l’acqua ingerita, annullandone le potenzialità salutari». E il senso di sete permane.

Come bisogna bere, allora?

«A piccoli sorsi – spiega il gastroenterologo Vaira – Si pensi alla quantità di un cucchiaio da brodo. Più il sorso è piccolo, più l’organismo ne trae beneficio, con la conseguenza che aiuta a curare disturbi piccoli ma molto fastidiosi, che interessano per motivi morfologici soprattutto le donne. Mi riferisco a colite, pancia gonfia, sensazione di gonfiore, cattiva digestione. Per usare una metafora medica, l’acqua deve arrivare all’interno delle cellule lentamente, come una flebo, che a poco a poco rilascia la soluzione».

Tempi e quantità

La regola è quella dei 2 litri d’acqua al giorno. Da assumere in questo modo:

– al mattino (alle 8.30 alle 12.30) bere il primo litro;

– il pomeriggio (dalle 14.30 alle 20.30) bere il secondo litro. Oltre tale tempo non è consigliabile continuare la ‘terapia dell’acqua’, perchè potrebbe disturbare il sonno, inducendo lo stimolo ad urinare.

Si può bere durante i pasti principali?

«Non va assolutamente dimenticata l’acqua durante i pasti – aggiunge il professore – Non è corretto dimenticarsi dell’acqua con la paura di non digerire o di sentirsi più gonfi. Al contrario: l’acqua nei pasti principali fluidifica meglio i succhi gastrici. Si suggerisce, quindi, di bere un sorso tra una portata e l’altra».

Una volta fatta propria l’abitudine di bere acqua nel modo corretto, si starà meglio, molto meglio, «ma è bene aspettare due settimane per rilevarne i beneifici, perchè l’organismo deve assimilare la nuova abitudine» conclude il Professore Dino Vaira.

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IL POPOLO DEGLI HUNZA

Il paese degli Hunza è una valle ad alta quota nel nord del Pakistan.

La valle si trova  2700 m ed è circondata da alcune tra le più alte montagne del mondo nonché di ghiacciai vecchi di milioni d’anni.  Il Dr Coanda aveva precedentemente visitato cinque regioni simili al paese degli Hunza.

In queste cinque regioni le popolazioni locali bevevano l’acqua dei ghiacciai a pH 9-10 e seguivano delle diete alimentari diverse. La maggior parte attribuiva il loro stato di salute alla sola alimentazione, ma il Dr Coanda disse : -“Ho scoperto che la loro salute è dovuta all’acqua che bevono”. Quest’acqua ha delle proprietà anomale che non trovano alcun riscontro in altre parti del mondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Poi disse – “Patrick, certe persone credono che siamo quello che mangiamo, ma invece siamo quello che beviamo”.

Disse che l’acqua del paese degli Hunza presenta quelle che vengono chiamate  delle proprietà anomale.

A scuola ci vengono generalmente insegnate le proprietà specifiche dell’acqua. Vale a dire che questa congela a 0°C e che bolle a 100°C  quando si trova al  livello del mare, che possiede una viscosità specifica ed una tensione superficiale ed un indice di rifrazione ed altre proprietà ancora, ma non ci informano sulle importanti proprietà salutari dell’acqua il pH che DEVE essere al di sopra di pH 7,35 per essere acqua salubre !

E’ l’acqua viva che dona dona salute e vitalità al longevo popolo dei Hunza nel Himalaya e ad altre popolazioni note per la loro longevità, venne scoperta dal dott. Hemy Coanda, padre dell’ idrodinamica” e di più di 600 brevetti.

Per più di 60 anni egli tentò di crearla artificialmente, ma malgrado le sue eccezionali capacità, non vi riuscì.

All’età di 78 anni, passò il compito ad uno scienziato geniale, il diciottenne Patrick Flanagan (anche lui  nella foto). A soli 17 anni fu nominato dalla rivista Life come uno degli scienziati più promettenti d’America grazie alle sue scoperte (oggi ne ha a suo carico più di 200) che lo resero famoso già a soli 11 anni.

Il dott. Coanda pensò che se ci fosse stato qualcuno in grado di affrontare un compito così impegnativo, questi non avrebbe potuto essere altri che uno scienziato cosi promettente come il giovane Flanagan. Fu così che egli lo scelse come suo erede di ricerca.

Nei vent’anni che seguirono, il dott. Flanagan cercò inutilmente di assolvere al compito ricevuto. Vi riuscì finalmente un anno dopo (1984) assieme alla sua nuova collaboratrice e moglie, la dott. Gael Flanagan.

Furono però necessari ancora 10 anni di sforzi comuni per creare un prodotto come la Microidrina, un’acqua dalle eccezionali capacità curative. I lunghi anni di sforzi avevano finalmente dato i loro frutti.

Questa sembra la storia di un successo, ma che continua per decenni con ricerche infruttuose, che non portano certamente finanziamenti, ne gratifiche, ne prestigio scientifico e ancor meno un avanzamento sociale, deve avere una fede eccezionale…

Perciò la strada della creazione dell’acqua viva è in primo luogo la storia dell’entusiasmo e della dedizione di due grandi uomini: il dott. Hemy Coanda e il dott. Patrick Flanagan

Gli Hunza, la popolazione più longeva del mondo.

Tempo fa iniziai una ricerca sul popolo più longevo al mondo e scoprii dati molto interessanti.

E’ il popolo degli Hunza: questa popolazione non solo vive in media 130-140 anni ma non conosce neppure le nostre tanto temute patologie degenerative, il cancro, malattie del sistema nervoso, ecc..

 

 

 

 

 

 

 

 

Vivono al confine nord del Pakistan all’ interno di una valle sulla catena Himalayana e sono la popolazione in assoluto più longeva della terra.

La nostra élite medica si vanta di tenere in vita i nostri anziani fino agli 80 anni e oltre. Ebbene, gli Hunza, senza ricorrere ai prodigi della nostra scienza mendica, a cento anni sono vivi, incredibilmente attivi, lavorano ancora nei campi e curano i loro figli con estrema vivacità e vitalità. Le donne Hunza sono ancora prolifiche anche oltre i novant’anni. Chiaramente per riuscire a concepire a tale età, il loro fisico è ancora piuttosto giovanile e non ha nulla a che vedere con le nostre novantenni.

Gli strumenti indiscutibilmente più utili alla loro longevità paiono essere il lungo digiuno a cui sono sottoposti ogni anno, l’alimentazione vegetariana e l’acqua alcalina presente nelle loro terre.

Digiuno e prodotti vegetali

Gli Hunza vivono infatti dei frutti della natura e soffrono anche un lungo periodo di carestia nei mesi invernali. Adottano forzatamente quello che i naturopati definiscono “digiuno terapeutico”. L’altopiano su cui vivono, in Pakistan, è un luogo in gran parte inospitale e non dà raccolto sufficiente per alimentare i 10.000 abitanti Hunza per tutto l’anno.

Coltivano orzo frumento, miglio, grano saraceno e la verdura da orto: pomodori, cavoli, spinaci, rape, piselli e avevano numerosi gli alberi di noci e albicocche, ciliegie, more, pesche, pere e melograni. Fino a marzo però, quando matura l’orzo, digiunano anche per settimane intere (fino a due mesi in semi digiuno) per poter razionare i pochi viveri rimasti in attesa del primo raccolto.

Il bello è che questa “bizzarra” consuetudine, che secondo vecchi concetti di nutrizionismo porterebbe a debolezza, morte e distruzione, al contrario nel corso degli anni ha prodotto nella popolazione straordinarie capacità di vigore.

Un Hunza può andare camminare tranquillamente per 200 km a passo spedito senza mai fermarsi.

Le forti doti di resistenza sono conosciute in tutto l’oriente, tanto che nelle spedizioni Himalayane, sono assoldati come portatori.

Il digiuno nel mondo animale

Anche in molti animali il digiuno è una cosa normale per la sopravvivenza, nei periodi di carenza di prede. In autunno gli stambecchi, camosci e cervi mangiano molto di più per accumulare grasso per l’ inverno, che a causa dell’ altitudine dove vivono, non permette l’ approvvigionamento di cibo sufficiente. Il bello che i violenti scontri che i cervi hanno tra di loro per l’ accoppiamento e la successiva fecondazione avvengono proprio in pieno inverno, quindi praticamente a digiuno, che non compromette, anzi enfatizza le loro energie. Gli uccelli migratori mangiano a fine estate più del fabbisogno e quando partono verso i luoghi più caldi sono talmente grassi da pesare il doppio del normale. Ma durante la migrazione, che può arrivare anche a 5000 km, non si fermano mai e a fine corsa il loro perso ritorna normale. I lupi cacciano per giorni, ma poi possono restare per settimane senza mangiare e nello stesso tempo percorrono grandi distanze per procacciare altro cibo, vivendo con il solo grasso corporeo come del resto quasi tutti i predatori.

Anche i pesci digiunano, come per esempio il salmone, che nella sua famosa risalita del fiume non ingerisce nulla, nemmeno nel successivo periodo della posa delle uova. In sostanza il digiuno è una condizione che non è quindi nata da 10.000 anni, ma da milioni di anni della storia stessa dell’uomo/animali ed è per questo che apporta molti benefici.

Acqua alcalina

L’ultimo elemento fondamentale per la forza, e la longevità di questo popolo fu la composizione dell’ acqua. Dopo diversi studi emerse che l’acqua degli Hunza possedeva elevato pH (acqua alcalina), con notevole potere antiossidante ed elevato contenuto di minerali colloidali. Effettivamente come sperimentatore e ricercatore indipendente devo dire che digiunare con acqua alcalina è molto più semplice che digiunare con acqua di rubinetto o imbottigliata.

