IL POPOLO DEGLI HUNZA

Il paese degli Hunza è una valle ad alta quota nel nord del Pakistan.

La valle si trova  2700 m ed è circondata da alcune tra le più alte montagne del mondo nonché di ghiacciai vecchi di milioni d’anni.  Il Dr Coanda aveva precedentemente visitato cinque regioni simili al paese degli Hunza.

In queste cinque regioni le popolazioni locali bevevano l’acqua dei ghiacciai a pH 9-10 e seguivano delle diete alimentari diverse. La maggior parte attribuiva il loro stato di salute alla sola alimentazione, ma il Dr Coanda disse : -“Ho scoperto che la loro salute è dovuta all’acqua che bevono”. Quest’acqua ha delle proprietà anomale che non trovano alcun riscontro in altre parti del mondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Poi disse – “Patrick, certe persone credono che siamo quello che mangiamo, ma invece siamo quello che beviamo”.

Disse che l’acqua del paese degli Hunza presenta quelle che vengono chiamate  delle proprietà anomale.

A scuola ci vengono generalmente insegnate le proprietà specifiche dell’acqua. Vale a dire che questa congela a 0°C e che bolle a 100°C  quando si trova al  livello del mare, che possiede una viscosità specifica ed una tensione superficiale ed un indice di rifrazione ed altre proprietà ancora, ma non ci informano sulle importanti proprietà salutari dell’acqua il pH che DEVE essere al di sopra di pH 7,35 per essere acqua salubre !

E’ l’acqua viva che dona dona salute e vitalità al longevo popolo dei Hunza nel Himalaya e ad altre popolazioni note per la loro longevità, venne scoperta dal dott. Hemy Coanda, padre dell’ idrodinamica” e di più di 600 brevetti.

Per più di 60 anni egli tentò di crearla artificialmente, ma malgrado le sue eccezionali capacità, non vi riuscì.

All’età di 78 anni, passò il compito ad uno scienziato geniale, il diciottenne Patrick Flanagan (anche lui  nella foto). A soli 17 anni fu nominato dalla rivista Life come uno degli scienziati più promettenti d’America grazie alle sue scoperte (oggi ne ha a suo carico più di 200) che lo resero famoso già a soli 11 anni.

Il dott. Coanda pensò che se ci fosse stato qualcuno in grado di affrontare un compito così impegnativo, questi non avrebbe potuto essere altri che uno scienziato cosi promettente come il giovane Flanagan. Fu così che egli lo scelse come suo erede di ricerca.

Nei vent’anni che seguirono, il dott. Flanagan cercò inutilmente di assolvere al compito ricevuto. Vi riuscì finalmente un anno dopo (1984) assieme alla sua nuova collaboratrice e moglie, la dott. Gael Flanagan.

Furono però necessari ancora 10 anni di sforzi comuni per creare un prodotto come la Microidrina, un’acqua dalle eccezionali capacità curative. I lunghi anni di sforzi avevano finalmente dato i loro frutti.

Questa sembra la storia di un successo, ma che continua per decenni con ricerche infruttuose, che non portano certamente finanziamenti, ne gratifiche, ne prestigio scientifico e ancor meno un avanzamento sociale, deve avere una fede eccezionale…

Perciò la strada della creazione dell’acqua viva è in primo luogo la storia dell’entusiasmo e della dedizione di due grandi uomini: il dott. Hemy Coanda e il dott. Patrick Flanagan

Gli Hunza, la popolazione più longeva del mondo.

Tempo fa iniziai una ricerca sul popolo più longevo al mondo e scoprii dati molto interessanti.

E’ il popolo degli Hunza: questa popolazione non solo vive in media 130-140 anni ma non conosce neppure le nostre tanto temute patologie degenerative, il cancro, malattie del sistema nervoso, ecc..

 

 

 

 

 

 

 

 

Vivono al confine nord del Pakistan all’ interno di una valle sulla catena Himalayana e sono la popolazione in assoluto più longeva della terra.

La nostra élite medica si vanta di tenere in vita i nostri anziani fino agli 80 anni e oltre. Ebbene, gli Hunza, senza ricorrere ai prodigi della nostra scienza mendica, a cento anni sono vivi, incredibilmente attivi, lavorano ancora nei campi e curano i loro figli con estrema vivacità e vitalità. Le donne Hunza sono ancora prolifiche anche oltre i novant’anni. Chiaramente per riuscire a concepire a tale età, il loro fisico è ancora piuttosto giovanile e non ha nulla a che vedere con le nostre novantenni.

Gli strumenti indiscutibilmente più utili alla loro longevità paiono essere il lungo digiuno a cui sono sottoposti ogni anno, l’alimentazione vegetariana e l’acqua alcalina presente nelle loro terre.

Digiuno e prodotti vegetali

Gli Hunza vivono infatti dei frutti della natura e soffrono anche un lungo periodo di carestia nei mesi invernali. Adottano forzatamente quello che i naturopati definiscono “digiuno terapeutico”. L’altopiano su cui vivono, in Pakistan, è un luogo in gran parte inospitale e non dà raccolto sufficiente per alimentare i 10.000 abitanti Hunza per tutto l’anno.

Coltivano orzo frumento, miglio, grano saraceno e la verdura da orto: pomodori, cavoli, spinaci, rape, piselli e avevano numerosi gli alberi di noci e albicocche, ciliegie, more, pesche, pere e melograni. Fino a marzo però, quando matura l’orzo, digiunano anche per settimane intere (fino a due mesi in semi digiuno) per poter razionare i pochi viveri rimasti in attesa del primo raccolto.

Il bello è che questa “bizzarra” consuetudine, che secondo vecchi concetti di nutrizionismo porterebbe a debolezza, morte e distruzione, al contrario nel corso degli anni ha prodotto nella popolazione straordinarie capacità di vigore.

Un Hunza può andare camminare tranquillamente per 200 km a passo spedito senza mai fermarsi.

Le forti doti di resistenza sono conosciute in tutto l’oriente, tanto che nelle spedizioni Himalayane, sono assoldati come portatori.

Il digiuno nel mondo animale

Anche in molti animali il digiuno è una cosa normale per la sopravvivenza, nei periodi di carenza di prede. In autunno gli stambecchi, camosci e cervi mangiano molto di più per accumulare grasso per l’ inverno, che a causa dell’ altitudine dove vivono, non permette l’ approvvigionamento di cibo sufficiente. Il bello che i violenti scontri che i cervi hanno tra di loro per l’ accoppiamento e la successiva fecondazione avvengono proprio in pieno inverno, quindi praticamente a digiuno, che non compromette, anzi enfatizza le loro energie. Gli uccelli migratori mangiano a fine estate più del fabbisogno e quando partono verso i luoghi più caldi sono talmente grassi da pesare il doppio del normale. Ma durante la migrazione, che può arrivare anche a 5000 km, non si fermano mai e a fine corsa il loro perso ritorna normale. I lupi cacciano per giorni, ma poi possono restare per settimane senza mangiare e nello stesso tempo percorrono grandi distanze per procacciare altro cibo, vivendo con il solo grasso corporeo come del resto quasi tutti i predatori.

Anche i pesci digiunano, come per esempio il salmone, che nella sua famosa risalita del fiume non ingerisce nulla, nemmeno nel successivo periodo della posa delle uova. In sostanza il digiuno è una condizione che non è quindi nata da 10.000 anni, ma da milioni di anni della storia stessa dell’uomo/animali ed è per questo che apporta molti benefici.

Acqua alcalina

L’ultimo elemento fondamentale per la forza, e la longevità di questo popolo fu la composizione dell’ acqua. Dopo diversi studi emerse che l’acqua degli Hunza possedeva elevato pH (acqua alcalina), con notevole potere antiossidante ed elevato contenuto di minerali colloidali. Effettivamente come sperimentatore e ricercatore indipendente devo dire che digiunare con acqua alcalina è molto più semplice che digiunare con acqua di rubinetto o imbottigliata.

L’acidosi metabolica innescata dal digiuno prolungato viene infatti compensata e il pH rimane più stabile.

Per quanto riguarda l’alimentazione ho già spiegato che l’unico frutto a mantenere il pH umano stabile è la mela rossa; nel digiuno invece ci si può aiutare bevendo acqua alcalina, acqua con argilla verde ventilata, o facendo lavaggi interni/esterni con acqua e sale integrale.

Oggi il territorio degli Hunza è stato intaccato dalla società “evoluta” e anche lì sono arrivati cibi spazzatura, farina 0 impoverita, zucchero bianco, sale sbiancato chimicamente, ecc… e con loro le prime carie, le prime problematiche cardiovascolari, i primi problemi reumatici che l’Occidente evoluto conosce bene. In pochi sono riusciti a scampare da questo inquinamento “evolutivo” evitando ogni forma di contagio con usanze e abitudini percepite ad istinto come innaturali e dannose.

Conclusioni

Ragioniamo con calma e chiediamoci se hanno senso le classiche chiacchiere da bar che sentiamo comunemente: “Aveva 80 anni, per lo meno ha vissuto a lungo e ora ha smesso di soffrire”…

  • “Ormai ho 35 anni, mi devo sbrigare se voglio avere un bambino”…
  • “Ho superato i 40 anni, devo stare attento a non esagerare con l’attività fisica”…
  • “Ho 30 anni, ho le ginocchia a pezzi, dovrò smettere di giocare a pallone”, ecc…
  • “Signora, a 60 anni è normale pensare ad una dentiera” ……….
  • Esiste veramente un orologio biologico incontrovertibile nell’uomo o sono gli stili di vita errati ad accelerare il corso delle lancette ?
  • Hanno senso le ansie di alcune donne che toccati i 30 anni iniziano già a temere di non riuscire ad avere figli “in tempo” ?
  • E’ veramente fisiologico avere ad una certa età menopausa, andropausa, osteoporosi, artrosi, demenza senile …. ?
  • E’ normale lo scatenarsi di così tante patologie senili, cronico-degenerative, o al sistema nervoso ?
  • Ciò che è normale in una società malata potrebbe essere contro natura o senza senso per un popolo consapevole.

By Andrea Conti – Dottore in Fisioterapia – Università degli Studi di Roma

Cosa sono la Bioelettronica e il Terreno biologico?

Con la parola BioElettronica si intendono generalmente tutte le apparecchiature elettroniche utilizzate per qualsiasi analisi, test su elementi e/o parti del corpo, (es. BTA/BEV Vincent, EAV, Vega, Mora, Mineralogramma, oppure l’esame delle urine chiamato Tumtu,  ecc.) ma in particolare la tecnica descritta qui di seguito, è chiamata “BioElettronica Vincent” o BEV/BTA, BTA, BCA, QFA, (Biological Terrain Analysis, BioCellular Analysis – Quantitative Fluid Analysis).
Questa tecnica di analisi è poco conosciuta e poco applicata in Italia, mentre in altri paesi essa è rientrata nella disciplina mutuabile e riconosciuta come una tecnica sanitaria che ha un fondamento certo e scientifico.

La BEV o BTA è la scienza che misura oggettivamente, con apparecchiature elettroniche, qualsiasi soluzione liquida o resa liquida con aggiunta di acqua distillata; nel caso dell’uomo essa misura il “Terreno”, le acque corporee, di conseguenza si analizzano sangue, urina, saliva. In queste analisi si controlla e si utilizzano solo i valori bio elettronici e non quelli chimici del Terreno che ne sono un derivato.
I dati che si ottengono sono i parametri elettro magnetici del “Terreno” analizzato; infatti essa propone parametri completi e sufficienti per definire un Terreno biologico.

NOZIONE DI TERRENO
È noto che in ogni laboratorio biochimico, per far proliferare un dato microbo, si preparano colture adatte alla sua sopravvivenza. Solo in un ambiente, che chiameremo “terreno adatto”, potremo ottenere la proliferazione del microbo.
Il “terreno biologico”, comunemente detto “terreno”, è l’insieme dei fattori e delle condizioni che caratterizzano un determinato organismo in un certo momento. Pasteur stesso dopo aver speso una vita studiando la microbiologia, prima di morire disse ad un suo assistente: “Claude Bernard aveva ragione, il terreno è tutto, il microbo è nulla”. Pertanto un individuo che ha un “buon terreno” non lascia spazio alla malattia; è quindi il terreno che dobbiamo considerare e non gli eventuali aggressori (microbi, virus, ecc.).
A questo proposito va ricordato che durante tutte le gravi epidemie del passato non tutta la popolazione veniva colpita, ed erano proprio coloro rimasti sani a prestare le cure ai malati. Essi, pur essendo a stretto contatto con i malati, non contraevano la malattia. Coloro che restavano sani avevano infatti un buon terreno e perciò non adatto all’insediamento di quel dato agente patogeno.
È solo quando un agente patogeno trova il terreno adatto che si genera una “malattia”. Quando, parlando bioelettronicamente, il terreno è nei giusti valori, nei valori relativi alla Perfetta Salute (PS), gli agenti patogeni non possono fare alcun danno. Da quanto esposto appare evidente come tutti i vaccini NON servano a nulla, anzi possono essere dannosi per la salute.
Il concetto di “terreno,” non solo presenta un grande interesse nel campo della biologia, ma anche in quello relativo alla ricerca scientifica ed al controllo dell’efficacia o dannosità degli alimenti e dei prodotti farmacologici. Questo perché l’analisi del terreno biologico permette un approccio veramente scientifico nella prevenzione e cura delle malattie. Appare infatti evidente quanto sia valido conoscere in anticipo la situazione organica e se esistono compatibilità o meno fra il paziente, la sua dieta e gli eventuali medicamenti.

Sappiamo che in un corpo umano, circa 60 trilioni di cellule immerse in un liquido chiamato acqua nascono, si riproducono, funzionano, trasmettono, ricevono informazioni e muoiono obbedendo alle leggi dell’ Elettro magnetismo, si comportano in pratica come oscillatori elettromagnetici e cio’ vale per tutti i tessuti viventi.
Esistono valori elettronici insindacabili oltre o sotto i quali la vita è impossibile; limiti piuttosto ristretti entro i quali possono manifestarsi i delicati metabolismi della vita, esempio: pH non sup. a 9,40 e non inf. a 6,40; rH non sup. a 36 millivolts e non inf. a 16; ro’ non sup. a 400 ohms e non inf. a 90.
Le “pile cellulari” ovvero le cellule intossicate invecchiano, si ossidano, si demineralizzano degradando e perdendo liquidi, degradando così tutto il sistema energetico.
Compito principale della BEV, BTA, è quantificare e qualificare le energie elettromagnetiche che si manifestano ed operano in un determinato “Terreno”.

Fondamentale ricordare che la materia viva si distingue da quella inerte per il suo potenziale elettronico (ORP – Potenziale Ossido/Riduttivo);
L’ORP dell’acqua inerte (quella imbottigliata) è di circa + 300 mV; quella del succo di carota (coltura non organica) è di – 30mV; del succo di carota fresca di coltura organica è di – 150mV; del succo di grano giovane è di – 250mV;
L’ acqua naturale degli Hunza (popolazione che beve l’acqua che scende dai ghiacciai dell’Himalaia) arriva fino a -350 mV.
Più l’acqua ha un potenziale negativo, più è ricca di elettroni e la tensione superficiale delle sue molecole si abbassa; il sangue umano ha, per esempio, una tensione superficiale di 45 dyn/cm (misura ottenuta con un zetametro).
Più un organismo e’ complesso e più sono necessarie riserve di elettroni (emanati anche dai mitocondri, quando funzionano a dovere) e di protoni (gli acidi sono “dispensatori di protoni”, secondo quanto ha affermato nel 1923 Broenstedt).
Al contrario le sostanze basiche sono “protoni riceventi”.
Un aumento di protoni fa calare il valore del pH; un calo di protoni aumenta il valore del pH. ) per poter svolgere tutte le complesse funzioni cellulari, organiche, dell’organismo stesso; inestimabile il numero (quantitativo) delle reazioni bioelettriche per ogni istante che avvengono in relazione fra di esse, negli organismi complessi.