L’acidosi metabolica innescata dal digiuno prolungato viene infatti compensata e il pH rimane più stabile.

Per quanto riguarda l’alimentazione ho già spiegato che l’unico frutto a mantenere il pH umano stabile è la mela rossa; nel digiuno invece ci si può aiutare bevendo acqua alcalina, acqua con argilla verde ventilata, o facendo lavaggi interni/esterni con acqua e sale integrale.

Oggi il territorio degli Hunza è stato intaccato dalla società “evoluta” e anche lì sono arrivati cibi spazzatura, farina 0 impoverita, zucchero bianco, sale sbiancato chimicamente, ecc… e con loro le prime carie, le prime problematiche cardiovascolari, i primi problemi reumatici che l’Occidente evoluto conosce bene. In pochi sono riusciti a scampare da questo inquinamento “evolutivo” evitando ogni forma di contagio con usanze e abitudini percepite ad istinto come innaturali e dannose.

Conclusioni

Ragioniamo con calma e chiediamoci se hanno senso le classiche chiacchiere da bar che sentiamo comunemente: “Aveva 80 anni, per lo meno ha vissuto a lungo e ora ha smesso di soffrire”…

  • “Ormai ho 35 anni, mi devo sbrigare se voglio avere un bambino”…
  • “Ho superato i 40 anni, devo stare attento a non esagerare con l’attività fisica”…
  • “Ho 30 anni, ho le ginocchia a pezzi, dovrò smettere di giocare a pallone”, ecc…
  • “Signora, a 60 anni è normale pensare ad una dentiera” ……….
  • Esiste veramente un orologio biologico incontrovertibile nell’uomo o sono gli stili di vita errati ad accelerare il corso delle lancette ?
  • Hanno senso le ansie di alcune donne che toccati i 30 anni iniziano già a temere di non riuscire ad avere figli “in tempo” ?
  • E’ veramente fisiologico avere ad una certa età menopausa, andropausa, osteoporosi, artrosi, demenza senile …. ?
  • E’ normale lo scatenarsi di così tante patologie senili, cronico-degenerative, o al sistema nervoso ?
  • Ciò che è normale in una società malata potrebbe essere contro natura o senza senso per un popolo consapevole.

By Andrea Conti – Dottore in Fisioterapia – Università degli Studi di Roma

COMBATTERE L’ACIDITA’ PER SCONFIGGERE IL TUMORE

Finalmente anche la ricerca ufficiale si dirige là dove la ricerca indipendente sta indagando ormai da anni: l’importanza di mantenere un ambiente alcalino nel corpo per prevenire e sconfiggere le malattie…

Sembra il titolo di un libro controcorrente e invece si tratta di un comunicato stampa dell’Istituto Superiore di Sanità pubblicato in data 27 settembre 2010.
Nel cs Combattere l’acidità per sconfiggere il tumore si parla di diversi trials basati su un’alternativa alla chemioterapia: uno di questi prevede l’assunzione di bicarbonato per
bocca come terapia anticancro. Tutte le terapie sono basate sull’utilizzo di farmaci che usano l’acidità tumorale come target o inibendo i meccanismi che la causano.
Finalmente anche la ricerca ufficiale si dirige là dove la ricerca indipendente sta indagando ormai da anni.

Le cellule cancerose
Le cellule del cancro sono cellule che da sane si sono trasformate in cancerose.
E sono un sintomo di acidità; ossia, quando le cellule sane vengono corrose dagli acidi alimentari e metabolici, esse possono diventare cancerose.
Più acidi abbiamo nei nostri corpi, più elevato è il rischio di sviluppare del tessuto canceroso.

Le cellule sane del corpo umano prosperano in fluidi con pH alcalino leggero, moderato ed elevato (da pH 7,3 a 11). Non tollerano nemmeno un lieve stato acido. Le cellule cancerose, invece, prosperano in un pH acido di 5,5. Le cellule cancerose diventano inattive ad un pH lievemente superiore a 7,365 e si trasformano in microzima oppure muoiono a pH 8,5 (mentre le cellule sane vivono).

La prevenzione è la migliore cura; tuttavia la migliore prevenzione possibile contro la condizione cancerosa aiuterà anche a farla regredire nel caso che una condizione cancerosa è già in essere. Sarebbe preferibile non dover mai arrivare a tale punto!

Trattamenti quali interventi chirurgici e la chemioterapia non fanno nulla per sostenere il sistema immunitario o per prevenire l’accumulo di acidi nei tessuti. Questa è la ragione per cui la condizione cancerosa è così spesso recidiva. Nulla viene fatto per cambiare la condizione che ne ha dato l’avvio: l’acidità!

Ma se voi fate sì che le condizioni cambino, potete impedire alle cellule cancerose di prendere il sopravvento. Occorre mangiare, bere ed anche muoversi e pensare in modi che ristabiliscono l’originario progetto alcalino del corpo. Molti studi hanno mostrato che quello che mangiamo influenza la nostra esposizione al cancro. Alcuni cibi ci difendono
dall’insorgenza di cellule cancerose, altri ne promuovono lo sviluppo.

Viene dato credito alla qualità anticancro di sostanze antiossidanti presenti nei cibi benefici, come le vitamine C ed E, il betacarotene, il selenio e l’amminoacido glutatione. E questi, in  effetti, proteggono i tessuti sani dai danneggiamenti da acidità che possono innescare una condizione cancerosa. Ma in questo genere di discussione spesso sfugge un aspetto più ampio: i cibi che sostengono un corpo sano sono alcalini; i cibi dannosi sono acidi. La dieta che previene tutte le condizioni cancerose è al 100% alcalina. Non c’è spazio per nessun cibo acido, se si vuole prevenire e/o invertire una situazione cancerosa.

Potete combattere l’insorgere di una condizione cancerosa, aumentando l’alcalinità dei vostri tessuti e, quindi, abbinando ad una dieta basata su ortaggi verdi, succo di verdure fresche, sale non raffinato, oli salubri ed acqua alcalina, integratori alimentari, attività fisica e scelte di vita alcaline (secondo quanto descritto dei capitoli 12, 13 e 14). Dovete dire basta a cibi acidi come proteine animali, alcool e zucchero e rinunciare altrettanto ad abitudini acidificanti.

Se la vostra primaria preoccupazione di salute è una condizione cancerosa, trarrete particolarmente beneficio dall’utilizzo di integratori a base di minerali alcalini (sodio, calcio, potassio, magnesio, cesio e rubidio) e, addirittura meglio, dall’uso di sali minerali [ionici N.d.C.], quali sodio, magnesio, potassio e bicarbonato di calcio, che alcalinizzano all’istante.

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REGOLAZIONE CHIMICA DEL CORPO SISTEMA ACIDI-BASI

L’equilibrio acido-base è uno degli equilibri più importanti per la vita del’uomo. Regola, praticamente tutto: respirazione, circolazione, digestione, escrezione, difese immunitarie, produzione ormonale.

I processi biologici e biochimici che avvengono nell’organismo umano, sono processi elettrochimici che necessitano di un determinato pH.

Nelle 100.000 miliardi di cellule che costituiscono l’uomo, il ricambio degli acidi e delle basi è costantemente in atto: ognuna di queste cellule produce energia, e il risultato la produzione anche di acido carbonico, al quale si aggiungono altri acidi che assumiamo con il cibo o che si formano dopo la loro metabolizzazione.

Il corpo, in ogni istante produce in maniera endogena ed esogena acidi.

Quando gli acidi generati iniziano ad essere troppi, questi possono avvelenare e danneggiare tessuti, organi, ghiandole e funzioni.

I risultati sono tutte le malattie conosciute oggi dalla nostra società: diabete mellito, gastrite, colite, artrite e artrosi, reumatismi, morbo di Parkinson e Alzheimer, infarto, ictus, ischemia, apoplessia, trombosi, embolie, dermatite, eczema, psoriasi, allergie, tumore, ecc.

Il valore del pH

Una scala logaritmica permette d stabilire il grado di acidità (il numero di molecole acide a carica elettrica positiva) o il grado di basicità (il numero di molecole basiche a carica elettrica negativa) di un liquido o di una soluzione.

Dal punto di vista dell’acido: il valore pH 0 significa la massima concentrazione possibile di ioni idrogeno (H+) in un acido, mentre il valore 14 indica che tali ioni sono assenti.

Dal punto di vista dell’alcalinità: il valore 14 indica la massima concentrazione possibile degli ioni ossidrile (OH-), mentre il valore 0 indica che tali ioni sono assenti.

Al disopra del valore 7 prevalgono gli ioni ossidrile (OH-) e la soluzione è BASICA o alcalina; al di sotto del 7 prevalgono gli ioni idrogeno (H+) e la soluzione è ACIDA.

Il pH del sangue Il sangue è tessuto più importante dell’organismo: bagna tutte le cellule del corpo, apporta i principali nutrienti e grazie all’emoglobina trasporta l’ossigeno dove serve.

Il suo equilibrio acido-base è fondamentale per la vita stessa. Il pH del sangue si colloca al massimo tra pH 7,35 – 7,45, quindi è basico.

Il metabolismo continua a scaricare continuamente sostanze acide nel sangue, ma il suo pH deve rimanere costante…

Nel corpo, come vedremo nel dettaglio, esistono molti depositi di minerali: mucose, capelli, vasi, unghie, tendini, cartilagini, capsule, ossa, denti. Si tratta di depositi basici con un valore di pH intorno a 8,1 e rappresentano le riserve di minerali d’emergenza per l’intero organismo.

Quando il sangue diventa carico di acidi, il cervello (l’ipotalamo) ordina immediatamente di recuperare dei sali minerali alcalini (calcio, magnesio, potassio, fosforo, ecc.) per tamponare e neutralizzare la crescente acidità, pena la morte. Si tratta di programmi biologici istantanei per la sopravvivenza.

Il pH dell’urina

Il pH dell’urina oscilla tra il 4, nelle persone malate e il valore 8 in quelle sane.L’urina dei neonati sani, cioè allattati da una madre sana, ha un pH che va da 8 a 8,5.

Per nove mesi il neonato è rimasto nel liquido amniotico della madre, il cui pH è basico e superiore a 8. Un valore così alto è sinonimo di uno stato di salute perfetto.

Dalla nascita in poi la vita dell’uomo è un processo costante di deterioramento, invecchiamento, relativamente al pH delle sue cellule e della sua urina che diventa, se lo stile di vita è innaturale e patogeno, progressivamente sempre più acida.

L’invecchiamento non è altro che una costante intossicazione ad opera di residui acidi.

Gli acidi sono il compagno costante delle malattie, le basi della salute.

Non a caso, la forza vitale, l’energia e la salute dell’uomo risiedono nelle basi, più precisamente nei loro costituenti, i sali minerali alcalini e gli oligoelementi in generale.

Nel corpo umano gli acidi e le basi sono come il giorno e la notte: dovrebbero trovarsi in un equilibrio mobile, con l’avvertenza però che il piatto della bilancia deve inclinarsi verso le basi.

Quando la prima urina del mattino arriva a valori di pH 7 – 7,35, questo valore coincide con il valore di equilibrio del sangue e indica che i reni non sono costretti ad espellere dai tessuti né un eccesso di sostanze acide e neppure un eccesso di sostanze basiche.

Anche se il vero problema non sono le sostanze basiche ma quelle acide che possono corrodere il parenchima renale.

Tra gli animali erbivori il pH dell’urina può salire fino a 8,5, mentre nei cani e gatti, cioè negli animali carnivori per natura, questo valore è compreso tra 5 e 6.

Il pH dell’urina e del sangue dimostrano inequivocabilmente che l’uomo non è un carnivoro!

I valori di pH bassi dell’urina durante un digiuno o una cura disintossicante non devono meravigliare: quando molte scorie lasciano il corpo, infatti lo fanno attraverso i reni e l’urina. Ma tali valori non dovrebbero mai andare sotto i 5,5, pena la corrosione dei tessuti e organi.

I sistemi tampone

Oltre ai depositi di minerali visti prima, per impedire una oscillazione esagerata del pH, e soprattutto del sangue, l’organismo umano dispone di ulteriori sistemi tampone:

Polmone: regola, tramite la respirazione, l’espulsione degli acidi carbonici sotto forma di anidride carbonica. Il polmone viene anche detto “pompa linfatica”, perché tramite una corretta e profonda respirazione viene pompato questo liquido fondamentale per la disintossicazione;

Rene: è l’organo più importante per eliminare gli acidi superflui, soprattutto quelli che non possono venire eliminati per via aerea (polmoni). Questi organi vengono così sovraffaticati da un regime alimentare innaturale, basato sulle proteine animali acidificanti, da veleni ambientali e stress che s’indeboliscono e non sono più in grado di espellere le tossine. Nei vasi linfatici si forma un ingorgo di succhi acidi e il corpo appare gonfio e congestionato (edemi). Con la formazione di edemi il corpo trattiene l’acqua per diluire le sostanze tossiche. I reni sono in grado di espellere i liquidi soltanto fino ad un valore di pH 4,4 fino al massimo di pH 4. Al di sotto di questi valori il tessute renale si corroderebbe e per fortuna questo non avviene mettendo in atto un blocco renale, con tutti i rischi enormi per la salute umana, ma la Natura è perfetta!

Pelle: viene detto il secondo rene e il secondo polmone. Non a caso si tratta dell’organo più grande del corpo umano e oltre a regolare la temperatura corporea, permette di traspirare e di espellere attraverso il sudore tossine e acidi;

Fegato: secondo recenti ricerche anche questo organo gioca un ruolo importantissimo nella regolamentazione del pH. La forza biochimica del fegato si trova sul lato basico. Ogni 4 minuti circa, questa grande ghiandola filtra completamente tutto il sangue che circola allo scopo di detossificarlo dai veleni;

Bicarbonato di sodio

è un composto che si forma in alcune cellule gastriche dal cloruro di sodio, dall’acido carbonico e dall’acqua.

Quindi il corpo, quando vi sono troppi acidi deve assolutamente neutralizzati, in un modo o nell’altro.

Se avviene questa neutralizzazione ad opera dei minerali alcalini del corpo (ossa, denti, vasi, capelli, ecc.), i sali che ne risultano (acido + base = sale) la Natura perfetta li deposita provvisoriamente nei tessuti o organi per poi espellerli fuori quanto prima.

Oggi a causa del nostro perverso stile di vita, questi depositi che dovrebbero essere provvisori, diventano permanenti e definitivi, creando seri problemi di salute (calcoli, cisti, noduli, tumori, ecc.).

Quanto più il sangue si riempie di sostanze acide, tanto maggiore è il consumo delle riserve minerali dell’organismo per formare sali che neutralizzano gli acidi. Questo riguarda in primo luogo il calcio che viene sottratto da tessuti, organi, ossa, denti, capelli e unghie.

Per la Medicina Tradizionale cinese le cose erano chiare diversi migliaia di anni fa: “Quello che non riescono a eliminare i reni e la vescica, deve eliminarlo l’intestino. Ciò che non riesce a fare quest’ultimo, devono farlo i polmoni.

Se tutti insieme non riescono a eliminare abbastanza sostanze velenose, deve intervenire la pelle. E quello che nemmeno la pelle riesce a eliminare, ci porta alla morte”

Le maree acide e basiche

Nel corso della giornata si possono misurare nell’urine delle maree acide e basiche, che sono condizionate dai ritmi biologici nonché dall’orario dei pasti.

Maree

basiche

Maree

acide

4:00 forte 1:00 moderata
10:00 moderata 7:00 forte
16:00 forte 13:00 moderata
22:00 Moderata 19:00 forte

Ecco perché le persone colpite dall’infarto arrivano in ospedale di prima mattina tra le 5 e le 7, proprio durante un picco acido.

Questo è anche il motivo per cui sarebbe meglio di sera non mangiare cibi acidi perché si è nel picco basico (colazione acido, pranzo e cena basico).

I depositi di acidi accumulatisi nei tessuti si svuotano soprattutto di notte, per cui l’urina al mattino di regola è più acida.

Come si producono gli acidi Stress, rumore, irritazione, paura determinano la formazione di acido cloridrico e un eccesso di tale acido nello stomaco può provocare gastriti o ulcere.

Il Problema Acidosi

L’importanza dell’equilibrio acido-base: la problematica acidosi.

Il livello di acidità (pH) è uno dei più importanti per il mantenimento di un buon stato di salute. I liquidi organici sono tutti leggermente alcalini, i loro valori vanno da pH 7,1 (la saliva di un uomo sano) a 8,8 (i succhi pancreatici). Il sangue necessita di un pH costante di 7,4, al di sotto del quale appaiono fenomeni di acidosi, al di sopra, di alcalosi.

SOSTANZE ACIDE = quelle che rilasciano ioni d’Idrogeno;

SOSTANZE BASICHE = quelle che legano ioni d’Idrogeno.

L’organismo umano richiede energia: il cibo che mangiamo e l’ossigeno che  respiriamo ci forniscono tutti i giorni l’energia per lavorare, camminare, parlare, pensare o, semplicemente, vivere. Per  trasformare gli alimenti e l’ossigeno in nutrizione ed energia, l’organismo produce scorie metaboliche acide che vengono eliminate attraverso le urine, le feci, il sudore ma anche attraverso la respirazione. Molte fra queste scorie metaboliche acide vengono trasmesse agli organi escretori attraverso il sangue.

L’equilibrio acido-base 

Il sangue, leggermente, alcalino, è in grado di neutralizzare quantità definite di scorie metaboliche acide. Quando queste aumentano, esse devono essere neutralizzate in altro modo. I minerali alcalinizzanti come potassio, calcio e magnesio, e i sistemi tampone provvedono a questa funzione, mantenendo l’equilibrio acido-base nell’organismo. Quando le quantità di scorie metaboliche acide superano quelle che il nostro organismo è in grado di eliminare, insorge l’acidosi, ovvero un sovraccarico di sostanze acide “parcheggiate” in alcuni tessuti, aree di riserva, in attesa di neutralizzazione e smaltimento.

In questo modo gli organi interessati allo smaltimento delle scorie metaboliche acide in eccesso si sottopongono a continui stress organici che, a lungo andare, li deteriorano.

Ecco, dunque, che risulta sempre più importante mantenere in ottima salute l’intestino, centro nevralgico che contiene oltre il 70% delle difese immunitarie, e gli altri organi-tampone (rene, sangue e polmoni), deputati a eliminare scorie metaboliche acide attraverso l’urina, il sudore e la respirazione.

Superfluo aggiungere che per via soprattutto di una scorretta alimentazione, la stragrande maggioranza degli uomini ha una prevalente propensione all’Acidosi.