Ecco qualche cenno storico.
Nel 1925, Charles Laville, noto maggiore della Scuola superiore di Elettricità di Parigi, scriveva nella sua pubblicazione: “l’Elettrodinamica del muscolo”, che questi si comportano come condensatori e fondava la teoria del funzionamento elettrico della cellula, teoria che fu ripresa più tardi dal fondatore della Bio Elettronica, il prof. L.C. Vincent.
La teoria di Laville fu molto combattuta, ma 25 anni dopo fu ripresa da diversi laboratori di ricerca tra i quali il laboratorio di Fisiologia della Sorbona a Parigi, che dimostrarono con maggiore chiarezza che le funzioni della cellula erano di ordine elettro magnetico.
Dal 1941 al 1943, G. Stromberg, alla Fondazione Carnegie (USA) effettuo’ delle rilevazioni di correnti, mettendo in evidenza la produzione di campi elettro magnetici da parte degli esseri viventi, che spariscono alla loro morte.
Attorno al 1943 F. Vless, professore all’Università di Strasburgo, con i suoi collaboratori, hanno studiato le variazioni del pH e dello rH sanguigno in diverse malattie, scoprendone l’interesse diagnostico in medicina.
Fin dal 1948 il prof. L.C. Vincent (francese), pur ignorando i lavori di Vless aggiunse al pH, rH, lo ro’ cioè la resistività ed elaboro’ questa tecnica “Bio Elettronica” su basi scientifiche completamente nuove, facendo intervenire esclusivamente questi 3 fattori elettromagnetici necessari e sufficienti per caratterizzare esattamente una soluzione ed in seguito ogni stato organico o biologico nei quali l’acqua rappresenta la parte più importante.

Il Prof. L.C. Vincent dovendosi occupare di acqua potabile e problemi idrici, ha riconsiderato negli anni ‘50 i meccanismi biologico fisici che sono legati all’acqua, mettendo in evidenza le caratteristiche e le costanti più importanti.
Sappiamo che essa è composta da Idrogeno ed Ossigeno, ma è molto meno noto che l’acqua è sempre acida od alcalina; l’equilibrio chimico è instabile; gli atomi che la compongono hanno strani rapporti geometrici fra di loro; che ha del magnetismo e caratteristiche elettriche, quindi essa è sensibile ai campi elettro magnetici (terrestri, lunari, solari, cosmici) e chissà con quanti altri fattori essa interagisce.

Nel 1953 il prof. J.Kemeny, vice rettore dell’Università e prof. di Biologia/Matematica del politecnico di Budapest, ha dimostrato che ogni Terreno Biologico, puo’ essere rappresentato, totalmente e veramente, da 3 unici fattori (vedi il suo trattato: “Contribuzione alla spiegazione fisico matematica della capacità di reazione degli organismi viventi”), pur ignorando anch’egli i lavori del prof. Vincent.
Nel 1962 al primo Congresso Internazionale di Elettronica Medicale tenuto a Parigi al palazzo dell’Unesco, dopo l’esposto del prof. Vincent sulla Bio Elettronica, questa fu subito contestata nei suoi principi, prima da un prof. Americano ed in seguito da un’Inglese. Il prof. Kemeny, presente al convegno, comunico’ i risultati delle proprie ricerche in Biologia/Matematica, pubblicati nel 1953.
In opposizione ai suoi relatori precedenti che contestavano la relazione del prof. Vincent, confermo’ il valore rappresentativo e perfetto dei 3 Fattori della Bio Elettronica.
Quindi da circa 50 anni circa abbiamo a disposizione una “mappa Bio Elettronica” che ci permette di “posizionare” il Terreno analizzato.

La stessa NASA, (Ente Spaziale Americano) utilizza oggi la Bio Elettronica per l’analisi in diretta delle urine degli astronauti.
Solo recentemente questa tecnica è stata più perfezionata e reintitolata: BTA (Biological Terrain Assessment), cioè Analisi Biologica del Terreno da parte del dott. Hanns Jurgen Roll.

E’ da dare comunque atto al francese Prof. Vincent, vero padre della Bio elettronica, di aver precorso i tempi della medicina, fornendo scientificamente le prove della veridicità della “Nozione di Terreno”, tanto cara alla Medicina Biologico Naturale.
La vita sulla Terra è possibile in quanto tutti gli esseri viventi che abitano in essa possiedono certe e precise  caratteristiche, es. quella di “funzionare” in un certo modo, con un tipo di “carburante” particolare ecc., perché essi sono immersi in un tipo di “Terreno-Matrice”, l’ambiente terrestre, che essendo di un certo tipo, cioè “preparato” in un certo modo, abbisogna che i viventi che vi si sono insediati, abbiano quelle caratteristiche indispensabili e reagenti solo in quel tipo di Terreno od ambiente terrestre.

Ovviamente ogni individuo vivente che abita sul pianeta Terra, è esso stesso composto da un proprio specifico Terreno, matriciale, unico interdipendente e strettamente correlato con l’ambiente esterno per ogni minima sua variazione.
Questo Terreno è definibile come l’insieme dei liquidi che compongono la sua struttura.
In questa dimensione e sopra tutto in questo pianeta, tutto reagisce ed agisce per mezzo dell’alternanza della luce/tenebre, e negli esseri viventi, per mezzo dello scambio di elettroni/positroni fra l’ambiente interno corporeo e quello esterno dell’abitat terrestre.
Anche nel nostro organismo vengono “creati ed emessi” elettroni; cio’ avviene sopra tutto nei mitocondri all’interno di ogni cellula e questi sono le vere fabbriche di energia, che emettono anche elettroni.

E’ noto che in agricoltura Biologica, si inizia prima di seminare, ad esaminare con apposite apparecchiature, la struttura bio elettronico chimica del Terreno della coltura da preparare per la semina.
Si eseguono vari e diversi “carotaggi” in modo da conoscere analizzando le sostanze contenute nel Terreno per comprendere quale sia la sua “posizione” rispetto ai valori acido/basici, conosciuti i quali, sapremo quali sementi inserire in quel tipo di Terreno per ottenere una ottimizzazione del raccolto.

Il principio di analisi Bio elettronica del corpo umano od animale è basato sugli stessi principi: ritrovare le coordinate elettroniche del Terreno matriciale (in questo caso: i liquidi del corpo – specificatamente, sangue, saliva, urina) in modo da comprendere quali malattie si possano insediare nel futuro e/o quali sono già insediate, se i parametri sono alterati rispetto alla P.S. (Perfetta Salute).

Conoscere il Terreno o Matrice permette anche di individuare una sana e corretta alimentazione che permetterà di rioridinare nei giusti rapporti quei valori alterati, per mantenersi sempre nelle “coordinate della Vita” sana.
Ricordiamo che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell’organismo.

Il francese Voltaire affermo’: “la medicina attuale è una scienza che introduce qualche cosa che non conosce (i farmaci ed i vaccini), in qualcos’altro che conosce ancora meno (l’organismo umano).

E’ notorio che in agricoltura le piogge acide comportano la morte delle piante vegetali; ugualmente nel corpo umano, il disordine fra i giusti rapporti acido/basici dei liquidi corporei determina, patologie che inevitabilmente portano alla morte, attraverso la sofferenza ed un ampio spettro di patologie le più disparate.
Anche le reazioni di trasmissioni di elettroni attivanti il lavoro biologico dell’organismo, devono essere mantenute per mezzo di un potenziale elettronico definito “potenziale RedOx”.
Tutti sanno cosa è l’acidità: l’aceto, il liquido delle batterie, l’acido per sturare i lavandini, ecc.; tutti questi sono acidi a causa di atomi liberi di idrogeno, che “mangiano” o partono all’attacco di altri atomi dal legame più debole per unirsi a loro in modo più stabile.
Nell’acqua vi sono tanti atomi di idrogeno “affamati” ed altri atomi “soddisfatti” da un legame stabile e durevole.

In Bio elettronica si misurano quindi il pH, valore che esprime l’intensità acida o basica di un certo campione.
Lo rH, che è il valore che esprime l’attività ossidante o riducente di un campione.
Lo ro’ o resistività, (conducibilità elettrica) che è un parametro globale che esprime la concentrazione di ioni di una certa soluzione.
Con l’analisi di questi 3 fattori otteniamo 9 valori che sono le vere coordinate biologiche del Terreno/matrice, che ci informano sull’orientamento delle condizioni di salute del soggetto in esame.
Possiamo dire in altre parole che queste coordinate sono l’espressione elettro-chimica del Terreno organico in quel momento; successive misurazioni sullo stesso soggetto, permetteranno di ottenere una “curva” teorica sulle condizioni di salute in relazione all’età.
Questa tecnica di analisi, ripetibile e comparabile, permette anche di sorvegliare l’andamento del soggetto sottoposto alle varie terapie, controllandone l’efficacia, essa colloca quindi la Bio elettronica fra le tecniche migliori per la medicina in tutte le sue espressioni.

La BTA/BEV, puo’ essere usata utilmente in Agricoltura, in Veterinaria, in Batteriologia, Ecologia, Acque potabili e di Scarico ecc. nell’Alimentazione, in Erboristeria, Omeopatia ecc.
NON ESISTE CAMPO NEL QUALE le tecniche BIO ELETTRONICHE NON SIANO UTILI !
Ad integrazione della tecnica BTA/BEV, è sempre utile ricordare per le diagnosi mediche, anche la Kinesiologia applicata, Mineralogramma, oppure l’esame delle urine chiamato Tumtu, Cancerometria di Vernes ed altre qui non menzionate, le quali permettono di conoscere più approfonditamente le possibili reattività degli organismi analizzati, alle terapie da effettuare od ai prodotti da somministrare.

PRINCIPI BIO ELETTRONICI di RIEQUILIBRIO TERAPEUTICO
La Bio Elettronica BTA/BEV, definendo scientificamente un “Terreno Biologico”, permette di effettuare e seguire il riordino dei rapporti elettronici, di questo Terreno e di calcolare il “quantum” riequilibrante.
Essa costituisce con le altre tecniche una vera guida razionale terapeutica e farmacologica nell’ applicazione del principio di guarigione per mezzo dei “contrari”, considerati in rapporto al Terreno ideale della Perfetta Salute (PS).
Rimane comunque un fatto che anche questa tecnica avrà sicura e maggior efficacia se la si integra con la Dottrina Termica, la Kinesiologia ecc., e dalla Medicina Biologica in genere, per ottenere guarigioni certe e nel più breve tempo possibile, rimuovendo le profonde concause fisiologiche e quelle Spirituali dovute al vivere nell’incoerenza la propria vita, cause e concause sempre presenti in ogni malato e questo per ogni tipo di malanno o malattia.
Ogni altro Terreno è teoricamente più o meno patologico, anche se il soggetto non manifesta nessun sintomo apparente, per cui si puo’ ben dire facilmente che ogni “ben portante” è un malato che si “ignora”, in quanto la malattia presto o tardi si manifesterà.
Per cui ogni stato misurato si rivelerà in rapporto al Terreno ideale della P.S. (Perfetta Salute) in questi modi:
– Più Acido o più Alcalino
– Più Ossidato o più Ridotto
– Con ro’ più Elevato o più Debole
Quest’ultimo caso è il più grave, in quanto fattore essenziale di vecchiaia per intossicazione elettrolitica, la quale porta inevitabilmente a dei terreni tamponati e di fatto praticamente irreversibili.
Tutta la Medicina Biologica è impostata al riequilibro iono termico, la disintossicazione dell’organismo anche con le applicazioni esterne ed interne di idroterapia, fango terapia ecc., con alimentazione appropriata ed integrata con prodotti adatti al caso specifico.
Con la Bio Elettronica BTA/BEV siamo certi che la Medicina Biologica o Naturale aveva ed ha ragione nell’agire in questo modo. Vediamo il perché: ogni organismo ha più o meno la possibilità, il potere di poter fissare, più o meno l’ossigeno; questo potere dipende direttamente, dal suo stato “ridotto” od “ossidato”.
Se un organismo è già ossidato, cioè sprovvisto di elettroni, non potrà captare l’ossigeno in quanto quest’ultimo non potrà captare elettroni.
Questo è il caso per esempio degli asmatici, tubercolosici, il cui sangue venoso presenta valori bio elettronici pari a: rH = 26 (asmatici), 28 (tubercolosici); ovviamente cio’ non consente più una sufficiente e normale ossidazione.
Sappiamo comunque che se questi ammalati vengono inviati in alta montagna, dove l’aria è più PURA e povera di molecole ossidanti e meno carica di ossigeno, ma con un migliore ordine fra i rapporti elettronici; il rapporto fra elettroni negativi e quelli positivi (positroni) dovrebbe essere rispettivamente, 12 a 10; essi respireranno molto meglio ed avranno sollievo alle loro sofferenze, disossidandosi.
In ultima analisi, tutto questo meccanismo dipende esclusivamente dalla differenza di potenziale elettronico esistente tra: Il sangue venoso dell’organismo captante e quello dell’ambiente dal quale è prelevato l’ossigeno.
Questa puntualizzazione permette di capire meglio le possibilità di rianimazione, in funzione dell’età degli organismi: Prima della nascita (nella placenta): sangue “molto ridotto”; gli organismi si sviluppano come i pesci, estraggono l’ossigeno necessario dal metabolismo fetale e dal liquido nel quale sono immersi; essi non utilizzano O2 libero, che è un ossidante.
Dalla nascita fino ai 3 anni: sangue “ridotto”, gli organismi sono perfetti captatori di ossigeno, anche in luogo poco ossigenato; tutte le rianimazioni sono facili, possono sopravvivere 1 ora nell’acqua, senza lesioni cerebrali, cardiache o polmonari.
Per contro, su questi organismi ogni cura prolungata di ossigeno libero conduce a lesioni cerebrali, bambini disadattati, sordi, ciechi, “fabbricati” sui nati prematuri.
Grave problema in tutte le “maternità” con l’abitudine alle tende ad ossigeno per i neonati prematuri !
Infatti sappiamo che l’ossigeno è un gas altamente reattivo; esso si combina rapidamente con altre molecole per formare nuovi composti chimici e nel mondo inorganico questa reazione è inesorabile e irreversibile, finché vi è ossigeno.
Quando una sostanza si combina con l’ossigeno si dice “ossidata”; le sostanze con alto contenuto di idrogeno si dicono “ridotte”; la materia organica è una di queste, quindi TUTTE le cose viventi sono i prodotti finali della RIDUZIONE. Tuttavia noi viviamo in un’atmosfera con prevalenza di ossigeno; in senso reale noi sulla terra viviamo in un gas ossidante, velenoso.
Dai 3 anni in su: sangue sempre meno ridotto, con l’età, sempre più “ossidato”, cioè sempre meno carico di Elettroni. Vita sempre più “lenta” e sempre più difficile.
Deterioramento con l’età degli organi in modo sempre più rapido, in particolare modo le lesioni cerebrali ecc. Sensibilità sempre più acuta agli effetti del calore o del freddo, dell’acqua o dell’aria.
Il caldo aumenta la perdita di Elettroni, rende la rianimazione quasi impossibile e conduce a delle lesioni organiche definitive.
Il freddo, produce effetti contrari, in quanto conserva gli Elettroni; ecco perché in Medicina Biologica o Naturale da sempre si è detto di effettuare le abluzioni ed i bagni freddi per qualsiasi patologia, ovviamente controllando a seconda del caso il tempo di contatto con il freddo.
Anche questa tecnica conferma che ogni malattia è un’alterazione Informazionale, Nutrizionale, microbica e con disordini dei fattori vitali, minerali, vitamine, enzimi, ecc., che genera inevitabilmente processi di ossidazione, intossicazione quindi malattia e morte.