Il nostro corpo, tuttavia, è in grado d’innescare innumerevoli dispositivi per bilanciare (tamponare, neutralizzare) le sostanze acide eccedenti, anche se a discapito delle scorte alcaline del nostro organismo (Sodio, Calcio, …). Sono alcalinizzanti i minerali quali il Calcio, il Ferro, il Magnesio, il Potassio, il Sodio mentre sono acidificanti il Cloro, il Fosforo, lo Zolfo.

L’importanza degli alimenti alcalinizzanti.

La dieta dei paesi industrializzati, sempre più povera di alimenti alcalinizzanti, ma anche la vita sedentaria con scarsa ossigenazione dei tessuti, lo stress fisico e psichico, l’assunzione di farmaci (antinfiammatori) e una flora intestinale non equilibrata possono portare a un accumulo di scorie metaboliche acide. Anche l’alcool e il fumo aumentano sensibilmente la quantità di scorie metaboliche acide che devono essere eliminate. Infine, l’attività sportiva particolarmente intensa o stressante può generare l’accumulo di sostanze acide con conseguente formazione di acidosi tissutale.

Ma l’importanza di controllare l’equilibrio acido-basico attraverso l’assunzione di alimenti alcalinizzanti risulta chiara se pensiamo che nel corso della propria vita una persona mangia circa 30 tonnellate di alimenti solidi corrispondenti a circa 78.840 pasti (con “caffè + spuntini” = 105.120 pasti).

Per mangiare (30 min. A pasto) impieghiamo circa 6 anni della nostra esistenza!

Una dieta non corretta è quindi il primo fattore predisponente all’acidosi. Nel corso degli ultimi decenni, l’alimentazione normale si è arricchita a dismisura di proteine a sfavore di frutta e verdura. È noto che il metabolismo delle proteine conduce alla formazione di molti acidi: oggi ben 4 pazienti su 5 soffrono di acidosi tissutale!

Gli Acidi più complicati da espellere sono quelli che ci provengono dalla “digestione” delle proteine di derivazione animale, soprattutto l’Acido urico, quello acetico (glicidi e lipidi=dolci e grassi), l’ossalico (spinaci, cacao, …), il tannico (thè nero e caffè), il nitrico (formaggi), il lattico (eccessivo e cruento esercizio muscolare), …

La nostra dieta dovrebbe essere la primaria sorgente di rifornimento delle sostanze alcaline, dei minerali, degli oligoelementi, … utili per mantenersi e invecchiare sani.

Ma gli alimenti che rilasciano sostanze alcalinizzanti sono pochi: tutta la frutta fresca in linea generale, anche il nocciolame, tipo le mandorle, tutti i vegetali, incluse le patate con la buccia e poi poco, anzi pochissimo, altro ancora.

Diversamente, tra gli alimenti acidificanti non c’è che l’imbarazzo della scelta: tutti gli alimenti di derivazione animale, come la carne (includendo in essa anche il pesce), i formaggi, moltissima frutta secca, gli zuccheri, i dolciumi, tutti i cereali raffinati, anche quelli non (L’unico cereale alcalinizzante è il Miglio), che tuttavia hanno fibra e sostanze nutrizionali, tra cui abbondanza di minerali, quindi, da non escludere da una sana dieta, anche perché i loro acidi sono agevolmente espulsi con l’attività respiratoria.

LA SCOPERTA DELLA DOTT.SSA LYNDA FRASSETTO

Nel 1996 la Dott.ssa Lynda Frassetto dell’Università della California in San Francisco ha scoperto che, con l’avanzare dell’età, dopo circa i 45 anni, perdiamo gradualmente i tamponi alcalini – i bicarbonati- nel nostro sangue. Intorno ai 90 anni perdiamo il 18 % di bicarbonati nel nostro sangue.

Un quantitativo insufficiente di bicarbonati nel nostro sangue riduce la nostra capacità di gestire (neutralizzare e scaricare) gli acidi che il nostro organismo produce. Questa è la causa dell’invecchiamento. L’età di 45 anni è l’età media in cui gli esseri umani iniziano a mostrare sintomi quali diabete, ipertensione, osteoporosi e molte altre malattie degenerative. E poichè non possiamo più gestire gli acidi, li accumuliamo nel nostro corpo, sotto forma di colesterolo, acido grasso, acido urico, urato, solfato, fosfato, calcoli renali, ecc.

pH: Il fattore dimenticato della nutrizione.

Il principale impegno del corpo umano per la vita consiste nel costante bilanciamento dell’acidità e dell’alcalinità. Noi ci nutriamo per ricavare l’energia necessaria per le nostre funzioni. Dopo la cessione di energia da parte del cibo, tramite combustione con l’ossigeno, restano rifiuti acidi. Il corpo cerca di fare del suo meglio per disfarsi di questi acidi per mezzo dell’urina, della sudorazione ed espirando biossido di carbonio.

Alcuni acidi tossici non possono essere rimossi facilmente tramite i mezzi appena citati. Pertanto il corpo sottrae calcio al sistema scheletrico per neutralizzare tali eccessi di tossine acide e creare un ambiente più sicuro, provocando però una riduzione della densità ossea.

Il corpo umano è una sorprendente macchina progettata per la massima sopravvivenza. Quando una parte è danneggiata, altre parti cercano di compensarvi. Anche se ciò potrebbe determinare dei danni a lungo termine, la sua priorità è la sopravvivenza nell’immediato.

Il cibo produce continuamente rifiuti acidi che si aggiungono a quelli del metabolismo cellulare e il corpo fa del suo meglio per eliminarli.

Tuttavia se non dispone di una sufficiente scorta alcalina (bicarbonati), il corpo non può disfarsi al 100% di tali acidi. Al fine di mantenere il pH sanguigno costante, il corpo adotta un abile stratagemma: converte gli acidi liquidi in acidi solidi come colesterolo o acidi grassi.

Infatti se questi acidi non sono sciolti nel sangue, il pH del sangue non si abbassa. INGEGNOSO!

Qual è il danno a lungo termine di questo processo strategico?

Il sangue si addensa e la circolazione diventa lenta a tal punto da non fornire abbastanza ossigeno e sostanze nutritive agli organi vitali, causando così qualunque tipo di malattia ed eventualmente la morte.

Questo è il risultato naturale dello squilibrio acido-basico, quando propende verso l’acidità. Il corpo necessita di aiuto esterno per innalzare il livello alcalino e ristabilire l’equilibrio. Il modo più veloce e semplice per aiutare l’organismo a ritrovare la condizione di omeostasi è attraverso i liquidi che ingeriamo. Diamo un’occhiata al PH delle bevande più comuni:

  •  Latte 6.5
  • Acqua potabile 7.0
  • Birra 4.0-5.0
  • Caffè 2.5-3.5
  • Aranciata 3.5
  • Bevanda leggera 2.0-4.0
  • Coca Cola 2.5
  • Vino 2.3-3.8

Che sorpresa! Con queste bevande non possiamo aiutare il nostro organismo, nessuna ha un PH alcalino.

Come scoprire l’acidosi

 

Con l’apposito “test dell’acidosi”. La valutazione del pH delle urine, ripetuta per qualche giorno 2-3 volte al giorno, con le apposite cartine pH, disponibili in farmacia con scala pH 5-8 fornisce un’indicazione importante. Le modalità di rilevazione dovrebbero seguire lo schema qui sotto riportato e la curva che idealmente si disegna dovrebbe essere all’interno dello spazio bianco.

Curare l’acidosi.

Se i valori risultano ripetutamente acidi e si discostano notevolmente dalla curva ideale è necessario in primo luogo modificare il proprio stile di vita, integrando la dieta con alimenti alcalinizzanti (frutta e verdura).

Acidosi metabolica ed interazioni con il tessuto osseo. Alcuni

scienziati hanno dimostrato che la dieta attuale, tipica del mondo occidentale, tende ad indebolire le strutture ossee della popolazione, soprattutto femminile. Questo incrementa il rischio di sviluppare osteoporosi, una grave patologia ossea, caratterizzata dall’indebolimento della struttura ossea con grave rischio di sviluppare fratture molto invalidanti nelle persone anziane. Diverse evidenze scientifiche mostrano correlazione tra osteoporosi, dieta sbilanciata ed acidosi metabolica: un’acidosi metabolica indotta dalla dieta è riconosciuta come un fattore fisiopatologico nello sviluppo dell’osteoporosi; esiste una correlazione lineare tra eliminazione di calcio e acidosi.

Maggiore è l’acidosi, infatti, superiore sarà la perdita di calcio dalle ossa.

La funzione dello scheletro e del tessuto osseo è molto più importante e complessa di quello che generalmente si creda: esso costituisce, ovviamente, un importante elemento strutturale dell’organismo e ne permette il movimento.

Inoltre, è molto importante come tessuto di protezione per alcuni organi molto delicati e vitali: il cervello, il cuore e i polmoni.

Ma le funzioni del tessuto osseo non si esauriscono qui, l’osso rappresenta anche una riserva fondamentale di minerali, a cui l’organismo attinge quando non ha altre riserve. Circa il 98% del calcio e il 75% del fosfato si trovano nelle ossa. Una di queste funzioni è proprio legata all’acidosi metabolica.

Quando l’organismo accumula scorie acide in eccesso che non riesce ad eliminare con i propri sistemi tampone fisiologici, l’osso interviene rilasciando bicarbonati; l’emergenza acidosi viene risolta ma il prezzo da pagare è un significativo indebolimento del tessuto osseo. E’ proprio questo continuo processo che, nel tempo, facilita l’insorgenza di patologie quali l’osteopenia e l’osteoporosi.

Con il passare degli anni, la condizione di acidosi metabolica tende ad aumentare mentre le capacità di contrastarle, da parte dell’organismo, diminuiscono. Il rene comincia a funzionare meno, gli squilibri ormonali, tipici, per esempio, della donna in menopausa, causano ulteriori problemi; l’intervento del tessuto osseo è sempre più significativo. L’acidosi tissutale e l’intervento “d’emergenza” del tessuto osseo, non però solo la terza età; una cattiva alimentazione con un alto carico acido, lo stress, l’eccessiva sedentarietà o l’intenso allenamento sportivo e l’uso protratto di farmaci, sono tutte situazioni che incrementano l’acidosi e costringono il tessuto osseo ad intervenire a tutte le età.

Come ci si accorge dell’intervento del tessuto osseo? L’eccessiva presenza di calcio nelle urine è un chiaro indicatore che l’osso sta rilasciando minerali di calcio per tamponare un’acidosi in corso e si sta, quindi, indebolendo.

Nei maschi, una straordinaria fonte minerale, al fine di tamponare le sostanze acide, sono i capelli.

La calvizie precoce maschile (androgenica), dalla quale (basta guardarsi intorno) sono molto più colpiti gli uomini delle donne, non è ascrivibile esclusivamente al compito degli ormoni androgeni (Testosterone, Diidrotestosterone, Deidroepiandrosterone, Androstenedione), perché tale accadimento, al di fuori del fatto genetico, occorre contestualizzarlo con lo sforzo metabolico urgente da parte del nostro stesso organismo di attingere i minerali alcalinizzanti da un distretto corporeo, quale quello appunto del cuoio capelluto, alla stregua di come riferito per i muscoli e per le ossa, ma potrei aggiungere anche delle unghie, …, per tamponare proprio il preesistente, costante stato di Acidosi dei tessuti.

Alimenti alcalinizzanti.

Organizzare la propria alimentazione in modo tale che gli alimenti alcalinizzanti rappresentino circa il 75% del consumo giornaliero: frutta, verdura, patate, cavoli, lattuga, insalata. Tra i cibi acidificanti troviamo la carne, il pollame, i salumi, il formaggio fresco e stagionato, lo yogurt, i prodotti a base di farinacei e i dolci.

Molti alimenti, pur essendo acidificanti, sono indispensabili e non devono assolutamente essere eliminati in quanto fonte essenziale di proteine e vitamine ed in effetti il loro apporto acidificante deve essere compensato con l’assunzione di alimenti alcalinizzanti. Un esempio: per compensare l’acidità tissutale derivante da 200 g di manzo, sarà necessario consumare 250 g di cavolo o rapa, 1,6 kg di piselli freschi e 400 g di cavolfiore.

Liquidi

È necessario assumere quotidianamente un quantitativo sufficiente di acqua o tisane, circa 1,5 litri, limitando il più possibile tè, caffè e alcolici.

Attività fisica e stile di vita.

Una passeggiata nei boschi o una corsa in bicicletta migliora l’apporto di ossigeno e promuove il rilascio di acido carbonico sotto forma di anidride carbonica. Evitare, se possibile, situazioni che generano stress.

Oggi risulta sempre più difficile rispettare questo equilibrio alimentare a causa di ritmi di vita stressanti e che spesso ci impediscono di curare la nostra dieta in modo regolare. Si consiglia in questi casi l’assunzione di integratori alcalinizzanti.

I processi omeostatici dell’organismo hanno luogo solo se il pH è leggermente alcalino 

Nel connettivo, le più piccole variazioni dell’omeostasi possono portare a modificazioni strutturali nella sostanza fondamentale (proteine e percentuali di acqua in stato cristallino).

Molte di queste variazioni sono da correlare al deposito di residui acidi, provenienti dal catabolismo cellulare o da reazioni di tipo infiammatorio.

In questi casi, viene modificato lo stato colloidale del distretto. Di conseguenza si altera la capacità di trasporto e di trasferimento di messaggi fisici e chimici tra il tessuto ed il resto dell’organismo, in particolare verso le strutture del SNC deputate alla regolazione dell’omeostasi (centri bulbari ed ipotalamici).

L’ambiente extra-cellulare, sensibile alle quantità di valenze acide immagazzinate durante i processi biologici, trasferisce a livello renale ed urinario queste informazioni, influenzando i valori del pH urinario.

La Matrice Extra-cellulare, costituisce un sistema di transito nel quale avvengono gli scambi fra le cellule metabolicamente attive ed il circolo. Come nei sistemi tampone respiratorio ed ematico, anche in questa sede, lo smaltimento dei cataboliti acidi è condizionato da un’adeguata presenza di bicarbonati.

La nutrizione non sempre riesce a compensare il depauperamento delle riserve alcaline (sodio, potassio, magnesio e calcio). In questi casi si determina un’acidosi rilevabile dalle variazioni del pH dei liquidi organici (urine).La misurazione del pH urinario si effettua con strisce di pH-test (range 5,0 e 7,4) e costituisce un sistema di valutazione semplice e pratico.

Per avere un quadro dinamico, le misurazioni del pH devono essere ripetute per alcuni giorni annotando l’ora e il dato. In questa maniera si ottiene una curva personale, veramente utile all’indagine diagnostica.

 

Un biochimico tedesco, il Dott. Otto Warburg, scoprì la “causa” del cancro e nel 1931 ricevette il premio nobel per questo. Egli dimostrò che la causa primaria del cancro era la sostituzione dell’ossigeno, nella chimica respiratoria delle cellule normali, con la fermentazione dello zucchero.

La crescita delle cellule cancerose è dunque un processo di fermentazione, che può svilupparsi solo in condizioni di carenza d’ossigeno. Da tale scoperta, i ricercatori hanno tentato di arrestare il processo di fermentazione attraverso i farmaci, le radiazioni e la chirurgia.

Nel suo libro “Acid & Alcaline”, Herman Aihara afferma che: Se la condizione dei fluidi extracellulari, specialmente nel sangue, diventa acida, la nostra condizione fisica sperimenterà in primo luogo spossatezza, predisposizione a prendere raffreddori, ecc.

Quando questi fluidi si fanno più acidi, si avvertiranno dolori e malesseri come emicrania, dolori al torace, allo stomaco, ecc. Secondo Keiichi Morishita, nel suo “Hidden truth of Cancer” (“La verità nascosta sul cancro”), se il sangue sviluppa una condizione di maggiore acidità, allora il nostro corpo depositerà queste sostanze acide in eccesso in una qualsiasi area del corpo al fine di mantenere il sangue in una condizione alcalina. Se persiste questa tendenza, in quelle aree aumenta l’acidità e alcune cellule muoiono; in seguito, queste cellule morte si convertono, a loro volta, in rifiuti acidi. Altre cellule, tuttavia, non muoiono e sono in grado di adattarsi a questo tipo di ambiente. In altre parole, invece di morire, come succede normalmente in un ambiente acido, queste cellule sopravvivono, convertendosi in cellule anormali, conosciute come cellule maligne.

Esse non sono connesse con il cervello, né con la memoria del codice genetico del nostro DNA. Pertanto le cellule maligne crescono in maniera indefinita e senza ordine. Questo è il cancro.

La causa di qualsiasi cancro è una mancanza di ossigeno provocata dall’acidificazione.

Integrare la dieta aiuta a prevenire il cancro, e si pensa che possa essere d’aiuto nei primi stadi del cancro, sebbene probabilmente ci sia un punto di non ritorno. Tuttavia, poiché le cellule sane sono alcaline e quelle maligne acide, il consumo di alcalinizzanti non apporta alcun danno alle prime, mentre può distruggere le seconde. Vale la pensa provarci.

Alcuni minerali sono indispensabili per mantenerci in buona salute. Calcio, magnesio, boro e fosforo svolgono un ruolo importante nella calcificazione delle ossa e dei denti. Il magnesio scioglie e rimuove un accumulo eccessivo di calcio nelle cartilagini e nei tessuti molli. Sodio, magnesio, potassio e cloruro sono elettroliti necessari per mantenere il corretto equilibrio acido/basico.

Ogni fluido e tessuto del nostro corpo ha un suo pH ottimale, e questi minerali aiutano a mantenerlo oppure a ristabilirne l’equilibrio. Calcio, magnesio, potassio e sodio sono necessari per mantenere la funzionalità di nervi e muscoli.

Ormoni ed enzimi contengono minerali: così come la fosfotranferasi necessita di magnesio, la xantina ossidasi non può formarsi se non in presenza di molibdeno. Il ferro è utile all’emoglobina come trasportatore di ossigeno e la vitamina B12 contiene cobalto, chiamata per questo anche cobalamina. Lo zinco aiuta a rimarginare le ferite ed è il minerale degli uomini, necessario per la salute della prostata.

Quando siamo carenti anche di uno solo di questi minerali, possiamo andare incontro a seri problemi di salute.

Per la maggior parte dei minerali, il reale fabbisogno dell’organismo è individuale. La quantità assunta con gli alimenti varia in funzione dei minerali presenti nei terreni agricoli. Alcuni minerali, cosiddetti elementi in traccia o oligoelementi, sono necessari soltanto in dosi minime.

Si può ristabilire un pH ottimale?

Si, si può.

Questa è l’opera svolta dal calcio di corallo fossile CORAL MINE.