RIPRISTINO dei GIUSTI RAPPORTI del pH,  e dello rH 
Tenendo conto dei dati rilevati in rapporto alla P.S. (Perfetta Salute) il riordino di questi 2 importanti Fattori dovrà essere effettuato seguendo le seguenti indicazioni, (oltre ad utilizzare anche le altre tecniche della Medicina Biologica): Agiremo attraverso le vie orali per ottenere il passaggio del Terreno da Acido verso il Basico o viceversa, con gli opportuni tamponi.
Per il passaggio dal Terreno ossidato a quello ridotto, oltre all’utilizzo delle vie orali ed all’idroterapia con acqua fredda, dobbiamo utilizzare apparecchiature Bio elettroniche tipo l’Equilibratore Ionico.
1 – Acidi riduttori, per riordinare i terreni alcalino ossidati, che attualmente sono i più frequenti nel mondo occidentale e cioè:
Tutte le vitamine, essenzialmente quelle del gruppo B, con verifica delle loro potenzialità reali misurate con il Bio elettrometro (con pH 3 a 5 – rH 15 e meno).
Tutti gli estratti di piante che risponderanno con analisi bio elettroniche ai valori suddetti.
Tutte le diluizioni di acidi riduttori autorizzati, con le stesse caratteristiche Bio elettroniche.
Alimentazione acida: limone, aceto di sidro (aceto di mele), sidro, aceto di vino rosso, vino rosso annacquato (1/4/ di vino 3/4 di acqua), alghe, Coenzima Q10, prodotti contenenti Selenio-Vitamine EAC, il siero del vero yogurt fatto in casa e non quelli industriali; miele naturale, pappa reale, polline dei fiori, cloruro di Magnesio, pane nero, pane al germe di grano, gallette di grano saraceno, vini bianchi spumanti, secchi e champagne, frutta acida non trattata con prodotti chimici per la conservazione ecc.
Il Riordino ionico si ottiene attraverso le tecniche della Medicina Biologica abbinato e con apparecchiature Bio elettroniche.
L’Ascorbato di Potassio, il Gardenal (pH 4,5 – rH 11) sono dei potenti riduttori per condurre verso un Terreno acido, ridotto; è per questo che molti li chiamano dei rimedi universali contro le malattie della “civilizzazione” quelle Alcaline, Ossidate.
2 – Degli Alcalini ossidanti, per riequilibrare i terreni acidi e ridotti, che comunque sono assai rari, sempre con controllo Bio elettronico. Sali di Sodio e di Magnesio (Bicarbonati), Borati.
3 – Acidi Ossidanti per riordinare i terreni Alcalini e Ridotti: Essenza di Menta, Chinino, soluzione da Codex, a base di Iodio (uso interno). Acetati e Fluoborati.
4 – Alcalino Riduttori per riordinare i terreni Acidi e Ossidati: La serie dei Sulfiti autorizzati da Codex.
Il riordino Ionico ripristina la regolare funzionalità osmotico cellulare e di conseguenza la Salute ritorna facilmente.

RIORDINO dei GIUSTI RAPPORTI della RESISTIVITA’: ro’
Questo riordino è da prevedersi per TUTTI i TIPI di Terreno.
Utilizzeremo le vie orali per ottenere il passaggio del Terreno da Acido verso il Basico o viceversa e per il passaggio dal Terreno Ossidato a quello Ridotto, attraverso l’alimentazione (di tipo biodinamico), appositi integratori micro diete + alghe + germogli  – vedi  Protocollo della Salute – ed acque particolari.
Indispensabile comunque sarà il ricorso anche alle tecniche insegnate dalle Medicine Biologico Naturali.
In TUTTI i casi bere la propria urina per un certo periodo, aiuterà la pulizia e la disintossicazione dell’organismo.
1 – Lo ro’ è troppo elevato cioè superiore a 250. Questo è il caso più semplice ma anche il più raro. Stato molto Alcalino e molto Ossidato tipico dei casi pre -Trombosici. Nefriti croniche edematose, qualche Nevrosi, ma sopra tutto le Epilessie.
2 – Lo ro’ è troppo basso. Questo è il caso più frequente oggi giorno, per non dire il caso universale in tutte le popolazioni “civilizzate e moderne”.
Il solo metodo è la dieta a base di ACQUA PURA (a basso tenore di minerali) e non il regime alimentare senza sale.
Sono da controllarsi le urine con il Bio Elettrometro. Ogni volta che in queste lo ro’ sarà superiore a 50, si tratterà sempre di insufficiente eliminazione degli elettroliti che in questo caso si trovano conservati nei tessuti e nel sangue.
Nessun miglioramento (aumento) dello ro’ sanguigno, sopra tutto nei casi di Cancro potrà essere sperato, prima che si riscontri un abbassamento di quello delle urine.
In questo caso ci si troverà in presenza di disfunzioni renali con perturbazioni dell’elettro/osmosi dei Nefroni, i quali ritorneranno nella loro normale funzionalità, solamente con una cura a base di Acqua Pura prolungata nel tempo, con aiuto di tisane diuretiche e con tecniche idroterapiche opportune.
Nella ultima fase del Cancro, quella precedente la morte, le urine divengono sempre più acide e ridotte con alta resistivita (ro’) cio’ apporta un aumento della alcalinità e dell’ossidazione del sangue, con abbassamento ultima del suo ro’, fin e sotto a 100.
Si puo’ dire che il tentativo di aumentare lo ro’ del sangue e contemporaneamente l’abbassamento del ro’ delle urine, corrisponde ad una lunga battaglia fatta di pazienza e di perseveranza da iniziare e da seguire da parte del paziente e del tecnico/medico, ovviamente tenendo il tutto sotto controllo con apparecchiature Bio elettroniche.
Una volta ritornati sui normali valori di ro’, possiamo affermare che il riordino del Terreno sarà rapidamente acquisito sugli altri piani pH e rH, con l’aiuto dei diversi procedimenti descritti.

Ricordiamo che negli esseri umani, per esempio il pH del sangue deve rimanere costante attorno a pH 7.4, altrimenti la morte puo’ sopraggiungere. Cosi come il pH dei liquidi del corpo i quali, per mantenere la buona salute, DEVONO rimanere leggermente basici ! (vedi 1) + (2) + (3)

Ma un determinato pH ha enormi variabili di resistività (ro’), misurabile in ohm e di carica ionica, ovvero di potenziale elettronico (rH2), misurabile in microVolt. Essi sono SEMPRE correlati ed interdipendenti !
Se non si tiene conto di queste variabili e’ impossibile avere un panorama chiaro, completo e descrittivo (es.:nell’esame del sangue e dei valori reali del suo pH, oppure in quello dell’urina, ecc.) della salute di un essere umano od animale.

COMBATTERE L’ACIDITA’ PER SCONFIGGERE IL TUMORE

Finalmente anche la ricerca ufficiale si dirige là dove la ricerca indipendente sta indagando ormai da anni: l’importanza di mantenere un ambiente alcalino nel corpo per prevenire e sconfiggere le malattie…

Sembra il titolo di un libro controcorrente e invece si tratta di un comunicato stampa dell’Istituto Superiore di Sanità pubblicato in data 27 settembre 2010.
Nel cs Combattere l’acidità per sconfiggere il tumore si parla di diversi trials basati su un’alternativa alla chemioterapia: uno di questi prevede l’assunzione di bicarbonato per
bocca come terapia anticancro. Tutte le terapie sono basate sull’utilizzo di farmaci che usano l’acidità tumorale come target o inibendo i meccanismi che la causano.
Finalmente anche la ricerca ufficiale si dirige là dove la ricerca indipendente sta indagando ormai da anni.

Le cellule cancerose
Le cellule del cancro sono cellule che da sane si sono trasformate in cancerose.
E sono un sintomo di acidità; ossia, quando le cellule sane vengono corrose dagli acidi alimentari e metabolici, esse possono diventare cancerose.
Più acidi abbiamo nei nostri corpi, più elevato è il rischio di sviluppare del tessuto canceroso.

Le cellule sane del corpo umano prosperano in fluidi con pH alcalino leggero, moderato ed elevato (da pH 7,3 a 11). Non tollerano nemmeno un lieve stato acido. Le cellule cancerose, invece, prosperano in un pH acido di 5,5. Le cellule cancerose diventano inattive ad un pH lievemente superiore a 7,365 e si trasformano in microzima oppure muoiono a pH 8,5 (mentre le cellule sane vivono).

La prevenzione è la migliore cura; tuttavia la migliore prevenzione possibile contro la condizione cancerosa aiuterà anche a farla regredire nel caso che una condizione cancerosa è già in essere. Sarebbe preferibile non dover mai arrivare a tale punto!

Trattamenti quali interventi chirurgici e la chemioterapia non fanno nulla per sostenere il sistema immunitario o per prevenire l’accumulo di acidi nei tessuti. Questa è la ragione per cui la condizione cancerosa è così spesso recidiva. Nulla viene fatto per cambiare la condizione che ne ha dato l’avvio: l’acidità!

Ma se voi fate sì che le condizioni cambino, potete impedire alle cellule cancerose di prendere il sopravvento. Occorre mangiare, bere ed anche muoversi e pensare in modi che ristabiliscono l’originario progetto alcalino del corpo. Molti studi hanno mostrato che quello che mangiamo influenza la nostra esposizione al cancro. Alcuni cibi ci difendono
dall’insorgenza di cellule cancerose, altri ne promuovono lo sviluppo.

Viene dato credito alla qualità anticancro di sostanze antiossidanti presenti nei cibi benefici, come le vitamine C ed E, il betacarotene, il selenio e l’amminoacido glutatione. E questi, in  effetti, proteggono i tessuti sani dai danneggiamenti da acidità che possono innescare una condizione cancerosa. Ma in questo genere di discussione spesso sfugge un aspetto più ampio: i cibi che sostengono un corpo sano sono alcalini; i cibi dannosi sono acidi. La dieta che previene tutte le condizioni cancerose è al 100% alcalina. Non c’è spazio per nessun cibo acido, se si vuole prevenire e/o invertire una situazione cancerosa.

Potete combattere l’insorgere di una condizione cancerosa, aumentando l’alcalinità dei vostri tessuti e, quindi, abbinando ad una dieta basata su ortaggi verdi, succo di verdure fresche, sale non raffinato, oli salubri ed acqua alcalina, integratori alimentari, attività fisica e scelte di vita alcaline (secondo quanto descritto dei capitoli 12, 13 e 14). Dovete dire basta a cibi acidi come proteine animali, alcool e zucchero e rinunciare altrettanto ad abitudini acidificanti.

Se la vostra primaria preoccupazione di salute è una condizione cancerosa, trarrete particolarmente beneficio dall’utilizzo di integratori a base di minerali alcalini (sodio, calcio, potassio, magnesio, cesio e rubidio) e, addirittura meglio, dall’uso di sali minerali [ionici N.d.C.], quali sodio, magnesio, potassio e bicarbonato di calcio, che alcalinizzano all’istante.

Se vuoi ristabilire i valori alcalini ottimali, CORAL-MINE è la risposta vincente che stai cercando. CORAL-MINE cliccando Qui.

REGOLAZIONE CHIMICA DEL CORPO SISTEMA ACIDI-BASI

L’equilibrio acido-base è uno degli equilibri più importanti per la vita del’uomo. Regola, praticamente tutto: respirazione, circolazione, digestione, escrezione, difese immunitarie, produzione ormonale.

I processi biologici e biochimici che avvengono nell’organismo umano, sono processi elettrochimici che necessitano di un determinato pH.

Nelle 100.000 miliardi di cellule che costituiscono l’uomo, il ricambio degli acidi e delle basi è costantemente in atto: ognuna di queste cellule produce energia, e il risultato la produzione anche di acido carbonico, al quale si aggiungono altri acidi che assumiamo con il cibo o che si formano dopo la loro metabolizzazione.

Il corpo, in ogni istante produce in maniera endogena ed esogena acidi.

Quando gli acidi generati iniziano ad essere troppi, questi possono avvelenare e danneggiare tessuti, organi, ghiandole e funzioni.

I risultati sono tutte le malattie conosciute oggi dalla nostra società: diabete mellito, gastrite, colite, artrite e artrosi, reumatismi, morbo di Parkinson e Alzheimer, infarto, ictus, ischemia, apoplessia, trombosi, embolie, dermatite, eczema, psoriasi, allergie, tumore, ecc.

Il valore del pH

Una scala logaritmica permette d stabilire il grado di acidità (il numero di molecole acide a carica elettrica positiva) o il grado di basicità (il numero di molecole basiche a carica elettrica negativa) di un liquido o di una soluzione.

Dal punto di vista dell’acido: il valore pH 0 significa la massima concentrazione possibile di ioni idrogeno (H+) in un acido, mentre il valore 14 indica che tali ioni sono assenti.

Dal punto di vista dell’alcalinità: il valore 14 indica la massima concentrazione possibile degli ioni ossidrile (OH-), mentre il valore 0 indica che tali ioni sono assenti.

Al disopra del valore 7 prevalgono gli ioni ossidrile (OH-) e la soluzione è BASICA o alcalina; al di sotto del 7 prevalgono gli ioni idrogeno (H+) e la soluzione è ACIDA.

Il pH del sangue Il sangue è tessuto più importante dell’organismo: bagna tutte le cellule del corpo, apporta i principali nutrienti e grazie all’emoglobina trasporta l’ossigeno dove serve.

Il suo equilibrio acido-base è fondamentale per la vita stessa. Il pH del sangue si colloca al massimo tra pH 7,35 – 7,45, quindi è basico.

Il metabolismo continua a scaricare continuamente sostanze acide nel sangue, ma il suo pH deve rimanere costante…

Nel corpo, come vedremo nel dettaglio, esistono molti depositi di minerali: mucose, capelli, vasi, unghie, tendini, cartilagini, capsule, ossa, denti. Si tratta di depositi basici con un valore di pH intorno a 8,1 e rappresentano le riserve di minerali d’emergenza per l’intero organismo.

Quando il sangue diventa carico di acidi, il cervello (l’ipotalamo) ordina immediatamente di recuperare dei sali minerali alcalini (calcio, magnesio, potassio, fosforo, ecc.) per tamponare e neutralizzare la crescente acidità, pena la morte. Si tratta di programmi biologici istantanei per la sopravvivenza.

Il pH dell’urina

Il pH dell’urina oscilla tra il 4, nelle persone malate e il valore 8 in quelle sane.L’urina dei neonati sani, cioè allattati da una madre sana, ha un pH che va da 8 a 8,5.

Per nove mesi il neonato è rimasto nel liquido amniotico della madre, il cui pH è basico e superiore a 8. Un valore così alto è sinonimo di uno stato di salute perfetto.

Dalla nascita in poi la vita dell’uomo è un processo costante di deterioramento, invecchiamento, relativamente al pH delle sue cellule e della sua urina che diventa, se lo stile di vita è innaturale e patogeno, progressivamente sempre più acida.

L’invecchiamento non è altro che una costante intossicazione ad opera di residui acidi.

Gli acidi sono il compagno costante delle malattie, le basi della salute.

Non a caso, la forza vitale, l’energia e la salute dell’uomo risiedono nelle basi, più precisamente nei loro costituenti, i sali minerali alcalini e gli oligoelementi in generale.

Nel corpo umano gli acidi e le basi sono come il giorno e la notte: dovrebbero trovarsi in un equilibrio mobile, con l’avvertenza però che il piatto della bilancia deve inclinarsi verso le basi.

Quando la prima urina del mattino arriva a valori di pH 7 – 7,35, questo valore coincide con il valore di equilibrio del sangue e indica che i reni non sono costretti ad espellere dai tessuti né un eccesso di sostanze acide e neppure un eccesso di sostanze basiche.

Anche se il vero problema non sono le sostanze basiche ma quelle acide che possono corrodere il parenchima renale.

Tra gli animali erbivori il pH dell’urina può salire fino a 8,5, mentre nei cani e gatti, cioè negli animali carnivori per natura, questo valore è compreso tra 5 e 6.

Il pH dell’urina e del sangue dimostrano inequivocabilmente che l’uomo non è un carnivoro!

I valori di pH bassi dell’urina durante un digiuno o una cura disintossicante non devono meravigliare: quando molte scorie lasciano il corpo, infatti lo fanno attraverso i reni e l’urina. Ma tali valori non dovrebbero mai andare sotto i 5,5, pena la corrosione dei tessuti e organi.

I sistemi tampone

Oltre ai depositi di minerali visti prima, per impedire una oscillazione esagerata del pH, e soprattutto del sangue, l’organismo umano dispone di ulteriori sistemi tampone:

Polmone: regola, tramite la respirazione, l’espulsione degli acidi carbonici sotto forma di anidride carbonica. Il polmone viene anche detto “pompa linfatica”, perché tramite una corretta e profonda respirazione viene pompato questo liquido fondamentale per la disintossicazione;

Rene: è l’organo più importante per eliminare gli acidi superflui, soprattutto quelli che non possono venire eliminati per via aerea (polmoni). Questi organi vengono così sovraffaticati da un regime alimentare innaturale, basato sulle proteine animali acidificanti, da veleni ambientali e stress che s’indeboliscono e non sono più in grado di espellere le tossine. Nei vasi linfatici si forma un ingorgo di succhi acidi e il corpo appare gonfio e congestionato (edemi). Con la formazione di edemi il corpo trattiene l’acqua per diluire le sostanze tossiche. I reni sono in grado di espellere i liquidi soltanto fino ad un valore di pH 4,4 fino al massimo di pH 4. Al di sotto di questi valori il tessute renale si corroderebbe e per fortuna questo non avviene mettendo in atto un blocco renale, con tutti i rischi enormi per la salute umana, ma la Natura è perfetta!