LA DISIDRATAZIONE COME FONTE DI MALATTIA

“Esaminando qualsiasi testo di medicina leggerai più di un migliaio di pagine di verbosità, ma quando si tratta di fornire le cause delle malattie principali del corpo umano, la conclusione è sempre uguale e molto breve:”EZIOLOGIA (origine) SCONOSCIUTA!”. Questa affermazione del dottor Fereydoon Batmanghelidj, scrittore del libro “Il tuo corpo implora acqua”, viene riportata alla fine del primo capitolo, “Perché la “medicina” non cura la malattia”. Batmanghelidj sostiene che la classe medica di oggi non comprende il ruolo vitale dell’acqua nel corpo umano, i medicinali sono palliativi (eccetto l’uso di antibiotici nelle infezioni batteriche). Essi non sono idonei a curare le malattie degenerative del corpo umano.

Lo scrittore descrive perché,  nella maggioranza dei casi gli stati di infermità dovrebbero essere considerati come disturbi causati dalla disidratazione. Ciò che chiamiamo asma, diabete, artrite, angina, obesità, morbo di Alzhheimer, alto tasso di colesterolo ipertensione, ecc. non sono altro che disperati segnali di disidratazione. Derivano da una semplice causa non riconosciuta: non beviamo acqua a sufficienza! Questo è il fondamento della sua rivoluzionaria scoperta: se bevessimo giornalmente più acqua molte malattie degenerative potrebbero essere prevenute, o perfino curate. Il libro   supporta i suoi numerosi, accurati e meticolosi articoli scientifici. Include alcune delle moltissime lettere di testimonianza di lettori e medici che confermano la validità del suo metodo.

L’errore fondamentale che ha fuorviato la medicina clinica  è stato quello di ignorare le numerose funzioni chimiche dell’acqua nel corpo. Poiché la disidratazione può causare la perdita di alcune funzioni, i diversi sofisticati segnali mandati dagli operatori del programma di regolazione idrica del corpo, mentre perdura una forte disidratazione, sono stati interpretati come indicatori di malattie sconosciute. Ai medici è stato insegnato a far tacere questi segnali con prodotti chimici. Questo errore persiste con l’uso sempre più frequente di prodotti chimici per trattare altri sintomi insorgenti, le complicazioni della disidratazione diventano inevitabili e infine il paziente muore.

L’ironia di tutto ciò è che i medici dicono che è morto per una malattia! Ecco l’origine dell’errore. Il corpo umano è costituito per il 25% di materia solida (il soluto) e per il 75% di acqua (il solvente). Fu dato per scontato che il regolatore reattivo di tutte le funzioni del corpo fosse la composizione del soluto. Alle origini della ricerca fisiologica , si ritenne che l’acqua contenuta nel corpo fungesse solo da solvente, da riempitivo dello spazio e da mezzo di trasporto. Alla sostanza solvente (acqua) non fu attribuita alcuna altra proprietà funzionale.

Il corpo umano è, ancora oggi considerato una “grande provetta” piena di solidi di diversa natura e l’acqua nel corpo un “materiale d’imballaggio” chimicamente insignificante. In ambito scientifico si dà per scontato che i soluti (sostanze disciolte o trasportate nel sangue e nel siero del corpo) regolino tutte le attività del corpo. La vasta ricerca di Batmanghelidj prova la veridicità delle sue osservazioni cliniche: il corpo ha una vasta gamma di segnali di sete molto sofisticati – sistemi di segnali integrati attivi nella regolazione dell’acqua disponibile nei momenti di disidratazione.

La combinazione della sua ricerca clinica  e della letteratura scientifica ha dimostrato  che il paradigma che ha finora dominato tutta la ricerca applicata all’uomo deve essere cambiato, se vogliamo vincere la “malattia”. La nuova verità scientifica e il livello di pensiero a proposito del corpo umano che autorizzerà le persone a diventare operatori di medicina preventiva nei confronti di se stessi è questa: è il solvente – il volume di acqua – che regola tutte le funzioni del corpo, incluse le attività di tutti i soluti (i solidi) disciolti in esso.

Fonte: Il tuo corpo implora acqua
         Dottor Fereydoon Batmanghelidj

Gravidanza e Acqua Alcalina Coral-Mine

Una nuova vita… Uno dei momenti più meraviglioso ed emozionante per una donna è sicuramente quello di trovarsi in “dolce attesa”. Nello stesso tempo, soprattutto nei primi tre mesi, dovrà spesso convivere (85% dei casi) con una situazione angosciosa, le nausee.

 

I motivi possono essere diversi, squilibrio ormonale, fattori psicologici, intestino pigro e cinetosi, meglio conosciuta come il mal d’auto. Un altro dei motivi delle nausee è di natura immunitaria e altera il metabolismo della donna aumentando la quantità dei succhi gastrici.

Ecco quindi che con il vomito lo stomaco perde acido cloridrico innescando un processo di de-acidificazione e nello stesso tempo produce bicarbonato auto-alcalinizzandosi.

Questo processo di de-acidificazione è necessario per preparare l’utero ad accogliere la nuova vita in un ambiente di perfetto equilibrio acido-base.

Questa è la fondamentale condizione che proteggerà il bambino mentre si sviluppa.

Il liquido amniotico è alcalino e deve rimanere tale per tutto il periodo della gravidanza perché questa sarà una delle migliori garanzie per una regolare gestazione e la salute del feto.

Perché avviene tutto questo?

E’ risaputo che il nostro stomaco ha una funzione fondamentale, quella digestiva ma ne svolge anche un’altra importantissima: eliminare le scorie acide dal nostro organismo.

Alla base di questo processo esiste un esigenza poco conosciuta e straordinaria: il nostro stomaco la fa da padrone nella naturale auto-regolazione  dell’equilibrio acido-basico. Non permette a nulla e nessuno di far prevalere un ambiente acido.

Immaginate una bilancia, a destra ci sono i minerali alcalini e a sinistra quelli acidi.
Per sostenere la vita e la nostra salute (questo avviene in tutti gli esseri umani in qualunque momento della vita)  la “bilancia” deve pendere leggermente a destra, il nostro stesso sangue ha un pH di 7,365 e anche delle piccole variazioni possono portare degli scompensi notevoli all’organismo.

Per questo l’ordine è imperativo: ciò che acidifica deve essere eliminato!

Che relazione ha tutto questo con la condizione della gravidanza?

Semplice, come abbiamo considerato, gravidanza significa aumento di acidità e quindi maggiore tossicità, tutto questo è dovuto anche al fatto che  la madre deve dare maggiori minerali alcalini al feto che chiaramente ha la precedenza nel riceverli.

Ecco spiegato perché la madre è soggetta a iper-acidità e spesso le sue riserve alcaline si esauriscono rapidamente.

Il bambino viene alimentato attraverso il cordone ombelicale favorendo lo sviluppo cellulare e nello stesso tempo producendo rifiuti acidi. Per questo motivo è importante che la futura mamma includa nella sua dieta molta frutta e verdura cruda che facilita l’apporto di molti minerali alcalini.

Se così non fosse, se la mamma predilige un alimentazione acidificante, grassi e proteine animali, formaggi, dolci industriali, farine raffinate, e zuccheri semplici, è chiaro che l’organismo, pur di preservare un ambiente alcalino al feto e al liquido amniotico, è disposto ad auto sabotarsi  arrivando al punto di prelevare i minerali alcalini dove sono maggiormente presenti e cioè nelle ossa e nei denti.

Quali potrebbero essere alcuni consigli per prevenire le nausee?

Eccone alcuni:

  • Seguire una dieta salutare, varia ed equilibrata. Fare cinque pasti al giorno e non restare a digiuno troppo tempo.
  • Alzarsi piano quando si è coricati.
  • Evitare di stendersi con la schiena e movimenti bruschi. Stendersi sul lato sinistro per favorire il flusso di sangue al cuore e al cervello.
  • Preferire i luoghi con aria fresca ed evitare quelli caldi e con molta gente.
  • IDRATAZIONE CORRETTA, bere Coral-Mine durante tutta la giornata.

Essendo idratante e ALCALINA l’acqua trattata con Coral-Mine, combinata con una dieta sana, da un grande supporto all’organismo della donna dimostrandosi una grande alleata nel mantenere il giusto apporto di MINERALI ALCALINI altamente biodisponibili.

Permette inoltre il giusto approvvigionamento e il mantenimento nutrizionale prima della gestazione, predisponendo il sistema biologico della donna nello stato ottimale per il concepimento,  ma anche durante la gestazione.

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Acqua alcalinizzata e la qualità degli alimenti

Le abitudini alimentari odierne (abuso di zuccheri, cibi raffinati, carni, caffè ecc…)
e il tipo di vita che conduciamo, sono la causa di una modifica del nostro organismo che comporta un’alterazione della concentrazione degli acidi nel sangue.