Pelle: viene detto il secondo rene e il secondo polmone. Non a caso si tratta dell’organo più grande del corpo umano e oltre a regolare la temperatura corporea, permette di traspirare e di espellere attraverso il sudore tossine e acidi;

Fegato: secondo recenti ricerche anche questo organo gioca un ruolo importantissimo nella regolamentazione del pH. La forza biochimica del fegato si trova sul lato basico. Ogni 4 minuti circa, questa grande ghiandola filtra completamente tutto il sangue che circola allo scopo di detossificarlo dai veleni;

Bicarbonato di sodio

è un composto che si forma in alcune cellule gastriche dal cloruro di sodio, dall’acido carbonico e dall’acqua.

Quindi il corpo, quando vi sono troppi acidi deve assolutamente neutralizzati, in un modo o nell’altro.

Se avviene questa neutralizzazione ad opera dei minerali alcalini del corpo (ossa, denti, vasi, capelli, ecc.), i sali che ne risultano (acido + base = sale) la Natura perfetta li deposita provvisoriamente nei tessuti o organi per poi espellerli fuori quanto prima.

Oggi a causa del nostro perverso stile di vita, questi depositi che dovrebbero essere provvisori, diventano permanenti e definitivi, creando seri problemi di salute (calcoli, cisti, noduli, tumori, ecc.).

Quanto più il sangue si riempie di sostanze acide, tanto maggiore è il consumo delle riserve minerali dell’organismo per formare sali che neutralizzano gli acidi. Questo riguarda in primo luogo il calcio che viene sottratto da tessuti, organi, ossa, denti, capelli e unghie.

Per la Medicina Tradizionale cinese le cose erano chiare diversi migliaia di anni fa: “Quello che non riescono a eliminare i reni e la vescica, deve eliminarlo l’intestino. Ciò che non riesce a fare quest’ultimo, devono farlo i polmoni.

Se tutti insieme non riescono a eliminare abbastanza sostanze velenose, deve intervenire la pelle. E quello che nemmeno la pelle riesce a eliminare, ci porta alla morte”

Le maree acide e basiche

Nel corso della giornata si possono misurare nell’urine delle maree acide e basiche, che sono condizionate dai ritmi biologici nonché dall’orario dei pasti.

Maree

basiche

Maree

acide

4:00 forte 1:00 moderata
10:00 moderata 7:00 forte
16:00 forte 13:00 moderata
22:00 Moderata 19:00 forte

Ecco perché le persone colpite dall’infarto arrivano in ospedale di prima mattina tra le 5 e le 7, proprio durante un picco acido.

Questo è anche il motivo per cui sarebbe meglio di sera non mangiare cibi acidi perché si è nel picco basico (colazione acido, pranzo e cena basico).

I depositi di acidi accumulatisi nei tessuti si svuotano soprattutto di notte, per cui l’urina al mattino di regola è più acida.

Come si producono gli acidi Stress, rumore, irritazione, paura determinano la formazione di acido cloridrico e un eccesso di tale acido nello stomaco può provocare gastriti o ulcere.

Dimostrazione clinica sulla “Memoria Informazione dell’Acqua”

La dimostrazione clinica dei domini di coerenza dell’acqua: la prova che l’acqua informata agisce sul nostro organismo in maniera positiva

La Semeiotica Biofisica Quantistica(SBQ,www.sisbq.org), con un semplice fonendoscopio, permette al Medico di valutare quantitativamente il livello di Energia Libera Endocellulare, mediante la semplice valutazione del Riflesso gastrico-aspecifico (1, 2).
In questa sede non riferisco altri numerosi metodi semeiotico-biofisico-quantistici – più precisi ma anche assai tecnici che richiedono una sicura conoscenza della SBQ – affidabili nella valutazione dell’attività della catena respiratoria mitocondriale di qualsiasi tessuto, tra i quali recita un ruolo centrale lo studio del modo di essere e di funzionare dei glicocalici delle cellule dei sistemi biologici (3-8).

Nel 2011, a seguito delle mie ricerche cliniche sui molteplici benefici biologici dell’acqua termale sulfurea di Porretta Terme, in diversi articoli ho consegnato alla Letteratura scientifica originali dati in cui è dimostrato clinicamente, usando un comune fonendoscopio, l’esistenza e la quantificazione della Memoria-Informazione dell’Acqua (9-13).

È inconcepibile parlare di Memoria-Informazione dell’Acqua senza fare riferimento ai suoi Domini di Coerenza, affrontati in modo affascinate e magistrale, tra altri Autori eccellenti, da Del Giudice e Tedeschi, che li hanno descritti con insuperabile ermeneutica.

Leggiamo attentamente:
“Le ricerche degli ultimi anni hanno messo in evidenza che l’acqua liquida è una mescolanza di due fasi; una fase non coerente formata da molecole indipendenti legate da forze elettrostatiche di corto raggio d’azione e una fase coerente articolata in Domini di Coerenza in cui le molecole oscillano all’unisono tra due specifiche configurazioni della loro nuvola elettronica in fase con un campo elettromagnetico intrappolato al loro interno, il quale, con la sua lunghezza d’onda, fissa la dimensione dei Domini ” (14, 15).

La descrizione di questi Domini di Coerenza, fatta in modo specialistico da ottimi Autori (14-21), la cui conoscenza è indispensabile ai fini della comprensione delle proprietà terapeutica dell’acqua opportunamente e variamente energizzata, fondamento della Terapia Quantistica, a mio parere, è troppo tecnica per avvicinare al suo studio ed apprendimento i Medici del Nuovo Rinascimento della Medicina.

Al contrario, il seguente esperimento clinico, facilmente riproducibile, potrà stimolare allo studio delle notevoli proprietà terapeutiche dell’acqua opportunamente “informata”, anche i Medici che oggi, generalmente parlando, non hanno profonde conoscenze della fisica quantistica.

Nell’esaminando sano, si valuta di base il livello di Energia Libera Endocellulare, per esempio, nel Cardio-Miocita, mediante il Riflesso di Gentile (22): a riposo, il Tempo di Latenza è 8 sec.

Si ripete la valutazione dopo aver collocato a meno di 1 metro dall’esaminando un bicchiere d’acqua termale sulfurea (Es. Fonte Puzzola di Porretta Terme), oppure acqua energizzata con 8 gocce di Cell-Food, un potente istangioprotettore, componente della Terapia Quantistica, come l’acqua energizzata con il Bicarbonato di Sodio.
Il Tempo di Latenza risulta aumentato di tre volte, salendo a 24 sec. esatti.
A questo punto, l’acqua del bicchiere è rimescolata ripetutamente con un cucchiaino per circa mezzo minuto per aumentarne il numero e la dimensione dei Domini di Coerenza.
Alla terza valutazione, il Tempo di Latenza risulta aumentato di 6 volte, raggiungendo i 48 sec. precisi.
Si lascia “riposare” l’acqua per 15 minuti circa, e poi si ripete l’esperimento, sopra descritto, ottenendo gli stessi risultati, cioè gli identici valori parametrici del Tempo di Latenza del Riflesso Gastrico aspecifico

La mia attuale casistica comprende 16 individui sani di entrambi i sessi, in età compresa tra 20 e 83 aa. E’ interessante sottolineare l’ennesima dimostrazione della coerenza interna ed esterna delle teorie semeiotico-biofisico-quantistica: l’aumento del Tempo di Latenza del Riflesso Gastrico aspecifico, correlato notoriamente con l’Energia Libera Endocellulare (ATP), aumenta di TRE e poi di SEI volte nei confronti del valore basale.

Bibliografia
1) Stagnaro-Neri M., Stagnaro S. Introduzione alla Semeiotica Biofisica. Il Terreno Oncologico. Travel Factory, Roma, 2004. http://www.travelfactory.it/semeiotica_biofisica.htm
2) Caramel Simone. Auscultatory Percussion of the Stomach, according to Sergio Stagnaro. www.sisbq.org, e-book, http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/_cardiogarap_handbook.pdf
3) Sergio Stagnaro. Il Glicocalice nella Diagnosi Semeiotico-Biofisico-Quantistica di Terreno Oncologico di Di Bella. 15 febbraio 2011, www.melatonina.it, http://www.melatonina.it/farma/approfondimenti.php ; http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/glicocaliceoncologico.pdf; http://www.fcenews.it, http://www.fceonline.it/images/docs/glicocalice oncologico valutazione.pdf
4) Sergio Stagnaro. Semeiotica Biofisica Quantistica del Reale Rischio Congenito Oncologico di Mielopatia. Ruolo Diagnostico del Glicocalice. www.sisbq.org, 22, febbraio 2011, http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/rrmielopatiaglicocalice.pdf Versione inglese: http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/qbs_myelopathy_glycocalyx_english.pdf
5) Sergio Stagnaro. Ruolo del Glicocalice nella Valutazione Semeiotica Biofisica Quantistica della Sindrome del Fegato Iperfunzionante. 3 marzo 2011. http://www.piazzettamedici.it/professione/professione.htm
6) Simone Caramel and Sergio Stagnaro The role of glycocalyx in QBS diagnosis of Di Bella’s Oncological Terrain – http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/oncological_glycocalyx2011.pdf
7) Sergio Stagnaro. Glycocalix Quantum-Biophysical-Semeiotic Evaluation plays a Central Role in Demonstration of Water Memory-Information. www.sisbq.org. 19 July, 2011. http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/wmi_glycocalyx.pdf
8) Sergio Stagnaro and Simone Caramel (2011). Skeletal Muscle Cell Glycocalix Evaluation during CFS Treatment corroborates Andras Pellionisz’s Recursive Fractal Genome Function Principle. http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/cfsglycocalyx.pdf
9) Sergio Stagnaro (2011) First Water Memory-Information Demonstration through Quantum Biophysical Semeiotics – 2011
Sergio Stagnaro (2011) Water Memory-Information containing Muscle Extremely High Energy Frequency: Is the Therapeutic Problem of Chronic Fatigue Syndrome solved?
10) Sergio Stagnaro (2011) Water Memory-Information based Therapy: quick Recovery from Arthrosis-Dependent Backache
11) Sergio Stagnaro (2011) Glycocalix Quantum-Biophysical-Semeiotic Evaluation plays a Central Role in Demonstration of Water Memory-Information.
12) Sergio Stagnaro (2011) The Principle, rather than the Theory, of Water Memory-Information.
13) Sergio Stagnaro (2011) Quantum Biophysical Semeiotics evidences of Water-Memory-Information by means of Music Energizing Action: Caramel’s experiment .
14) Del Giudice E., Tedeschi A. Water and the autocatalysis in living matter. Electromagn. Biol. Med. 2009, 28, 46-54.
15) Del Giudice E., Tedeschi A. Struttura frattale dei segnali elettromagnetici presenti nelle strutture acquose della materia vivente. La Med. Biol., 2014/3; 39-43.
16) Vitiello G. – Coherent states, fractals and brain waves. New Mathematics and Natural Computing 5, 245-264; 2009.
17) Vitiello G. – Coherent states and self-similarity induced noncommutative geometry.
Fractals, Phys. Lett.A 376, 2527-2532; 2012.
18) Vitiello G. – Structure and function. In Toward a Science of Consciousness. Hameroff S.H.et Al. eds. MIT Press, Boston, 191-196; 1998.
19) Tedeschi A. – Is the living dynamics able to change the properties of water? International Journal of Design & Nature and Ecodynamics, 5(1), 60-67 (2010).
20) Del Giudice E., Stefanini P., Tedeschi A., Vitiello G. – The interplay of biomolecules and water at the origin of the active behavior of living organisms. Journal of Physics: Conference Series, 329,012001; 2011.
21) Del Giudice E., Tedeschi A. – La dinamica dell’essere vivente come riflesso della dinamica dell’acqua. La Med. Biol., 4; 21-27; 2010.
22) Sergio Stagnaro. Gentile’s Sign*: Bedside Diagnosing Acute Myocardial Infarction, even initial or silent.5 July, 2011. www.sciphu.com, http://wwwshiphusemeioticscom-stagnaro.blogspot.com/2011/07/gentiles-sign-bedside-diagnosing-acute.html and http://stagnaro.wordpress.com/2011/07/05/gentile%E2%80%99s-sign-bedside-diagnosing-acute-myocardial-infarction-even-initial-or-silent/

MEMORIA DELL’ACQUA SECONDO LA SEMEIOTICA BIOFISICA QUANTISTICA

Le scoperte di Jaques Benveniste sulla memoria dell’acqua (lavoro [1] notoriamente apparso su Nature) sono tornate recentemente in auge con i lavori [2] di Luc  Montagnier, Nobel della Medicina 2008, che confermano le intuizioni dello scienziato francese, in conseguenza di uno studio sul sequenziamento  del DNA in una soluzione idrica.

In seguito, nel 2011, sono stati intrapresi degli esperimenti clinici che non solo confermano l’impianto teorico-pratico di Benveniste, ma vanno oltreL’acqua non è solo in grado di memorizzare, ma può addirittura ricevere e trasmettere radiazioni, ossia onde-frequenze intrise di informazione.

Oggetto di grandi discussioni, la memoria dell’acqua è spesso considerata solo una congettura. Infatti, nessuno è stato mai in grado di dimostrare che l’acqua possa mantenere una ‘memoria – informazione’ di sostanze disciolte e diluite in modo arbitrario. Il concetto è stato notoriamente proposto da Beneviste [1]  (Davenas et al. 1988) per spiegare il presunto potere terapeutico dei rimedi omeopatici, che sono preparati di soluzioni diluite in grado così elevato che nemmeno una singola molecola della sostanza originale rimane nelle preparazioni finali. Questo argomento ha affascinato gli scienziati per decenni (Boulanger et al. 1998, Zhadin et al. 1998). I ricercatori informatici cercano ancora di capire in che modo l’acqua possa agire analogamente ai chip per computer.

Tutte le cellule viventi sono composte per il 70%  circa  di acqua (particolarmente ricco di H2O è il cervello)  ed emettono bio-fotoni non visibili ad occhio nudo, ma misurabili con apparecchiature speciali, o passibili di valutazione nelle modifiche apportate sulle funzioni dei sistemi biologici. Le cellule comunicano attraverso esplosioni di energia nella banda elettromagnetica ultravioletta sopra lo spettro della luce visibile, così come via neuro-peptidi, presenti in ogni parte del corpo. Queste emissioni di energia controllano i processi vitali del corpo. Per esempio, le cellule sane e cancerose emettono fotoni di energia abbastanza diversi tra loro, in parallelo con il loro differente comportamento micro circolatorio.   

Per far chiarezza su un tema così controverso, la Semeiotica Biofisica Quantistica consente una raffinata ed affidabile investigazione clinica, facilmente riproducibile.  

Secondo precedenti ricerche cliniche, DNA mitocondriale e DNA nucleare si comportano come antenne: nei sistemi biologici, molecole, come i neuro-peptidi, compresi quelli funzionanti come neurotrasmettitori, e gli ormoni, agiscono mediante Energia-Informazione, ossia veicolano radiazioni energetiche intrise di informazione qualitativamente importante [3] . Questi lavori sono perfettamente coerenti ed in sintonia con gli studi dello scienziato russo Petar Gariaev [4] sulla genomica ondulatoria o ‘waves genomics’.

Al fine di comprendere il significato di ‘Memoria-Informazione’ dell’acqua è utile esaminare ognuno di questi 2 concetti e poi fonderli insieme:

1) Memoria (l’acqua agisce come un recettore, è in grado di ricevere le frequenze d’onda e di memorizzarli);

2) Informazione (l’acqua agisce come trasmettitore, trasmettendo le frequenze delle onde memorizzate’).

Queste caratteristiche biofisiche, chimiche ed elettro-magnetiche dell’acqua sono evidenziate da alcuni esperimenti, contemporanei, paralleli, ma indipendenti l’uno dall’altro, che confermano il contributo di Beneviste.

Un recente lavoro sul DNA, onde e acqua [2] del Nobel per la Medicina del 2008, Luc Montagnier, (Montagnier et al., 2011) descrive esperimenti che mostrano una nuova struttura del DNA e l’induzione di onde elettromagnetiche – EMS – in diluizioni di acqua. Gli autori osservano che avviene una trasmissione di sequenze di DNA e di informazioni genetiche nell’acqua attraverso onde elettromagnetiche. E’ stato chiaramente dimostrato che le nano-strutture dell’acqua e la loro risonanza elettromagnetica sono in grado di riprodurre fedelmente le informazioni del DNA.

Questa è un’altra conferma delle proprietà dell’acqua di ricevere, immagazzinare (memorizzare informazioni) e trasmettere onde a bassa frequenza. Recenti esperimenti (Germanov et al, 2011, comunicazioni personali coi ricercatori SBQ) mostrano risultati molto interessanti: sostanze chimiche di natura organica e non organica, nonché oggetti biologici, emettono onde le cui frequenze sono individuali per ogni oggetto sostanza ed oggetto biologico, e composti organici complessi emettono uno spettro di frequenze che corrisponde con le frequenze delle sostanze che contengono.  

Inoltre, i fluidi biologici umani (sangue, urine, ecc), emettono segnali che caratterizzano lo stato del corpo. La frequenza delle onde combinano con la frequenza di oscillazione elettromagnetica, e si può creare una risonanza, emissione di radiazioni, contenente le frequenze caratteristiche di un oggetto, le quali  possono essere trasferite a distanza insieme  con un segnale elettromagnetico.

Negli esperimenti del team russo di Eugeny Germanov, sono state evidenziate le grandi proprietà dell’acqua termale. Questo fatto è confermato da recenti esperimenti fatti da noi con l’acqua sulfidrilica delle Terme di Porretta (Bologna), che mostrano che l’acqua termale [5] è efficace in termini di ‘blue therapy’. Secondo le evidenze sperimentali, forniti dalle ricerche di alcuni scienziati che collaborano con noi, l’acqua è in grado di ricevere, conservare e trasmettere ‘le frequenze ondulatorie’ (‘memoria-informazione’) delle sostanze disciolte in diluizione arbitrarie, od assorbite, ad esempio, mediante trasmissione di frequenze da un apparecchio quantistico, o attraverso le onde musicali provenienti da una radio.  

La SBQ ha dimostrato per la prima volta clinicamente e sperimentalmente [6]  l’esistenza della memoria-informazione dell’acqua.

Questa evidenza clinica ha suggerito ulteriori esperimenti [7] che hanno confermato la possibilità di trattare anche la Sindrome da Stanchezza Cronica.  Grazie alla memoria-informazione dell’acqua è possibile una terapia realmente efficace della CFS (Chronic Fatigue Syndrome), se ciò sarà confermato su scala sperimentale più ampia.

La memoria-informazione dell’acqua è stata sfruttata utilizzando acqua energizzata da un dispositivo quantistico in grado di catturare le frequenze di farmaci per poi ritrasmetterle nell’acqua, aprendo nuove prospettive nell’uso di farmaci [8], limitando i loro dosaggi con gli stessi risultati terapeutici.

Inoltre, la valutazione SBQ dei glicocalici svolge un ruolo centrale al fine di dimostrare la memoria-informazione dell’acqua [9].

La SBQ introduce così un nuovo principio: il principio di memoria-informazione dell’acqua, che è il fondamento scientifico per nuovi e successivi esperimenti ed applicazioni su questo argomento, come quelli effettuati dal giapponese Masaru Emoto.  

Emoto sosteneva che la coscienza umana ha un effetto sulla struttura molecolare dell’acqua. Le ipotesi del ricercatore nipponico si sono evolute nel corso degli anni della sua ricerca. Inizialmente egli affermava che l’acqua di alta qualità forma cristalli belli ed intricati, mentre l’acqua di scarsa qualità ha difficoltà nel formare cristalli. Secondo Emoto, un cristallo di ghiaccio di acqua distillata presenta una struttura di base esagonale senza ramificazioni intricate, ed attraverso la preghiera,   la musica od attaccando parole scritte ad un recipiente d’acqua si possono ottenere cambiamenti positivi nei cristalli. Dal 1999 Emoto [11] ha pubblicato diversi volumi di un lavoro dal titolo ‘I messaggi dall’acqua’, che contiene fotografie di cristalli d’acqua accanto a saggi e a “parole d’intenti.” Dal 1990, Masaru Emoto ha eseguito una serie di esperimenti osservando l’effetto fisico della parole, preghiere, musica e ambiente sulla struttura cristallina dell’acqua. Emoto disse ai suoi fotografi di scattare foto all’acqua dopo essere stata esposta a variabili diverse e successivamente congelata, in modo da formare strutture cristalline.  

Seguendo le ipotesi del ricercatore giapponese riguardanti i mutamenti alla struttura dei cristalli d’acqua in seguito alla sua esposizione a musica e canzoni, la SBQ ha creato un interessante test per verificare l’ipotesi di feedback di memoria-informazione tra acqua e musica.

In seguito alle valutazioni e misure SBQ, l’esperimento mostra che la musica energizza effettivamente l’acqua, e che la memoria-informazione dell’acqua è realmente esistente [12].

Inoltre questa evidenza sperimentale apre nuove prospettive sulla musicoterapia, e le sue applicazione per l’autismo infantile, il ritardo mentale, le disabilità, la sindrome di Alzheimer e  altri disordini cerebrali, la psicosi, i disturbi dell’umore, i disordini somatoformi (in particolare la sindrome di dolore cronico), la sindrome da stanchezza cronica (CFS), i disturbi alimentari (anoressia nervosa). Si dà in questo modo nuova luce anche per l’interpretazione del risveglio da coma grazie all’ascolto di musica e canzoni.

 

 

Fonti:

[1] Davenas, Benveniste, et al. Human basophil degranulation triggered by very dilute antiserum against IgE. Nature 333, 816 – 818 – 30 June 1988

http://www.nature.com/nature/journal/v333/n6176/abs/333816a0.html

[2] Montagnier L et al.  Electromagnetic Signals Are Produced by Aqueous Nanostructures Derived from Bacterial DNA Sequences

http://www.homeopathyeurope.org/media/news/MontagnierElectromadneticSignals.pdf

[3] Stagnaro S, et al. Meccanica Quantistica e Meccanismi d’Azione Ormonali

http://www.fcenews.it/index.php?option=com_content&task=view&id=816&Itemid=45&showall=1

[4] Gariaev P. et al. The DNA-wave Biocomputer

http://max1.hosteur.com/~laserp/anglais/gariaev.pdf

[5] Stagnaro S. Caramel S. A New Way of Therapy based on Water Memory-Information: the Quantum Biophysical Approach, JOQBS, www.sisbq.org

http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/qbtherapy.pdf

[6] Stagnaro S. First Water Memory-Information Demonstration through Quantum Biophysical Semeiotics, JOQBS, www.sisbq.org

http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/watermemoryinformation.pdf

[7] Stagnaro S. Water Memory-Information containing Muscle Extremely High Energy Frequency: Is the Therapeutic Problem of Chronic Fatigue Syndrome solved? JOQBS, www.sisbq.org

http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/watermemoryinformation_cfs.pdf

[8] Stagnaro S. Water Memory-Information based Therapy: quick Recovery from Arthrosis-Dependent Backache, JOQBS, www.sisbq.org

http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/watermemory_adb.pdf

[9] Stagnaro S. Glycocalix Quantum-Biophysical-Semeiotic Evaluation plays a Central Role in Demonstration of Water Memory-Information, JOQBS, www.sisbq.org

http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/wmi_glycocalyx.pdf

[10] Stagnaro S. The Principle, rather than the Theory, of Water Memory-Information, JOQBS, www.sisbq.org

http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/wmi_theprinciple.pdf

[11] Emoto M. The message from water, hado kyokushin . tokyo 1999

[12] Stagnaro S. Quantum Biophysical Semeiotics evidences of Water-Memory-Information by means of Music Energizing Action: Caramel’s experiment, JOQBS, www.sisbq.org

http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/wmi_music_2011.pdf

 

Il seguente articolo è tratto da ScienzaeConoscenza.it

Il Problema Acidosi

L’importanza dell’equilibrio acido-base: la problematica acidosi.

Il livello di acidità (pH) è uno dei più importanti per il mantenimento di un buon stato di salute. I liquidi organici sono tutti leggermente alcalini, i loro valori vanno da pH 7,1 (la saliva di un uomo sano) a 8,8 (i succhi pancreatici). Il sangue necessita di un pH costante di 7,4, al di sotto del quale appaiono fenomeni di acidosi, al di sopra, di alcalosi.

SOSTANZE ACIDE = quelle che rilasciano ioni d’Idrogeno;

SOSTANZE BASICHE = quelle che legano ioni d’Idrogeno.

L’organismo umano richiede energia: il cibo che mangiamo e l’ossigeno che  respiriamo ci forniscono tutti i giorni l’energia per lavorare, camminare, parlare, pensare o, semplicemente, vivere. Per  trasformare gli alimenti e l’ossigeno in nutrizione ed energia, l’organismo produce scorie metaboliche acide che vengono eliminate attraverso le urine, le feci, il sudore ma anche attraverso la respirazione. Molte fra queste scorie metaboliche acide vengono trasmesse agli organi escretori attraverso il sangue.

L’equilibrio acido-base 

Il sangue, leggermente, alcalino, è in grado di neutralizzare quantità definite di scorie metaboliche acide. Quando queste aumentano, esse devono essere neutralizzate in altro modo. I minerali alcalinizzanti come potassio, calcio e magnesio, e i sistemi tampone provvedono a questa funzione, mantenendo l’equilibrio acido-base nell’organismo. Quando le quantità di scorie metaboliche acide superano quelle che il nostro organismo è in grado di eliminare, insorge l’acidosi, ovvero un sovraccarico di sostanze acide “parcheggiate” in alcuni tessuti, aree di riserva, in attesa di neutralizzazione e smaltimento.

In questo modo gli organi interessati allo smaltimento delle scorie metaboliche acide in eccesso si sottopongono a continui stress organici che, a lungo andare, li deteriorano.

Ecco, dunque, che risulta sempre più importante mantenere in ottima salute l’intestino, centro nevralgico che contiene oltre il 70% delle difese immunitarie, e gli altri organi-tampone (rene, sangue e polmoni), deputati a eliminare scorie metaboliche acide attraverso l’urina, il sudore e la respirazione.

Superfluo aggiungere che per via soprattutto di una scorretta alimentazione, la stragrande maggioranza degli uomini ha una prevalente propensione all’Acidosi.

Il nostro corpo, tuttavia, è in grado d’innescare innumerevoli dispositivi per bilanciare (tamponare, neutralizzare) le sostanze acide eccedenti, anche se a discapito delle scorte alcaline del nostro organismo (Sodio, Calcio, …). Sono alcalinizzanti i minerali quali il Calcio, il Ferro, il Magnesio, il Potassio, il Sodio mentre sono acidificanti il Cloro, il Fosforo, lo Zolfo.

L’importanza degli alimenti alcalinizzanti.

La dieta dei paesi industrializzati, sempre più povera di alimenti alcalinizzanti, ma anche la vita sedentaria con scarsa ossigenazione dei tessuti, lo stress fisico e psichico, l’assunzione di farmaci (antinfiammatori) e una flora intestinale non equilibrata possono portare a un accumulo di scorie metaboliche acide. Anche l’alcool e il fumo aumentano sensibilmente la quantità di scorie metaboliche acide che devono essere eliminate. Infine, l’attività sportiva particolarmente intensa o stressante può generare l’accumulo di sostanze acide con conseguente formazione di acidosi tissutale.

Ma l’importanza di controllare l’equilibrio acido-basico attraverso l’assunzione di alimenti alcalinizzanti risulta chiara se pensiamo che nel corso della propria vita una persona mangia circa 30 tonnellate di alimenti solidi corrispondenti a circa 78.840 pasti (con “caffè + spuntini” = 105.120 pasti).

Per mangiare (30 min. A pasto) impieghiamo circa 6 anni della nostra esistenza!

Una dieta non corretta è quindi il primo fattore predisponente all’acidosi. Nel corso degli ultimi decenni, l’alimentazione normale si è arricchita a dismisura di proteine a sfavore di frutta e verdura. È noto che il metabolismo delle proteine conduce alla formazione di molti acidi: oggi ben 4 pazienti su 5 soffrono di acidosi tissutale!

Gli Acidi più complicati da espellere sono quelli che ci provengono dalla “digestione” delle proteine di derivazione animale, soprattutto l’Acido urico, quello acetico (glicidi e lipidi=dolci e grassi), l’ossalico (spinaci, cacao, …), il tannico (thè nero e caffè), il nitrico (formaggi), il lattico (eccessivo e cruento esercizio muscolare), …

La nostra dieta dovrebbe essere la primaria sorgente di rifornimento delle sostanze alcaline, dei minerali, degli oligoelementi, … utili per mantenersi e invecchiare sani.

Ma gli alimenti che rilasciano sostanze alcalinizzanti sono pochi: tutta la frutta fresca in linea generale, anche il nocciolame, tipo le mandorle, tutti i vegetali, incluse le patate con la buccia e poi poco, anzi pochissimo, altro ancora.

Diversamente, tra gli alimenti acidificanti non c’è che l’imbarazzo della scelta: tutti gli alimenti di derivazione animale, come la carne (includendo in essa anche il pesce), i formaggi, moltissima frutta secca, gli zuccheri, i dolciumi, tutti i cereali raffinati, anche quelli non (L’unico cereale alcalinizzante è il Miglio), che tuttavia hanno fibra e sostanze nutrizionali, tra cui abbondanza di minerali, quindi, da non escludere da una sana dieta, anche perché i loro acidi sono agevolmente espulsi con l’attività respiratoria.

LA SCOPERTA DELLA DOTT.SSA LYNDA FRASSETTO

Nel 1996 la Dott.ssa Lynda Frassetto dell’Università della California in San Francisco ha scoperto che, con l’avanzare dell’età, dopo circa i 45 anni, perdiamo gradualmente i tamponi alcalini – i bicarbonati- nel nostro sangue. Intorno ai 90 anni perdiamo il 18 % di bicarbonati nel nostro sangue.

Un quantitativo insufficiente di bicarbonati nel nostro sangue riduce la nostra capacità di gestire (neutralizzare e scaricare) gli acidi che il nostro organismo produce. Questa è la causa dell’invecchiamento. L’età di 45 anni è l’età media in cui gli esseri umani iniziano a mostrare sintomi quali diabete, ipertensione, osteoporosi e molte altre malattie degenerative. E poichè non possiamo più gestire gli acidi, li accumuliamo nel nostro corpo, sotto forma di colesterolo, acido grasso, acido urico, urato, solfato, fosfato, calcoli renali, ecc.

pH: Il fattore dimenticato della nutrizione.

Il principale impegno del corpo umano per la vita consiste nel costante bilanciamento dell’acidità e dell’alcalinità. Noi ci nutriamo per ricavare l’energia necessaria per le nostre funzioni. Dopo la cessione di energia da parte del cibo, tramite combustione con l’ossigeno, restano rifiuti acidi. Il corpo cerca di fare del suo meglio per disfarsi di questi acidi per mezzo dell’urina, della sudorazione ed espirando biossido di carbonio.

Alcuni acidi tossici non possono essere rimossi facilmente tramite i mezzi appena citati. Pertanto il corpo sottrae calcio al sistema scheletrico per neutralizzare tali eccessi di tossine acide e creare un ambiente più sicuro, provocando però una riduzione della densità ossea.

Il corpo umano è una sorprendente macchina progettata per la massima sopravvivenza. Quando una parte è danneggiata, altre parti cercano di compensarvi. Anche se ciò potrebbe determinare dei danni a lungo termine, la sua priorità è la sopravvivenza nell’immediato.

Il cibo produce continuamente rifiuti acidi che si aggiungono a quelli del metabolismo cellulare e il corpo fa del suo meglio per eliminarli.

Tuttavia se non dispone di una sufficiente scorta alcalina (bicarbonati), il corpo non può disfarsi al 100% di tali acidi. Al fine di mantenere il pH sanguigno costante, il corpo adotta un abile stratagemma: converte gli acidi liquidi in acidi solidi come colesterolo o acidi grassi.

Infatti se questi acidi non sono sciolti nel sangue, il pH del sangue non si abbassa. INGEGNOSO!

Qual è il danno a lungo termine di questo processo strategico?

Il sangue si addensa e la circolazione diventa lenta a tal punto da non fornire abbastanza ossigeno e sostanze nutritive agli organi vitali, causando così qualunque tipo di malattia ed eventualmente la morte.