Non dobbiamo mai dimenticare che gli alimenti naturali e freschi o fermentati oltre a contenere sostanze fondamentali per il nostro nutrimento, quali: Acqua, Zuccheri, Proteine, Grassi, Sali Minerali, Vitamine ed Enzimi, chiamati PRINCIPI NUTRITIVI, contengono anche un qualcosa in più che non è facilmente misurabile che i nostri antenati e la saggezza popolare ben conoscevano: l’ENERGIA DI VITA.I nutrienti servono al nostro corpo come pezzi di ricambio, per riparare o far crescere Organi e Tessuti, o come combustibile per produrre calore o movimento; l’Energia Vitale invece nutre direttamente la nostra VITALITÀ.
Se un alimento ne è privo, il nostro corpo per assimilarlo deve spendere parte del proprio patrimonio di Vitalità, cosi’ lentamente deperisce e perde la Salute. In termini materiali, il SOFFIO VITALE è attirato e trattenuto dalla RISERVA ALCALINA del nostro corpo,
contenuta in ogni Tessuto ma specialmente in quella BANCA DELLA VITALITÀ che sono le nostra Ossa.
Più abbiamo le Ossa dure e più abbiamo Vitalità, Salute e Longevità. Più sprechiamo Vitalità con cibi innaturali e strapazzi, più dobbiamo integrare la nostra riserva di Minerali. Il grado di ALCALINITÀ nei cibi è costituito dai minerali ed oligo-elementi organicati (legati a molecole organiche) e ad alto livello vibrazionale, cioè vivi, contenuti sopratutto nelle Erbe, in massimo grado in quelle selvatiche ed in tutti i cibi freschi.
L’Energia di Vita è completamente assente nei cibi artificiali, proposti dall’industria consumistica, finalizzati unicamente al guadagno piuttosto che alla salute delle persone; questi cibi non solo ci inquinano, ma assorbono e sperperano la nostra Vitalità. Grassi vegetali idrogenati, Dolcificanti sintetici, Addensanti, Conservanti, Coloranti, Aromi
artificiali sono gli additivi chimici usati abbondantemente ormai in tutti i cibi a fini di lucro.
Ad esempio il prosciutto cotto dato ai bambini, agli anziani e ai convalescenti perché ritenuto digeribile, è addizionato dal 25 al 50% di acqua e additivi (addensanti, conservanti, aromatizzanti) che lo rendono un cibo spazzatura.

Sostanza pH
Acido cloridrico, 10 M <1.0
Batteria acida 1.5
Succo gastrico 1.5 – 2.0
Succo di Limone 2.4
Coca Cola 2.5
Aceto 2.9
Succo di arancia o mela 3.5
Birra 4.5
Pioggia acida <5.0
Caffé 5.0
Tè o pelle sana 5.5
Acqua deionizzata a 25 °C 5.0-6.0
Latte 6.5
Acqua pura a 25 °C 7.0
Saliva umana normale 6.5 – 7.4
Sangue 7.34 – 7.45
Acqua di mare 7.7 – 8.3
Sapone per le mani 9.0 – 10.0
Ammoniaca domestica 11.5
Varechina 12.5
Liscivia 13.5
Idrossido di sodio 13.9

Le farine per il pane, merendine, biscotti, ecc. sono complicate mescolanze di prodotti spesso di provenienza sconosciuta, che provocano allergie, intolleranze, gastriti, coliti e tutto il malessere della nostra società. A causa di questi additivi abbiamo alterato i sensi del Gusto e dell’Olfatto e i naturali meccanismi digestivi sono gravemente disturbati. Tali alimenti, tutti a reazione acida, per essere neutralizzati consumano la nostra riserva alcalina rendendo le nostre Ossa fragili ed i nostri Organi Vitali pesanti ed intossicati, sempre bisognosi di cure mediche.

Dobbiamo fare anche attenzione a cibi avvelenati da pesticidi e metalli pesanti, specialmente a frutta e verdura fuori stagione e attenzione particolare anche al Tonno e Pesce spada, che sono zeppi di mercurio. Famosi scienziati asseriscono (a bassa voce) che già una scatoletta di tonno (da 150 grammi) alla settimana è potenzialmente pericolosa. Solo persone con un grossa riserva di minerali (attivi) ereditata da genitori molto vitali e sani sembrano non risentire di questo cibo spazzatura. Ma a lungo termine anche per loro è impossibile mantenere una buona salute senza alimenti naturali ed equilibrati provenienti da coltivazioni biologiche.

Per ristabilire i valori alcalini ottimali e salvaguardare la tua BANCA DELLA VITALITÀ, Coral-Mine con le sue caratteristiche bio-naturali è la risposta vincente che stai cercando.
Inoltre tra gli integratori che aiutano a mantenere il pH alcalino, la Spirulina in compresse è sicuramente un valido supporto, senza poi tralasciare la sua caratteristica peculiare di aiutare il corpo ad eliminare metalli pesanti ed altre tossine.

Bevi alla tua salute
Tutte le forme di vita conosciute su questo pianeta, sono completamente dipendenti dall’acqua. Per funzionare correttamente, il corpo umano richiede da 2 a 7 litri di acqua al giorno per evitare la disidratazione, la quantità esatta dipende dal livello di attività fisica, temperatura, umidità e altri fattori.

Quanta acqua per l’idratazione e la salute?
Non è chiaro quanta acqua serva per essere sani, anche se la maggior parte dei sostenitori concorda sul fatto che 6-7 bicchieri di acqua(circa 2 litri) al giorno è la quantità minima richiesta per mantenere la corretta idratazione.

Percentuale del corpo
Come per la terra stessa, il corpo umano è composto mediamente dal 70% di acqua. Non è esagerato quindi dire che l’acqua è alla base della vita e della longevità. Dopo tutto, l’acqua costituisce l’82% del tuo sangue, il 75% dei tuoi muscoli, il 25% delle tue ossa e il 76% del tessuto del cervello.
Essere ben idratati non solo mantiene tutti i tuoi organi perfettamente in comunicazione, ma aiuta a mantenere bella la pelle, lubrificare le articolazioni e aumentare il livello di energia.
Si stima che più del 75% della popolazione non sia completamente idratata. La disidratazione cronica produce dolore e alcune malattie degenerative che possono essere prevenute aumentando il livello di acqua che si beve. Questa notizia da solo dovrebbe essere un incentivo a bere di più.

Il cuore del problema
In un recente episodio TV di medici, l’obbiettivo era l’acqua come elemento essenziale per la vita. L’acqua era citata come il segreto numero uno per vivere più a lungo, rimanendo giovani e perdendo peso.
Il rapporto tra disidratazione cronica e l’effetto sul cuore è stato studiato. E’ stato indicato che le persone che bevono meno di due bicchieri di acqua al giorno, sono considerati cronicamente disidratati e il loro rischio di infarto raddoppia rispetto a coloro che bevono 5 bicchieri di acqua al giorno.
Per i disidratati cronici il cuore può allargarsi del doppio la dimensione normale e batte più velocemente di un cuore sano e idratato. Il sangue può diventare molto denso. Tanto più viscoso è il sangue, tanto più difficile è la normale circolazione e si può quindi intasare tutto il sistema circolatorio.
Tra l’altro il rischio per la salute di chi non beve correttamente è pericoloso come fumare. E per coloro che usano abitualmente bibite o altro il rischio aumenta.

L’acqua è solo acqua?
Ci sono molte persone che pensano che l’acqua sia solo acqua, ma non è assolutamente così. In primo luogo la gente si sta accorgendo che l’acqua che ci è fornita dai sistemi idrici municipali è piena di migliaia di sostanze chimiche, tossine e sostanze inquinanti che causano cancro.
Secondo indagini recenti negli stati uniti ben 42 stati sono stati contaminati con più di 140 sostanze chimiche non regolari che non rispettano gli standard.

Miliardi di bottiglie vuote
Forse è per questo che le vendite di acqua in bottiglia sono aumentate divenendo un industria da 11.000 miliardi di dollari in America. Ma i regolamenti in materia di acqua in bottiglia hanno lasciato passare il fatto che oltre il 30% di tutte le costosissime acque in bottiglia, in realtà sono solo acqua del rubinetto filtrata. Senza considerare il fatto che i prodotti della plastica a contatto con l’acqua la rendono acida.
L’acqua in bottiglia non è la risposta a questa crisi idrica che sta avanzando in tutto il pianeta. Soprattutto considerando i danni ambientali causati dallo smaltimento di 150 miliardi di bottiglie e di plastica ogni anno. In effetti ogni ora 2,5 milioni di bottiglie vengono gettate via nelle nostre discariche o in quelle di paesi in via di sviluppo come l’india.

Una soluzione intelligente e salutareCoral Mine
Come si può essere certi quindi di poter avere accesso ad una sana e pura acqua potabile? Per fortuna ora c’è la possibilità di scegliere il meglio per noi e per i nostri figli. Coral Club International, distribuisce corallo fossile prelevato nell’isola di Okinawa in Giappone che trasformerà la tua acqua del rubinetto che contiene cloro e agenti contaminanti in una deliziosa, purificata, sana acqua alcalina potabile e anti ossidante.
Le bustine di Coral-Mine filtrano gli agenti inquinanti e le sostanze chimiche nocive come il cloro dal vostro rubinetto.
La ricerca dimostra che bere acqua alcalina ha benefici per la salute molto elevati, il principale dei quali è un altissimo effetto anti ossidante. Lo ione negativo idrossile (OH-) è un potente antiossidante ed è simile all’acqua che beve la popolazione degli Hunza che proviene dagli alti ghiacciai.
Se vuoi ristabilire i valori alcalini ottimali, Coral-Mine è la risposta vincente che stai cercando.

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Bere o Non Bere Acqua Imbottigliata?

In Italia il 33% dei cittadini non si fida di bere l’acqua di rubinetto.
I dati Istat dimostrano che la maggior parte delle persone piuttosto che aprire il rubinetto per riempire il bicchiere sono disposte ad acquistare pesanti confezioni d’acqua al supermercato, ritenendola erroneamente più buona ma soprattutto più sicura. Nemmeno la grande differenza di costo riesce a cambiare questa abitudine: se un litro di acqua del rubinetto lo paghiamo in media appena 0,5 millesimi di euro al litro, una bottiglia di acqua costa circa 1.000 volte di più.