Questo è il risultato naturale dello squilibrio acido-basico, quando propende verso l’acidità. Il corpo necessita di aiuto esterno per innalzare il livello alcalino e ristabilire l’equilibrio. Il modo più veloce e semplice per aiutare l’organismo a ritrovare la condizione di omeostasi è attraverso i liquidi che ingeriamo. Diamo un’occhiata al PH delle bevande più comuni:

  •  Latte 6.5
  • Acqua potabile 7.0
  • Birra 4.0-5.0
  • Caffè 2.5-3.5
  • Aranciata 3.5
  • Bevanda leggera 2.0-4.0
  • Coca Cola 2.5
  • Vino 2.3-3.8

Che sorpresa! Con queste bevande non possiamo aiutare il nostro organismo, nessuna ha un PH alcalino.

Come scoprire l’acidosi

 

Con l’apposito “test dell’acidosi”. La valutazione del pH delle urine, ripetuta per qualche giorno 2-3 volte al giorno, con le apposite cartine pH, disponibili in farmacia con scala pH 5-8 fornisce un’indicazione importante. Le modalità di rilevazione dovrebbero seguire lo schema qui sotto riportato e la curva che idealmente si disegna dovrebbe essere all’interno dello spazio bianco.

Curare l’acidosi.

Se i valori risultano ripetutamente acidi e si discostano notevolmente dalla curva ideale è necessario in primo luogo modificare il proprio stile di vita, integrando la dieta con alimenti alcalinizzanti (frutta e verdura).

Acidosi metabolica ed interazioni con il tessuto osseo. Alcuni

scienziati hanno dimostrato che la dieta attuale, tipica del mondo occidentale, tende ad indebolire le strutture ossee della popolazione, soprattutto femminile. Questo incrementa il rischio di sviluppare osteoporosi, una grave patologia ossea, caratterizzata dall’indebolimento della struttura ossea con grave rischio di sviluppare fratture molto invalidanti nelle persone anziane. Diverse evidenze scientifiche mostrano correlazione tra osteoporosi, dieta sbilanciata ed acidosi metabolica: un’acidosi metabolica indotta dalla dieta è riconosciuta come un fattore fisiopatologico nello sviluppo dell’osteoporosi; esiste una correlazione lineare tra eliminazione di calcio e acidosi.

Maggiore è l’acidosi, infatti, superiore sarà la perdita di calcio dalle ossa.

La funzione dello scheletro e del tessuto osseo è molto più importante e complessa di quello che generalmente si creda: esso costituisce, ovviamente, un importante elemento strutturale dell’organismo e ne permette il movimento.

Inoltre, è molto importante come tessuto di protezione per alcuni organi molto delicati e vitali: il cervello, il cuore e i polmoni.

Ma le funzioni del tessuto osseo non si esauriscono qui, l’osso rappresenta anche una riserva fondamentale di minerali, a cui l’organismo attinge quando non ha altre riserve. Circa il 98% del calcio e il 75% del fosfato si trovano nelle ossa. Una di queste funzioni è proprio legata all’acidosi metabolica.

Quando l’organismo accumula scorie acide in eccesso che non riesce ad eliminare con i propri sistemi tampone fisiologici, l’osso interviene rilasciando bicarbonati; l’emergenza acidosi viene risolta ma il prezzo da pagare è un significativo indebolimento del tessuto osseo. E’ proprio questo continuo processo che, nel tempo, facilita l’insorgenza di patologie quali l’osteopenia e l’osteoporosi.

Con il passare degli anni, la condizione di acidosi metabolica tende ad aumentare mentre le capacità di contrastarle, da parte dell’organismo, diminuiscono. Il rene comincia a funzionare meno, gli squilibri ormonali, tipici, per esempio, della donna in menopausa, causano ulteriori problemi; l’intervento del tessuto osseo è sempre più significativo. L’acidosi tissutale e l’intervento “d’emergenza” del tessuto osseo, non però solo la terza età; una cattiva alimentazione con un alto carico acido, lo stress, l’eccessiva sedentarietà o l’intenso allenamento sportivo e l’uso protratto di farmaci, sono tutte situazioni che incrementano l’acidosi e costringono il tessuto osseo ad intervenire a tutte le età.

Come ci si accorge dell’intervento del tessuto osseo? L’eccessiva presenza di calcio nelle urine è un chiaro indicatore che l’osso sta rilasciando minerali di calcio per tamponare un’acidosi in corso e si sta, quindi, indebolendo.

Nei maschi, una straordinaria fonte minerale, al fine di tamponare le sostanze acide, sono i capelli.

La calvizie precoce maschile (androgenica), dalla quale (basta guardarsi intorno) sono molto più colpiti gli uomini delle donne, non è ascrivibile esclusivamente al compito degli ormoni androgeni (Testosterone, Diidrotestosterone, Deidroepiandrosterone, Androstenedione), perché tale accadimento, al di fuori del fatto genetico, occorre contestualizzarlo con lo sforzo metabolico urgente da parte del nostro stesso organismo di attingere i minerali alcalinizzanti da un distretto corporeo, quale quello appunto del cuoio capelluto, alla stregua di come riferito per i muscoli e per le ossa, ma potrei aggiungere anche delle unghie, …, per tamponare proprio il preesistente, costante stato di Acidosi dei tessuti.

Alimenti alcalinizzanti.

Organizzare la propria alimentazione in modo tale che gli alimenti alcalinizzanti rappresentino circa il 75% del consumo giornaliero: frutta, verdura, patate, cavoli, lattuga, insalata. Tra i cibi acidificanti troviamo la carne, il pollame, i salumi, il formaggio fresco e stagionato, lo yogurt, i prodotti a base di farinacei e i dolci.

Molti alimenti, pur essendo acidificanti, sono indispensabili e non devono assolutamente essere eliminati in quanto fonte essenziale di proteine e vitamine ed in effetti il loro apporto acidificante deve essere compensato con l’assunzione di alimenti alcalinizzanti. Un esempio: per compensare l’acidità tissutale derivante da 200 g di manzo, sarà necessario consumare 250 g di cavolo o rapa, 1,6 kg di piselli freschi e 400 g di cavolfiore.

Liquidi

È necessario assumere quotidianamente un quantitativo sufficiente di acqua o tisane, circa 1,5 litri, limitando il più possibile tè, caffè e alcolici.

Attività fisica e stile di vita.

Una passeggiata nei boschi o una corsa in bicicletta migliora l’apporto di ossigeno e promuove il rilascio di acido carbonico sotto forma di anidride carbonica. Evitare, se possibile, situazioni che generano stress.

Oggi risulta sempre più difficile rispettare questo equilibrio alimentare a causa di ritmi di vita stressanti e che spesso ci impediscono di curare la nostra dieta in modo regolare. Si consiglia in questi casi l’assunzione di integratori alcalinizzanti.

I processi omeostatici dell’organismo hanno luogo solo se il pH è leggermente alcalino 

Nel connettivo, le più piccole variazioni dell’omeostasi possono portare a modificazioni strutturali nella sostanza fondamentale (proteine e percentuali di acqua in stato cristallino).

Molte di queste variazioni sono da correlare al deposito di residui acidi, provenienti dal catabolismo cellulare o da reazioni di tipo infiammatorio.

In questi casi, viene modificato lo stato colloidale del distretto. Di conseguenza si altera la capacità di trasporto e di trasferimento di messaggi fisici e chimici tra il tessuto ed il resto dell’organismo, in particolare verso le strutture del SNC deputate alla regolazione dell’omeostasi (centri bulbari ed ipotalamici).

L’ambiente extra-cellulare, sensibile alle quantità di valenze acide immagazzinate durante i processi biologici, trasferisce a livello renale ed urinario queste informazioni, influenzando i valori del pH urinario.

La Matrice Extra-cellulare, costituisce un sistema di transito nel quale avvengono gli scambi fra le cellule metabolicamente attive ed il circolo. Come nei sistemi tampone respiratorio ed ematico, anche in questa sede, lo smaltimento dei cataboliti acidi è condizionato da un’adeguata presenza di bicarbonati.

La nutrizione non sempre riesce a compensare il depauperamento delle riserve alcaline (sodio, potassio, magnesio e calcio). In questi casi si determina un’acidosi rilevabile dalle variazioni del pH dei liquidi organici (urine).La misurazione del pH urinario si effettua con strisce di pH-test (range 5,0 e 7,4) e costituisce un sistema di valutazione semplice e pratico.

Per avere un quadro dinamico, le misurazioni del pH devono essere ripetute per alcuni giorni annotando l’ora e il dato. In questa maniera si ottiene una curva personale, veramente utile all’indagine diagnostica.

 

Un biochimico tedesco, il Dott. Otto Warburg, scoprì la “causa” del cancro e nel 1931 ricevette il premio nobel per questo. Egli dimostrò che la causa primaria del cancro era la sostituzione dell’ossigeno, nella chimica respiratoria delle cellule normali, con la fermentazione dello zucchero.

La crescita delle cellule cancerose è dunque un processo di fermentazione, che può svilupparsi solo in condizioni di carenza d’ossigeno. Da tale scoperta, i ricercatori hanno tentato di arrestare il processo di fermentazione attraverso i farmaci, le radiazioni e la chirurgia.

Nel suo libro “Acid & Alcaline”, Herman Aihara afferma che: Se la condizione dei fluidi extracellulari, specialmente nel sangue, diventa acida, la nostra condizione fisica sperimenterà in primo luogo spossatezza, predisposizione a prendere raffreddori, ecc.

Quando questi fluidi si fanno più acidi, si avvertiranno dolori e malesseri come emicrania, dolori al torace, allo stomaco, ecc. Secondo Keiichi Morishita, nel suo “Hidden truth of Cancer” (“La verità nascosta sul cancro”), se il sangue sviluppa una condizione di maggiore acidità, allora il nostro corpo depositerà queste sostanze acide in eccesso in una qualsiasi area del corpo al fine di mantenere il sangue in una condizione alcalina. Se persiste questa tendenza, in quelle aree aumenta l’acidità e alcune cellule muoiono; in seguito, queste cellule morte si convertono, a loro volta, in rifiuti acidi. Altre cellule, tuttavia, non muoiono e sono in grado di adattarsi a questo tipo di ambiente. In altre parole, invece di morire, come succede normalmente in un ambiente acido, queste cellule sopravvivono, convertendosi in cellule anormali, conosciute come cellule maligne.

Esse non sono connesse con il cervello, né con la memoria del codice genetico del nostro DNA. Pertanto le cellule maligne crescono in maniera indefinita e senza ordine. Questo è il cancro.

La causa di qualsiasi cancro è una mancanza di ossigeno provocata dall’acidificazione.

Integrare la dieta aiuta a prevenire il cancro, e si pensa che possa essere d’aiuto nei primi stadi del cancro, sebbene probabilmente ci sia un punto di non ritorno. Tuttavia, poiché le cellule sane sono alcaline e quelle maligne acide, il consumo di alcalinizzanti non apporta alcun danno alle prime, mentre può distruggere le seconde. Vale la pensa provarci.

Alcuni minerali sono indispensabili per mantenerci in buona salute. Calcio, magnesio, boro e fosforo svolgono un ruolo importante nella calcificazione delle ossa e dei denti. Il magnesio scioglie e rimuove un accumulo eccessivo di calcio nelle cartilagini e nei tessuti molli. Sodio, magnesio, potassio e cloruro sono elettroliti necessari per mantenere il corretto equilibrio acido/basico.

Ogni fluido e tessuto del nostro corpo ha un suo pH ottimale, e questi minerali aiutano a mantenerlo oppure a ristabilirne l’equilibrio. Calcio, magnesio, potassio e sodio sono necessari per mantenere la funzionalità di nervi e muscoli.

Ormoni ed enzimi contengono minerali: così come la fosfotranferasi necessita di magnesio, la xantina ossidasi non può formarsi se non in presenza di molibdeno. Il ferro è utile all’emoglobina come trasportatore di ossigeno e la vitamina B12 contiene cobalto, chiamata per questo anche cobalamina. Lo zinco aiuta a rimarginare le ferite ed è il minerale degli uomini, necessario per la salute della prostata.

Quando siamo carenti anche di uno solo di questi minerali, possiamo andare incontro a seri problemi di salute.

Per la maggior parte dei minerali, il reale fabbisogno dell’organismo è individuale. La quantità assunta con gli alimenti varia in funzione dei minerali presenti nei terreni agricoli. Alcuni minerali, cosiddetti elementi in traccia o oligoelementi, sono necessari soltanto in dosi minime.

Si può ristabilire un pH ottimale?

Si, si può.

Questa è l’opera svolta dal calcio di corallo fossile CORAL MINE.

Scopri In Cosa Consiste La Memoria dell’Acqua

L’acqua, una molecola che regola tutte le funzioni dell’organismo e che, grazie alla ricerca di scienziati italiani e internazionali, si è scoperto essere dotata di memoria e coerenza. È veramente possibile? E cosa comporterebbe questa rivelazione?.

Jacques Benveniste e la memoria dell’acqua
Per memoria dell’acqua si intende la possibilità dell’acqua, in forma liquida, di mantenere una “impronta” delle sostanze con cui è venuta in contatto.
Fu l’immunologo francese Jacques Benveniste a pubblicare nel 1988, sulla prestigiosa rivista internazionale “Nature”, i risultati di rivoluzionari esperimenti che dimostravano come l’acqua fosse capace di mantenere unamemoria/informazione di sostanze in essa disciolte o diluite; tali risultati non solo avrebbero potuto fornire una base scientifica ai principi della medicina omeopatica ma, soprattutto, avrebbero scardinato consolidate conoscenze di fisica, chimica e medicina, costringendo ad una revisione e riscrittura di più nozioni.
Nonostante la bocciatura della comunità scientifica, le ricerche iniziate da Benveniste e dai gruppi da lui capitanati proseguirono, incoraggiate dalla curiosità e la voglia di approfondire sia di scienziati italiani che di personalità illustri del mondo della scienza (quali il premio Nobel Luc Montagnier).

Le basi fisico-chimiche della memoria dell’acqua
Tutti gli organismi viventi irradiano un debole ma permanente flusso di radiazione elettromagnetica la cui intensità spazia dalla luce visibile all’ultravioletto. Queste emissioni di energia avvengono a livello cellulare e, essendo portatrici di informazioni, secondo il biofisico di fama mondiale Fritz Albert Popp, non solo regolano la crescita e la rigenerazione delle cellule e ma ne controllano anche tutti i processi biochimici.
Una prima evidenza scientifica a questa teoria fu data da un medico italiano, il dottor Sergio Stagnaro, intorno al 2007. Egli combinò un raffinato e preciso metodo di investigazione clinica, studiato e messo a punto da lui stesso, la semeiotica biofisica quantistica (SBQ), con i più innovativi strumenti della nanotecnologia, in grado di captare e ritrasmettere i biofotoni emessi a livello cellulare. Il dottor Stagnaro dimostrò che, nei sistemi biologici, molecole come ormoni e neurotrasmettitori, considerati dei messaggeri chimici, agiscono mediante un principio di Energia-Informazione (EI), ossia veicolano radiazioni elettromagnetiche intrise di informazione qualitativamente importante. Questi lavori erano perfettamente coerenti e in sintonia con gli studi dello scienziato russo Petar Gariaev sulla genomica ondulatoria, che trovarono un riscontro sperimentale sia dallo stesso scienziato russo, sia dai ricercatori della SBQ.
Gariaev ipotizzò e confermò che il genoma umano è una struttura tridimensionale in continua rotazione in grado di ricevere e trasmettere radiazioni elettromagnetiche. Esso cioè si comporterebbe come una rice-trasmittente.
Tutte le radiazioni elettromagnetiche viaggiano da strutture trasmittenti (come i neurotrasmettitori e gli ormoni) verso delle strutture riceventi (come il DNA). Questo significa che nei sistemi biologici la trasmissione della EI avviene, oltre che attraverso canali usuali come il sistema linfatico, il sistema sanguigno, quello nervoso ed altri, anche per bio-risonanza, sfruttando sia le proprietà del DNA di comportarsi come antenna che dell’ampia gamma di trasmettitori e ricettori di cui sono dotati i sistemi biologici. E l’acqua in tutto questo cosa c’entra?

Cos’è la memoria dell’acqua?
Ebbene, per l’acqua non si parla di EI piuttosto di Memoria-Informazione (MI) ossia:
1) l’acqua agisce come un recettore, essendo in grado di ricevere le frequenze d’onda e di memorizzarle (memoria);
2) l’acqua agisce come trasmettitore, trasmettendo le frequenze delle onde memorizzate (informazione).
Queste caratteristiche biofisiche, chimiche ed elettro-magnetiche dell’acqua sono state messe in evidenza da esperimenti indipendenti l’uno dall’altro, che confermano il contributo di Beneviste.
Fu Luc Montagnier, Premio Nobel per la medicina, a confermare l’emissione di onde a bassa frequenza (EMS) in alcune diluizioni di filtrati provenienti da colture di microorganismi (virus, batteri) o dal plasma umano infettato dagli stessi agenti patogeni.
Essendo la dimensione delle strutture che generano le EMS molo piccole, ciò ha giustificato la loro denominazione di “nanostrutture”.
Gli studi seguenti fecero presupporre a Montagnier e ai suoi collaboratori come potesse essere l’organizzazione dell’acqua a spiegare tutto. L’acqua non solo è in grado di interagire con le molecole disciolte in essa, stabilizzandole, ma le stesse molecole di acqua possono formare aggregati o polimeri (strutture comunque piuttosto labili).
Fu poi Emilio del Giudice, scienziato di fama internazionale, e il suo gruppo di lavoro, a proporre e mostrare come l’acqua potesse organizzarsi in domini di coerenza, con la dimensione di nanostrutture ed in grado di autorigenerarsi e mantenersi con l’emissione di onde elettromagnetiche.
I Domini di Coerenza sono il risultato della capacità di aggregazione e cooperazione per una finalità che i campi elettromagnetici informati hanno di organizzarsi in strutture complesse. Emilio del Giudice capì come l’acqua, che è il miglior solvente universale, fosse in grado di memorizzare le informazioni ricevute dai soluti con i quali entrava a contatto, aggregandoli in gruppi di molecole chiamate ”bioclusters” (domini di acqua corrente dotate di un proprio Campo Elettro Magnetico, CEM) attraverso il quale avviene un continuo scambio di informazione.
Emilio dal Giudice condusse, assieme a Giuliano Preparata, le ricerche sul fenomeno della memoria dell’acqua nell’ambito della CQED (elettrodinamica quantistica coerente). Secondo questa teoria esistono domini di coerenza nell’Universo, in grado di allineare i campi elettromagnetici. Questo potrebbe rappresentare un fondamento scientifico alla dinamizzazione omeopatica (lo scuotimento del prodotto omeopatico diluito per almeno 100 volte in senso verticale, con movimenti netti, veloci e di breve distanza) poiché le molecole di acqua conserverebbero una geometria molecolare correlata agli elementi chimici con cui entrano in contatto. 
Questi domini di coerenza hanno una dimensione di decine di micron, in cui milioni di molecole oscillano all’interno di un campo elettromagnetico di tipo coerente,.

I messaggi dell’acqua
Recenti esperimenti condotti da Germanov e altri ricercatori SBQ nel 2011 mostrano risultati molto interessanti: sostanze chimiche di natura organica e non organica, nonché molecole biologiche e composti organici complessi emettono, rispettivamente, singole frequenze elettromagnetiche o uno spettro di frequenze che corrisponde a quelle delle sostanze contenute.
La memoria-informazione dell’acqua può inoltre essere sfruttata per energizzare l’acqua con un dispositivo in grado di catturare le frequenze di farmaci per poi ritrasmetterle nell’acqua. Questo può aprire nuove prospettive nell’uso di farmaci con gli stessi risultati terapeutici ma limitando i loro dosaggi.
Inoltre, gli stessi fluidi biologici umani (sangue, urine, ecc), emettono segnali che caratterizzano lo stato del corpo e riflettono l’attività della coscienza umana. È stato il giapponese Masaru Emoto a sostenere come la coscienza umana avesse un effetto sulla struttura molecolare dell’acqua.
Dal 1999 Emoto ha pubblicato diversi volumi di un lavoro dal titolo “I messaggi dall’acqua”, contenenti fotografie di cristalli di acqua esposti a variabili diverse e successivamente congelata, in modo da formare strutture cristalline. Dall’osservazione delle fotografie si evince come parole, preghiere, musica e ambiente esercitino un vero e proprio effetto fisico sulla struttura cristallina dell’acqua, modificando la semplice struttura di base esagonale dei cristalli di ghiaccio di acqua non condizionata (tra l’altro dispersi in modo caotico), nelle strutture belle e raffinate, disposte in modo armonico e simmetrico, dei cristalli di ghiaccio di acqua “informata”.
Seguendo le ipotesi del ricercatore giapponese la SBQ ha creato un interessante test per verificare l’ipotesi di interazione tra la MI dell’acqua e la musica con il risultato che la musica energizza effettivamente l’acqua. Questa evidenza sperimentale apre nuove prospettive sulla musicoterapia e le sue applicazioni per l’autismo infantile, il ritardo mentale, le disabilità, la sindrome di Alzheimer e altri disordini cerebrali, come psicosi, i disturbi dell’umore e i disordini somatoformi (in particolare la sindrome di dolore cronico), la sindrome da stanchezza cronica (CFS) e i disturbi alimentari (anoressia nervosa). Si può attribuire, in questo modo, anche un nuovo risalto all’interpretazione del risveglio da coma grazie all’ascolto di musica e canzoni.

Dal momento che siamo costituiti dal 70% di acqua, è immediato rapportare queste strutture armoniose al nostro stato di benessere. Può accadere che un brutto episodio accaduto nel passato, venga ripreso dalla mente subconscia e letteralmente “proiettato” sulla mente e sul corpo, causando problemi o malattie. Questo accade quando una persona, in condizione di debolezza, si viene a trovare in una condizione fisica e ambientale che assomiglia a quella vissuta in precedenza. Allora il subconscio ravvisa il pericolo ed estrae dalla memoria tutto ciò che riguarda l’episodio passato (emozioni, dolore, ecc.) in quanto ritiene che, se agendo in quel modo si è riusciti a sopravvivere allora, con le stesse azioni riuscirà a superare anche la situazione attuale. L’individuo sarà così riagganciato al passato senza averne consapevolezza e recupererà il vissuto di dolore emotivo o fisico associato all’episodio passato.

L’impiego preventivo e costante degli energizzatori VITASTIK e VITASHELL, permetterà all’acqua di cui siamo costituiti, di risintonizzarsi con la matrice di purezza originale, permettendo il raggiungimento di un equilibrio energetico più duraturo.

Caso Memoria dell’Acqua – BENVENISTE

Mi sono scontrato e mi scontro tuttora con le istituzioni poste come guardiani e custodi di una Scienza ufficiale al di là della quale c’è il nulla. Le mie ricerche e i loro sviluppi in campi affini sono vittime di un sistema che non posso accettare.

Il seguente articolo è tratto da libro La mia verità sulla memoria dell’acqua di Jacques Benveniste.

È il 28 giugno 1988 e la rivista britannica Nature, tra le più influenti riveste scientifiche al mondo (insieme alla concorrente americana Science) pubblica un articolo dal titolo: «Degranulazione dei basofili umani, indotta da alte diluizioni di un anti-siero anti-IgE».

Malgrado il titolo risulti assolutamente oscuro al grande pubblico, la redazione di Nature si premura di diffondere il testo ai principali mezzi di informazione del pianeta, esattamente come accade ogni qual volta un articolo importante viene pubblicato sulla rivista.

In tutti i Paesi, la stampa dà un risalto senza precedenti all’articolo e traduce il suo contenuto in questi termini: «L’acqua potrebbe conservare un ricordo, ovvero una traccia delle sostanze che vi hanno transitato». Una vera e propria rivoluzione scientifica in nome della quale mi ritrovo subito sotto inchiesta. Alcune settimane dopo, in seguito a una “controinchiesta” condotta nel mio laboratorio da una équipe di Nature, in condizioni particolarmente sconcertanti, la rivista decide che i risultati dei miei esperimenti sono privi di fondamento. Da quel momento, ha inizio un processo di emarginazione che mi porterà dalla direzione di una delle unità di ricerche dell’Inserm1, in cui lavorano diverse decine di persone a quella di un laboratorio indipendente per il quale non sono previsti fondi di ricerca e per il cui funzionamento sono costretto io stesso a cercare finanziamenti. Il laboratorio era un vecchio prefabbricato situato nel parcheggio del centro che dirigevo.

Circa nove anni dopo, esattamente il 21, 22 e 23 gennaio 1997 il quotidiano Le Monde ritorna sulla questione. Per tre giorni consecutivi e in sei fitte pagine, il giornalista Éric Fottorino descrive quello che è ormai divenuto tra gli scienziati un “feuilleton”. L’inchiesta, accurata e onesta, è eccellente. Tuttavia la lettura mi provoca un insieme contrastante di impressioni e sensazioni: in parte positive, ma per lo più negative e dolorose. Impressioni e sensazioni di cui ho profondamente risentito negli ultimi otto anni e che mi hanno procurato un certo malessere e una certa oppressione. Un malessere provocato non tanto dalle parole di Éric Fattorino bensì dalle insulsaggini proferite dalla gran parte degli “scienziati” che il giornalista ha intervistato nel corso della sua inchiesta e dei quali si è limitato a trascriverne le dichiarazioni.

Presunti scienziati, nonché pseudoricercatori, che hanno espresso il loro giudizio sui miei lavori di ricerca sulle alte diluizioni (memoria dell’acqua) senza avere assistito agli esperimenti e senza averne confutato i risultati; alcuni sono arrivati ad accusarmi di frode scientifica senza lo stralcio di una prova. Ho ritenuto pertanto che fosse arrivato il momento di parlare in dettaglio della mia verità sulla “memoria dell’acqua”, di raccontare delle manovre, dei colpi bassi, delle vigliaccate e degli insulti di cui sono stato bersaglio, da dieci anni a questa parte. Non ho alcuna intenzione di fare del vittimismo, né tanto meno il mio intento è quello di pareggiare i conti.

Per quindici anni ho vissuto un’avventura appassionante: se non soffrissi di mal di mare, la paragonerei a un giro del mondo in solitario per l’eccitamento costante e i sussulti improvvisi! Soprattutto perché nella ricerca (volendo essere onesto con me stesso), devo ammetterlo, io ho sempre amato la competizione, il confronto e lo scontro scientifico e intellettuale, nel rispetto delle regole deontologiche. «A morte gli imbecilli!», mi ha scritto
uno scienziato a me amico abbandonando con disgusto una posizione ufficiale (senza che la cosa gli abbia impedito di continuare a occupare, e non sto scherzando, il suo posto all’Académie des sciences). Condivido questo monito e mi trovo d’accordo con il principio di fondo. Ma questa parola d’ordine, presa alla lettera, comporterebbe un genocidio scientifico. Una simile affermazione è forse indice della mia arroganza, della mia paranoia?

La paralisi dei progressi nella fisica teorica a partire dagli anni ’30, nonché la stasi della scienza in generale e in particolare della biologia, se si escludono rari exploit tecnologici, sono in grado di offrire, da soli, una parziale giustificazione a questo massacro intellettuale programmato.
Ma quali le ragioni di questo letargo?

Secondo il mio modo di vedere, il fenomeno ha almeno tre possibili spiegazioni:

1) Il predominio di Big Science/ Big Business / Big Organization.
La subordinazione in ultima istanza, della ricerca al potere economico risale al Progetto Manhattan (produzione della bomba A) che ha portato all’ingerenza e all’intromissione del governo americano nella ricerca, all’immissione di immensi capitali e alla creazione
di strutture economico-scientifiche mastodontiche. Il predominio del business può spiegare l’accoglienza tributata ai lavori sulle alte diluizioni, in grado di far traballare i grandi equilibri dell’industria farmaceutica. La libertà di pensiero è peraltro compromessa dalla politica attuata dalle grandi riviste scientifiche che si spingono oltre la loro principale e necessaria funzione di diffusione delle conoscenze, operando una censura delle idee scomode o un’azione di destabilizzazione dei loro autori. D’altra parte, se potessimo contare sulla stampa per fare le rivoluzioni (scientifiche e non), tutto questo sarebbe noto.

2) La psicologia della sudditanza ai maestri e alle verità intangibili di una Scienza trionfante.
Ne deriva una selezione operata mediante la sottomissione: per garantirsi una carriera nei grandi organismi è necessario essere allineati, giurare fedeltà al vassallo. I maestri della Scienza (professori “apparatchik”, vincitori del premio Nobel) vivono solo per le proprie idee. E queste idee, e non le loro ricerche o ciò che essi realizzano concretamente, costituiscono la loro stessa essenza.
Poco importa se i lavori che avrebbero dovuto portare a termine non saranno mai conclusi.

3) La reificazione e strumentalizzazione della Scienza, dea secolarizzata, unica speranza di un’umanità inquieta dinanzi agli enormi problemi e alle grandi sfide in materia di ambiente e di salute.
Come conseguenza si ha che in un sistema in cui tutto ciò che è propagandato dai mezzi di comunicazione e ha grande risalto mediatico ha un peso di gran lunga superiore rispetto alla nascosta azione quotidiana, un vincitore di premio Nobel può arrogarsi il diritto di affermare, impunemente e impudentemente, qualsiasi cosa in qualsiasi campo, anche se agli antipodi della propria specializzazione e delle proprie competenze.

A prescindere dalla mia vicenda personale, i fattori appena citati spiegano il Grande Freddo che è calato sulla scienza francese negli anni che precedono la Seconda Guerra Mondiale. Per questo motivo, anche se in questa sede intendo parlare della mia vicenda (la mia carriera di ricercatore
è stata paralizzata e bloccata dalla questione della memoria dell’acqua), il mio intento si fa obbligatoriamente più ampio.

Mi sono scontrato e mi scontro tuttora con le istituzioni poste come guardiani e custodi di una Scienza ufficiale al di là della quale c’è il nulla.

Le mie ricerche e i loro sviluppi in campi affini sono vittime di un sistema di valutazione concepito per difendere i dogmi e i paradigmi imposti dallo stato attuale delle conoscenze scientifiche. Il mio scopo è quindi descrivere e denunciare le procedure di inibizione, di censura e di imbavagliamento perché è in gioco il futuro stesso di tutta la ricerca biologica (e di conseguenza della biomedicina, e questo coinvolge direttamente ciascuno di noi). Ed è proprio la ricerca biologica a conoscere un momento di crisi che è evidente a livello mondiale, ma che è ancor più marcato nel nostro Paese, per il vecchiume delle istituzioni e il modo di pensare francese.
Sono convinto che saremo in grado di uscire da questa situazione soltanto se saremo capaci di liberare il pensiero scientifico omologato e uniformato (e dunque iniquo) che attualmente ci governa, dalla gogna che lo attanaglia.

Il seguente articolo è tratto da libro La mia verità sulla memoria dell’acqua di Jacques Benveniste 

BASI SCIENTIFICHE DELLA MEMORIA DELL’ACQUA

Da Galileo a Benveniste, dal cannocchiale alla memoria dell’acqua 

La storia si ripete: la prima volta è una tragedia, la seconda una farsa.
Sembra proprio questa l’essenza delle vicende che dal Cinquecento al Novecento hanno caratterizzato lo sviluppo della scienza moderna con le vicende di Galileo e Benveniste: due numeri uno della scienza del loro tempo richiesti di abiurare quanto osservavano nel cannocchiale e nel laboratorio, da poteri religiosi il primo [1] e “scientifici” il secondo, che avevano denunciato la non congruità di quanto da loro osservato, con quanto prescritto e scritto nelle cosiddette “scritture”. Che poi si tratti di Scritture Sacre o di quelle “scientifiche” di Nature poco importa: nella editorial reservation all’articolo di Benveniste e colleghi [2-2B] pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica americana, l’editore scrisse che i dati pubblicati erano fuori dalle leggi della fisica (“There is no physical basis for such an activity”) e mandò il mago James Randi a controllare che l’esperimento fosse privo di trucchi.