Il consumo procapite annuo di acqua in bottiglia degli italiani si aggira intorno ai 200 litri, rendendo l’Italia il primo paese in Europa per consumi di acque imbottigliate, battuto solo da Emirati Arabi e Messico.
Il volume di affari del settore in Italia nel 2007 (192 fonti e 321 marche) ha raggiunto la cifra ragguardevole di 2,25 miliardi di euro, a fronte di canoni di concessione a dir poco irrisori pagati dalle società imbottigliatrici alle Regioni.

Non esistendo una legge nazionale, ciascuna amministrazione regionale decide come meglio crede e i canoni risultano estremamente variabili, non solo nel costo ma anche nei criteri di definizione. E il quadro che emerge somiglia molto ad una lotteria, dove però vincono sempre gli imbottigliatori.

L’assenza di una regolamentazione dei canoni di concessione, che tenga conto dei costi connessi all’attività di prelievo, imbottigliamento e vendita dell’acqua minerale, ha come conseguenza una assoluta mancanza di uniformità tra regione e regione. Il canone corrisposto alle Regioni ad oggi è insufficiente affinché queste ultime riescano a ricoprire anche solo le spese per la gestione amministrativa, per la manutenzione e la sorveglianza delle aree dove insistono le sorgenti, senza considerare quanto viene speso per smaltire le numerose bottiglie in plastica derivanti dal consumo di acque minerali, che sfuggono alle raccolte differenziate.

Insomma, continua a regnare il caos in materia, nonostante le indicazioni del “Documento di indirizzo delle Regioni italiane in materia di acque minerali naturali e di sorgente” approvato il 16 novembre 2006 dalla Conferenza delle Regioni. Tale documento prevede dei valori minimi e massimi in cui devono rientrare i costi delle concessioni in base ai litri imbottigliati o agli ettari, e la determinazione del canone anche in base ai principi di tutela e valorizzazione della risorsa idrica, oltre che in considerazione dell’impatto delle attività di prelievo e imbottigliamento dell’acqua sul territorio.

A ormai 2 anni e mezzo dall’approvazione di quel documento il quadro non è cambiato di molto: le tariffe e le modalità per definire il canone continuano ad essere diverse tra Regione e Regione e spesso inaccettabili. Unica cosa in comune è che si tratta di canoni assolutamente irrisori se paragonati al grosso volume di affari legato all’acqua in bottiglia. Facendo il rapporto tra il contributo incassato dalla Regione e il totale dei litri imbottigliati emerge come il costo dell’acqua sul prezzo finale di una bottiglia da un litro costituisca una cifra davvero insignificante.

Solo per fare un esempio, in Veneto, dove è previsto il canone per metro cubo più alto del Paese, il costo per le società imbottigliatrici su ciascun litro di acqua corrisponde ad appena lo 0,6% del prezzo finale che paghiamo noi consumatori al momento dell’acquisto. Il resto se ne va per le spese di imballaggio (pari al 60% del costo finale dell’acqua minerale!), di trasporto, costo del lavoro, pubblicità e altro che costituiscono oltre il 90% del prezzo finale della bottiglia. In base a questi dati, quando andiamo a comprare l’acqua minerale per assurdo non paghiamo tanto l’acqua quanto ciò che le sta attorno.

E ancora, è assurdo pensare che la stessa risorsa idrica costi in Puglia solo 1 euro per ciascun ettaro di concessione, indipendentemente da quanto ne viene prelevata, e in Veneto 3 euro ogni mille litri imbottigliati, oltre a 587 euro circa per ciascun ettaro, ovvero 570 volte in più rispetto alla Puglia, dove fra l’altro la risorsa idrica disponibile è senz’altro molto minore e di conseguenza dovrebbe essere anche molto più preziosa.

Legambiente e Altreconomia chiedono quindi a tutte le Regioni italiane inadempienti l’immediato adeguamento della normativa regionale ai canoni previsti dal documento di indirizzo del 2006.

Ad oggi solo alcune Regioni hanno approvato recentemente delle leggi che hanno adeguato la precedente normativa (Toscana, Valle d’Aosta), altre sono in fase di redazione o approvazione di una legge specifica (Trento, Friuli Venezia Giulia). Certe Regioni hanno previsto un sistema di premialità per chi imbottiglia in vetro anziché in plastica (Lazio, Marche, Toscana, Campania, Veneto).

Come si potrebbe evitare tutto questo marasma? Riducendo il consumo di acque minerali, che nel nostro Paese ha raggiunto livelli da record per niente invidiabili, e ricominciando a bere l’acqua di rubinetto, con evidenti vantaggi ambientali e con conseguente risparmio a beneficio per l’intera collettività.

Un italiano su 3 non si fida di bere l’acqua che arriva direttamente nella propria casa. Recuperare la fiducia delle famiglie italiane nell’acqua di rubinetto è oggi una priorità.

Infatti, l’acqua di rubinetto subisce controlli costanti, deve rispondere a requisiti di qualità molto più severi rispetto all’acqua imbottigliata, arriva dentro casa molto più comodamente e a costi di gran lunga inferiori all’acqua che compriamo al supermercato. Naturalmente anche l’impatto ambientale dell’acqua di casa nostra è molto minore, se pensiamo che ancora oggi solo un terzo delle bottiglie di plastica viene raccolto in maniera differenziata e avviato al riciclaggio e i contenitori in vetro rappresentano solo il 19% del totale. La conseguenza dell’eccessivo utilizzo di plastica sta causando danni notevoli al nostro pianeta.

Per questi motivi Legambiente e Altreconomia continuano insieme la “battaglia di civiltà” per promuovere in tutta Italia, nelle case e nei pubblici esercizi, l’acqua del Sindaco. Perché è buona, economica, controllata e non inquina.

Infine, per rendere l’acqua più biodisponibile può essere trattata con Coral-Mine, combinata con una dieta sana, da un grande supporto all’organismo dimostrandosi una grande alleata nel mantenere il giusto apporto di MINERALI ALCALINI altamente biodisponibili.

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E’ meglio bere acqua povera o ricca di minerali?

Perché questa domanda?

Semplice, se visiti gli scaffali di un supermercato troverai acque minimamente mineralizzate (residuo fisso fino a 50 mg/l) oligominerali (da 51 a 500 mg/l) medio minerali (501 a 1500 mg/l) e ricche di sali minerali (oltre 1500 mg/l). Anche l’acqua del rubinetto può essere più o meno ricca di minerali, a seconda della zona di provenienza. La decisione di acquistare un tipo di acqua piuttosto che un altra viene spesso lasciata alla sensazione del gusto; c’è chi predilige una sensazione di leggerezza e quindi sceglierà un acqua con un residuo fisso basso.

Chi invece preferisce un acqua più “corposa” sceglierà un acqua con un residuo fisso maggiore. Coloro che non sono sensibili al gusto, probabilmente seguiranno l’influenza della pubblicità. Ma per i più attenti e sensibili, soprattutto coloro che devono decidere se optare per un sistema di filtrazione (micro filtrazione) piuttosto che un altro (osmosi inversa), la risposta è importante. Meglio scegliere un sistema che lascia tutti i minerali nell’acqua o uno che abbatte il residuo fisso lasciandone pochi? Esistono due correnti di pensiero al riguardo:

L’acqua deve contenere tutti i minerali presenti perchè l’organismo ha necessità di assimilarli.
L’acqua deve contenere pochi minerali perché nella forma in cui sono presenti vengono assorbiti in una minima quantità

Cosa dice la Scienza?

E’ interessante ciò che è stato scoperto da una delle più prestigiose università della Scandinavia (università di Lund) inclusa tra le cento migliori del mondo.

Esaminando i campioni di capelli di 90 donne, 47 provenivano da zone dove l’acqua potabile è acida (pH minore di 7). Le altre 43 provenivano da zone dove l’acqua è alcalina (pH maggiore di 7). Sono state messe a confronto le quantità di minerali presenti nell’acqua potabile di rubinetto delle donne con quelle presenti nei loro capelli. I ricercatori hanno riscontrato che le donne che bevono acqua alcalina hanno più alti livelli di calcio, molibdeno ferro e selenio. Questi minerali sono raccomandati per l’assunzione giornaliera proprio perché sono minerali alcalini. Le donne che bevono acqua acida avevano invece una più alta concentrazione di minerali come boro e bario, entrambi dannosi per la salute.

E’ stato anche notato che le donne che avevano bevuto l’acqua alcalina avevano quantità appropriate di minerali essenziali nella dieta proprio a causa dell’importanza della presenza di minerali nell’acqua. Un altro vantaggio nel bere acqua alcalina è stato osservato da questa constatazione: “Il rapporto di selenio / concentrazioni di mercurio è piu’ nei campioni di capelli ottenuto nel distretto alcalino (p minore di 0.001). Cio’ indica che questi soggetti possono avere una migliore protezione contro gli effetti tossici del mercurio”.

L’alcalinità è quindi una caratteristica che valorizza l’acqua (determinabile misurando il pH) perché permette una maggiore assimilazione dei minerali alcalini quindi maggiormente bio disponibili per l’organismo. Le acque acide e povere di minerali sono penalizzate da questo punto di vista ma con un semplice test è possibile rilevare in tempo reale sia il pH che il residuo fisso.

Essendo idratante e ALCALINA l’acqua trattata con Coral-Mine, combinata con una dieta sana, da un grande supporto all’organismo dimostrandosi una grande alleata nel mantenere il giusto apporto di MINERALI ALCALINI altamente biodisponibili.

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