La natura di questi conflitti scientifici trova le sue radici nei problemi di metodo che già uno dei grandi Padri del Rinascimento – Bernardino Telesio – aveva affrontato nel suo lavoro, riassunto da Diego Fusaro, il quale scrive [3]:
«Il titolo dell’opera fondamentale di Telesio (La natura secondo i propri principi, ndr) è programmatico: la natura deve essere studiata e interpretata secondo i principi ad essa propri, senza fare ricorso a modelli precostituiti ed estrinseci.
Tale nuova considerazione della natura venne anticipata nell’opera di Telesio la quale, staccandosi dalla visione magica, affermò che l’uomo non deve imporre i suoi schemi a priori alla natura, ma deve scoprirne umilmente le leggi interne che ne regolano la vita e che sono sconosciute ai più. L’accusa rivolta alla scienza del passato fu, dunque, di essere stata boriosa e superba, incurante della vera realtà del mondo fisico: essa ingabbiò nei dogmi della teologia i fenomeni naturali, precludendosi una loro vera comprensione».
In epoca moderna lo stesso Albert Einstein e ancora prima di lui Claude Bernard avevano messo in guardia la comunità scientifica contemporanea sul rischio di creare nuove chiese intorno ai grandi leader scientifici e alle loro teorie e scoperte. Claude Bernard soleva dire che «ciò che sappiamo è il principale ostacolo all’acquisizione di ciò che non sappiamo ancora».

È facile comprendere come anche grandi leader scientifici – tra cui Galileo prima e Benveniste poi – siano incorsi in un grande disagio personale, divisi tra la fedeltà alla scienza e alla verità osservata e la richiesta dei guardiani dell’ortodossia di turno di non disturbare il conducente, o meglio, di non andare fuori dalle leggi della scienza del tempo.

Per quel che riguarda le Sacre Scritture si sa come è andata a finire: di recente un Papa, dopo circa tre secoli, ha chiesto scusa a Galileo. La questione Benveniste [4], rimane invece ancora aperta (sono passati solo 20 anni). Può, allora, essere utile fare il punto su una serie di risultati sperimentali che – vista la velocità di produzione della conoscenza nei tempi moderni – potrebbero essere riesaminati e accolti senza troppo disagio anche dai moderni inquisitori scientifici (tenendo anche conto del fatto che, trovandoci nel campo delle applicazioni tecniche e sanitarie in particolare, l’attesa per nuove soluzioni diagnostiche e terapeutiche, capaci di realizzare la terapia personalizzata e migliorare il rapporto rischi/benefici, è grande, nel mentre gli effetti avversi dei farmaci compromettono i grandi trionfi della farmacologia moderna [5]).

Chi era Benveniste
Nella prefazione al libro postumo di Benveniste La Mia Verità sulla Memoria dell’Acqua [6], Brian Josephson, premio Nobel per la fisica nel 1973 per i suoi lavori sui superconduttori accoppiati (definiti anche “effetto Josephson) scrive:
«Ho incontrato Jacques Benveniste per la prima volta in occasione di una conferenza che si tenne alle Bermuda, nei mesi che precedettero la pubblicazione del suo controverso articolo apparso su Nature nel 1988, quando ero ben lontano dall’immaginare la piega che avrebbero preso gli eventi. In seguito, siamo rimasti sempre in contatto e Jacques mi ha tenuto costantemente informato sui progressi delle sue ricerche. Nel marzo del 1999, su mio espresso invito, ha tenuto una conferenza a Cambridge nell’ambito di un convegno di interesse generale organizzato dal dipartimento di fisica [7]. Lo avevamo convinto a parlare delle sue ricerche, consapevoli del loro interesse scientifico e delle potenziali conseguenze legate ai risultati ottenuti. Le sue ultime scoperte non erano meno sorprendenti. Ma non per il Laboratorio Cavendish di Cambridge che è stato palcoscenico di numerose e stupefacenti scoperte, nel corso degli ultimi centoventicinque anni. E per questo – benché i suoi lavori facessero discutere, suscitando controversie – avevamo deciso di non allinearci alle opinioni dominanti nella comunità scientifica e pertanto di non ignorare né censurare tali ricerche.

Durante il suo intervento, Jacques Benveniste presentò alcuni esperimenti nel corso dei quali, un segnale biologico registrato sul disco rigido di un computer veniva trasmesso, via internet, a un altro laboratorio sperimentale dove gli effetti specifici della molecola d’origine venivano trasferiti a un sistema biologico. Con la strumentazione che aveva portato con sé, Benveniste riprodusse, davanti ai nostri occhi, gli esperimenti più recenti che aveva compiuto, che si rivelarono assolutamente convincenti, tenuto conto del limitato tempo a nostra disposizione. La conferenza è documentata da un filmato realizzato nel nostro laboratorio che ci proponevamo di rendere noto nel futuro, non appena fosse stato consegnato il premio Nobel a Jacques Benveniste “per aver chiarito i meccanismi biologici relativi alla struttura dell’acqua”. Ed è veramente un peccato che tale onorificenza sia riservata soltanto agli scienziati ancora viventi. Sono convinto che il contributo scientifico del dottor Benveniste sarà un giorno riconosciuto come giustamente merita».

Dagli Ig Nobel ai Benveniste Award
In occasione della presentazione del libro di Benvenste all’Accademia dei Lincei [8], nell’autunno del 2006, avvenne un fatto molto grave: un personaggio importante del Dipartimento di Fisica della Sapienza di Roma – spalleggiato da altre personalità accademiche – riuscì a boicottare la presentazione, mettendo in difficoltà l’allora presidente dell’Accademia e gli accademici che avevano patrocinato l’evento, al quale aveva assicurato la sua partecipazione anche il dottor Mario Tiengo (scomparso in questi giorni, il 3 settembre 2010) [9]. Lo sconcerto prevalse, ma in pochi giorni fu organizzata una presentazione del libro all’Aula della Ginestra del Dipartimento di Chimica di Roma1 – a quel tempo ancora agibile [10]. Ci si può interrogare sulla natura dell’attività di questi esponenti di primo piano della comunità dei Fisici della Sapienza, i quali superarono palesemente molti dei limiti imposti dalla natura dialettica della ricerca scientifica.

In ogni caso dopo alcuni successi ottenuti da questo gruppo di “attivisti”, alcune attività relative alla divulgazione della figura e dell’opera di Benveniste furono trasferite, grazie ai buoni uffici di Mario Tiengo, presso l’Università Ludes di Lugano, diretta a quel tempo da Paolo Sotgiu, rettore poliedrico e illuminato che, nell’agosto del 2007 accolse gli archivi di Benveniste a Lugano. E così il 27 ottobre del 2007 – alla presenza del premio Nobel Luc Montagnier, di Ubaldo Mastromatteo e con il contributo scritto di Mario Tiengo [11] – fu inaugurato l’Archivio Benveniste presso l’Università Ludes di Lugano come si evince dallo splendido lavoro documentale in formato video di Francesco Bordino [12].

A fine settembre del 2007, nel frattempo, un altro evento scientifico internazionale aveva segnato la vicenda. Nel corso della VII Conferenza internazionale in Crimea “Cosmos and Biosphere” erano stati consegnati i primi Award Benveniste a dieci scienziati dell’ex Unione Sovietica [13]. L’evento è stato replicato nel 2009 con la partecipazione delle leadership scientifiche dell’Est europeo [14], come documentato dai colloqui con Larissa Brizhik, dell’Istituto di Fisica Teorica di Kiev [15], Vladimir Voeikov Chimico Organico dell’Università Lomonosov di Mosca [16], e Settimio Grimaldi del CNR di Roma [17].
Come si può constatare, le previsioni di Josephson sembrano realizzarsi e una rigorosa riflessione credo si imponga alla Comunità Scientifica che troppo goliardicamente aveva gestito le scoperte di Benveniste sugli effetti elettroquantistici a livello immunologico. Effetti quantistici già segnalati da Sir John Eccles, Premio Nobel per la Scoperta delle Sinapsi [18], il quale aveva introdotto i campi quantistici nel dinamismo sinaptico già negli anni Sessanta.

La pretesa di risolvere un caso sperimentale innovativo con un mago (si veda il sopracitato caso Nature), e liquidare le sue implicazioni con due Ig Nobel [19], indica come le peggiori previsioni di Claude Bernard e di Albert Einstein si siano pericolosamente realizzate: è tempo di risvegliarsi da una sorta di sonno glorioso per ritornare attivamente alla ricerca di base e applicata, la sola in grado di fornire le risposte operative ai non pochi quesiti posti dal nostro tempo – dai disastri climatici e ambientali, alle sfide poste dalle malattie degenerative e dal cancro.

L’evoluzione della biofisica quantistica in medicina e biologia
Una risposta può venire da una seria rivalutazione, da parte della Comunità Scientifica occidentale, dei grandi progressi della biologia e della chimica che poco si sono integrati con l’analogo sviluppo della fisica e della fisica quantistica.
Negli ultimi decenni, soprattutto sulla base del contributo teorico di Giuliano Preparata (1942-2000) e di Emilio Del Giudice [20-21], si è sviluppato un nuovo punto di vista sulla materia condensata fondato sull’uso sistematico dell’elettrodinamica quantistica coerente. La presenza di meccanismi coerenti alla base di molti fenomeni biologici appare evidente malgrado entri spesso in contraddizione con i principi della termodinamica classica. Infatti sembra difficile ipotizzare un mondo biologico che origini tutto dal caso, senza la presenza di meccanismi di autorganizzazione che operino a vari livelli (come messo in luce tra gli altri da Prigogine ).
Dopo Schodringer (autore del fondamentale volumetto What’s the life), la ricerca su un ruolo della fisica quantistica nei sistemi biologici ha proceduto con qualche difficoltà sia concettuale che sperimentale e i grandi protagonisti della ricerca sono stati spesso poco compresi, se non marginalizzati.

Lo studio dei SEP (Skin Electric Parameters) [22-23-24-25-26] – rilevabili sulla superficie cutanea tramite un ohmetro, a livello dei meridiani cinesi studiati come circuiti a resistenza variabile in risposta a segnali fisici misurabili (campo elettrico, magnetico) e non misurabili (potenziale vettore, ecc.) – potrebbe contribuire a meglio focalizzare le sottili interazioni biofisiche e biochimiche che sono state studiate a livello cellulare e a livello inorganico negli ultimi sessant’anni (Piccardi, Eccles, Trukan, Zhadin, Benveniste, [27-28-29-30]).
Recenti sviluppi tecnologici che sfruttano matematiche avanzate, una più ampia conoscenza del signalling cellulare e d’organo e i vertiginosi progressi dell’elettronica nelle tecnologie bioquanitstiche (Qx Scio, Metatron, [31]), impongono una rigorosa rivisitazione della materia, insieme alle Memorie Biochimiche [32] che si affiancano alla Memoria dell’Acqua, il cui studio ha fatto progressi impensabili sul piano teorico con Widom e coll. [33], e sperimentale con Montagnier e coll.[34] – dopo l’ultimo lavoro di Benveniste [35] presentato al Rettorato della Sapienza di Roma nel febbraio del 2002 alla conferenza in onore di Giuliano Preparata.

Qualcosa è, dunque, cambiato. Anche i brillanti lavori di Masaru Emoto [36], ai confini tra arte e scienza (le belle foto dell’acqua che cambia la sua struttura in risposta alle emozioni vissute nell’ambiente circostante), ci dicono che è tempo di unire gli sforzi della Comunità scientifica per affrontare con tutte le forze presenti sul campo le grandi sfide che ci attendono. Dall’energia alla meteorologia, dal cancro alle malattie immuni sono ancora troppo numerosi i soggetti di indagine che mettono in crisi i grandi trionfi scientifici del Novecento. Trionfi che dobbiamo continuare a difendere e a sviluppare, anche per onorare tutti quei pionieri della scienza e della tecnica che ci hanno regalato la grande fortuna dell’alta tecnologia, la quale ha dato all’Umanità possibilità di armonia, potere e felicità, che possono e devono essere ancora pienamente realizzate.  

 Gli scienziati e la memoria dell’acqua
Che cosa ci dice la scienza sulla possibilità dell’esistenza di una “memoria dell’acqua”? Gli scienziati hanno poche conoscenze sull’argomento “acqua” e ne possiedono una visione tendenzialmente ingenua: un liquido composto da molecole di H20 più o meno isolate, in movimento. In realtà l’acqua è un fenomeno di gran lunga più complesso, con molecole singole che si raggruppano temporaneamente a formare una struttura reticolare; che tali molecole possano interagire dando luogo a un meccanismo che consenta all’acqua di avere una “memoria” non ha nulla di sorprendente. Ma questo vale per scienziati ben informati sull’argomento che non sottovalutano la possibilità della sua esistenza. Anche in campo biologico l’importanza di tale struttura è riconosciuta soltanto da scienziati aggiornati.


Note
1. Galileo Galilei, Dialogo Sopra i due massimi sistemi del mondo, 1632.
2. E. Davenas, F. Beauvais, J. Arnara, M. Oberbaum, B. Robinzon, A. Miadonna, A. Tedeschi, B. Pomeranz§, P. Fortner§, P. Belon, J. Sainte-Laudy, B. Poitevin & J. Benveniste: “Human basophil degranulation triggered by very dilute antiserum against IgE”, Nature, Vol. 333, No. 6176, pp. 816-818, 30th June, 1988 C.
3. Diego Fusaro, Bernardino Telesio http://www.filosofico.net/telesio.htm.
4. Memoria dell’Acqua report su http://fr.wikipedia.org/wiki/M%C3%A9moire_de_l’eau
5. Vincenzo Valenzi Rischi/benefici e Costi/benefici nella diagnostica e nella terapia Villaggio Globale http://www.vglobale.it/index.php?option=com_content&view=article&id=11886:rischibenefici-e-costibenefici-nella-diagnostica-e-nella-terapia&catid=1060:piazzagrande&lang=it
6. Jacques Benveniste, La mia verità sulla memoria dell’acqua, Macro Edizioni, 2006.
7. Jacques Benveniste, Cavendish’s Departmental Colloquium Electromagnetically Activated Water and the Puzzle of the Biological Signal http://sms.cam.ac.uk/media/871684

8. “Rinvio” Conferenza Accademia dei Lincei http://66.71.135.49/articolo.php?id_articolo=6663
9. In memoria di Mario Tiengo http://www.uniludes.ch/portale/images/stories/altro/Ricordo_di_Mario_Tiengo_Prof_Radaelli.pdf
10. Conferenza Aula della Ginestra sul contributo di Benveniste e Preparata 14 dicembre 2006 http://www.vglobale.it/index.php?option=com_content&view=article&id=457&catid=305:complementari&lang=it
11. Mario Tiengo, Relazione archivi Benveniste a Lugano
[DOC]messo a disposizione il suo intervento – Home | Villaggio Globale.
12. Colloquio V. Valenzi con Luc Montagner www.colombre.it/montagnier .
13. Award Benveniste to Cosmos and Biosphere VII International Crimean conference http://www.vglobale.it/index.php?option=com_content&view=article&id=10771:i-vincitori-dellaward-benveniste&catid=5:ultime&Itemid=121&lang=it .

14. Award Benveniste to Cosmos and Biosphere VIII International Crimean conference Villaggio Globale http://www.vglobale.it/index.php?option=com_content&view=article&id=10771:i-vincitori-dellaward-benveniste&catid=5:ultime&Itemid=121&lang=it
15. Colloquio Vincenzo Valenzi con LARISSA BRIZHIK Istituto di Fisica teorica di Kiev http://www.vimeo.com/10883097 .
16. Colloquio Vincenzo Valenzi con Vladimir Voeikov Chimico Organico Lomonosov University Mosca

17. Colloquio Vincenzo Valenzi con Settimio Grimaldi – CNR http://vimeo.com/11108801
18. Mario Tiengo: Il dolore da Eccles alla teoria della coerenza di Preparata, web seminar “Nature and Coherence in Nature” http://www.novaglobal.it/index.php?page=vaccum-and-coherence-in-nature-the-legacy-of-giuliano-preparata&hl=en_US
19. Ig Nobel a Benveniste http://www.purplehell.com/riddletools/ignobel.htm
20. Giuliano Preparata: QED and medicine, Rivista di Biologia/Biology Forum 93 (2000) pp. 267-312.
21. Giuliano Preparata & Emilio Del Giudice Il potenziale Vettore in biofisica (Scienza e Conoscenza, 17/2006).
22. Vincenzo I. Valenzi, Maria Luisa Roseghini, From Drug intolerance to a SEP (Skin electric Parameters) driven therapy. Some preliminar observation, Rivista di Biologia/Biology Forum 93 (2000) pp. 306-312.
23. Vincenzo I. Valenzi, Maria Luisa Roseghini, Skin Electric Parameters osteoarticular diseases with 8 fans tested and molecular signaling of drug, http://web.tiscali.it/numedi/arc2002/0902/12.html

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